Spiritismo: attenzione, ghiaccio sottile!

foxdi Luigi Caratelli

Per lo Spiritismo i fenomeni accadono certamente; ma non grazie alle presunte, e mai trovate, facoltà psichiche del cervello, bensì per la compiacenza di entità invisibili.

Penso sia inutile proporre in questa sede una, anche seppur ridotta, storia dello Spiritismo. Le vicende sono molto note, e per uno studio più approfondito esistono in circolazione un gran numero di testi. Ci pare invece indispensabile ripercorrere le fasi della rinascita del fenomeno medianico a partire dalla seconda metà dell’800, rivisitando all’uopo un evento fondamentale.

Siamo nel 1847. Giovanni e Margherita Fox, con le loro due giovani figlie, Margareth quindicenne, e Katie dodicenne, si trasferiscono in una casetta di Hidesville, un villaggio della contea di Wayne, stato di New York. Durante la notte la famiglia è svegliata da alcuni colpi secchi che potevano essere intesi in tutta la casa. Le due ragazze, per nulla spaventate, iniziano per scherzo a rispondere ai colpi, battendo le mani.

“Ogni battuta di mano ricevette un colpo per risposta. Allora (Katie) formò con le dita dei numeri chiedendo (all’entità)… di dirle i numeri che via via andava formando. Siccome le risposte che otteneva a mezzo dei colpi erano esatte, Katie osservò: ‘Ci vede e ci sente bene!’ Margareth allora aggiunse: ‘Conta uno, due, tre e quattro’, e i colpi risposero esattamente. Le fanciulle si convinsero che l’autore dei colpi misteriosi era un essere intelligente che aveva la possibilità di rispondere battendo i colpi che gli venivano richiesti (1).

Nacque così un codice improntato sullo schema di un rudimentale alfabeto Morse, e la famiglia Fox potè facilmente appurare le generalità del misterioso ‘ospite’, che asserì di essere lo spirito di un merciaio ambulante, assassinato e poi sepolto nella cantina della casa. Le indicazioni dell’entità risultarono esatte allorché, fatte le debite ricerche, veramente i Fox scoprirono delle ossa nel luogo indicato dallo spirito.

Le comunicazioni continuarono; l’entità disse che avrebbe rivelato cose meravigliose e, addirittura, i fondamenti di una nuova religione altamente benefica per l’umanità.

Nel 1854 il movimento spiritista contava già adepti in ogni parte degli Stati Uniti; e nel 1857 metteva radici anche in Europa: Allan Kardec pubblicava il Libro degli spiriti, e gli spiritisti ebbero il loro ‘vangelo’. L’atto di fede era stilato, e le bandiere sventolavano in ogni latitudine: “La morte non esiste! Possiamo parlare con i nostri defunti”, si affermava con baldanza.

Sintetizziamo dal voluminoso corpo dottrinale dello Spiritismo, una serie di Definizioni che permettono una generica ma essenziale panoramica per la comprensione del movimento nascente:

Lo Spiritismo è la scienza, la filosofia e la religione della continuità della vita, basato sul fatto dimostrato della comunicazione a mezzo del potere medianico con coloro che vivono nel modo dello spirito.

Spiritista è colui che crede, come base della propria religione, nella comunicazione tra questo mondo e il mondo degli spiriti, ottenuta per mezzo del potere medianico.

Il medium è un individuo il cui organismo è sensibile alle vibrazioni che provengono dal mondo dello spirito, e per mezzo del quale le intelligenze di quel mondo possono trasmettere i loro messaggi e produrre i fenomeni dello Spiritismo (2).

Spiritismo: credibilità cercasi

In verità, neppure i medium spiritisti disdegnano di credere a presunte facoltà innate. Anzi, pare che sia ritenuto elettivo poter mostrare nel proprio curriculum doti personali, oltre ai doni forniti dalle entità. Ma l’illusione è stata smascherata, e il vizietto scientista non regge alle accurate ricerche di laboratorio. Addirittura l’intero castello spiritico ha rischiato di franare sotto i colpi dei ricercatori scientifici. Antesignani del moderno CICAP (3), gli uomini di scienza dell’800 osservarono i fenomeni prodotti dai medium e ne smascherarono un gran numero come illusioni create da abili trucchi. Gli stessi medium dovettero ammettere di aver frodato. Altri, compresi grandi nomi della scena contemporanea, sono stati addirittura colti sul fatto; come il sensitivo israeliano Uri Geller. Questi è stato scoperto a frodare dal tecnico del suono della Thames Television, Sandy Mc Crea, che dell’episodio riferisce quanto segue:

Stavamo filmando Geller in una camera d’albergo, a New York. Sul tavolo c’erano molti oggetti ( chiavi, cucchiai, orologi). Ad un certo momento, mentre il cameraman stava cambiando il film, Geller attirò l’attenzione degli altri su un certo punto del tavolo e forse dimenticò che io ero seduto sul letto dietro di lui: ebbene in quel momento io lo vidi fisicamente piegare il cucchiaio con le mani! Non solo, ma poco dopo disse: ‘Oh, guardate! Il cucchiaio si è piegato da solo!’. E tutti cedettero realmente che si fosse piegato in quel momento, grazie a qualche forza misteriosa. Ho anche la registrazione di queste frasi perché il magnetofono era ancora in funzione (4).

Molto tempo prima di Geller, un giovane apprendista medium americano, volle interessarsi alla produzione ‘in proprio’ delle meraviglie spiritiche e si tuffò nella pratica medianica. Fece ripetute prove durante tre mesi, ma delle eclatanti manifestazioni neppure la minima traccia. Continuò per altri mesi, andando incontro sempre allo stesso smacco. Infine si decise a produrre qualcosa di fittizio per strabiliare gli amici e per consolarsi dalla delusione. Ecco come lo racconta lo stesso medium provetto:

Avvenne così che un sabato sera, dopo il canto del primo inno, gli amici rimasero stupefatti nel sentire dei colpi che sembravano provenire dalla parete stessa del gabinetto. Naturalmente dovetti fingermi anch’io sorpreso. La mia frode era compiuta…Ciò mi confermò l’idea che qualunque medium può lavorare con la massima facilità quando si trova in un circolo formato esclusivamente da spiritisti. In una adunanza di persone meno credule la cosa sarebbe andata diversamente. Non avrei mai creduto che mi sarebbe stata attribuita la fama di medium capace di produrre i fenomeni più soddisfacenti in tutti gli Stati Uniti (5).

Le frodi delle sorelle Fox

Gi episodi, per nulla sporadici, di medium e sensitivi colti in flagrante frode, inducono a pensare seriamente alla possibilità che sulle scene dello Spiritismo transitino, con frequenza elevata, personaggi clowneschi o del mondo della prestidigitazione. Rileggendo la cospicua letteratura prodotta dal movimento spiritista moderno, ci accorgiamo che neppure le sorelle Fox, si sono potute sottrarre all’accusa di frode.

Il 21 settembre 1888, Margherita Fox Kane, rilasciò ad un giornalista di un quotidiano di New York una intervista contenente accenni a sensazionali rivelazioni sul movimento spiritista, che lei stessa avrebbe divulgato. “Si! Smaschererò lo Spiritismo – disse seccamente – e ne rivelerò i segreti… detesto me stessa per quello che ho fatto… lo Spiritismo è dato da un nulla…” (6).

Una settimana più tardi, giunse a New York anche l’altra sorella, Caterina, la più giovane della famiglia Fox, e anch’essa si allineò sulle posizioni di Margherita. “Io considero lo Spiritismo come una delle più grandi calamità che il mondo abbia mai conosciuto…(7). Le due donne furono concordi nell’accusare la sorella maggiore, Lea, indicandola quale responsabile delle loro disavventure spiritiche, nonché quale sfruttatrice delle loro capacità medianiche a scopo di lucro. Le due sorelle organizzarono per il 21 ottobre una riunione nella grande sala dell’Accademia di Musica, nel corso della quale avrebbero dimostrato pubblicamente che i rinomati fenomeni spiritici venivano prodotti con l’ausilio di abili trucchi e non da entità invisibili.

Nel salone, gremito di folla, risuonarono le parole di Margherita che, per prima, si presentò al pubblico. “Sono qui stasera nella veste di fondatrice dello Spiritismo per denunciarlo come una assoluta falsità dal principio alla fine, come la più inconsistente delle superstizioni, come la più malvagia blasfemia che il mondo abbia conosciuto (8).

Seguì la dimostrazione pratica della frode. Ne riportiamo la descrizione citando le parole dello stesso reporter del New York Herald:

Facendo scricchiolare e scattare le giunture dei suoi alluci la signora Margherita Fox Kane ha prodotto sonori colpi come quelli che nelle sedute si presumevano provenienti dagli spiriti…Ella è salita su di una piccola tavola, dopo essersi tolta le scarpe. Mentre rimaneva immobile, si udivano colpi forti e distinti ora nel proscenio, ora dietro le quinte del palcoscenico, ora nella galleria…Da questi colpi è nato lo Spiritismo ed ecco che lo stesso alluce che lo ha creato lo ha distrutto ieri sera… (9).

Ma l’impressione prodotta da quella rivelazione fulminante doveva durare molto poco. Soltanto un anno dopo, in casa di Enrico J. Newton, uno spiritista di New York, e in presenza di altri testimoni, Margherita fece marcia indietro e ritrattò quanto aveva detto all’Accademia di Musica. “Volesse Iddio – esordì – che potessi riparare all’ingiustizia che ho commessa contro la causa dello Spiritismo quando, sotto la forte influenza psicologica di persone contrarie ad esso, pronunciai dichiarazioni che non avevano fondamento”. Margherita riconfermò la genuinità dei fenomeni prodotti dagli spiriti per suo tramite, e accusò alte personalità della chiesa Cattolica per essere stata indotta a denunciare il movimento spiritico.

Quando entra in scena l’inconscio

Le sorelle Fox, benché successivamente alla smentita abbiano riconfermato la genuinità dei fenomeni spiritici quali accadimenti prodotti dall’attività di vere entità invisibili, hanno dimostrato che i confini tra realtà e illusione sono molto labili. Pur accettando come genuina la loro attività medianica, abbiamo constatato che le donne erano in grado di riprodurre la fenomenologia spiritica ricorrendo a semplici trucchi. A questo punto ci si chiede: “Come essere certi che un medium stia dialogando con gli spiriti, o più semplicemente non ci stia abbindolando con le sue doti di prestigiatore?”.

Ma non ci sono solo le frodi ad inquinare la credibilità dei fenomeni spiritici. Si potrebbe ipotizzare, ad esempio, l’influenza dell’inconscio dello stesso medium nella produzione dei cosiddetti messaggi spiritici. Molti medici e psicologi sono di questo avviso. Ci rivelano che il sensitivo, specialmente quando cade in stato di trance, può autosuggestionarsi producendo e formulando esso stesso i messaggi, attingendoli dal suo inconscio. A tale proposito Pier Angelo Gramaglia cita: “un caso di sdoppiamento della personalità (dissociazione psichica)”, e constata che “ senza ricorrere all’anima di un defunto; nell’inconscio del medium potrebbe infatti avvenire una frattura di consapevolezza di cui neppure il soggetto sa rendersi conto” (10).

Il medium sul trapezio

Quanto detto sopra apre l’indagine in direzione della stessa personalità del medium. Egli è un elemento passivo nella dinamica dell’evento spiritistico, e non sono in pochi a ritenere che la sua struttura psichica sia minata da elementi o tendenze patologiche o, comunque, fortemente anormali. Scrive Maurice Ray: “Gli esseri squilibrati amano lo straordinario e lo ricercano. Lo Spiritismo ne mette a loro disposizione più di quanto possano desiderare. La loro persona psichicamente malata, (dunque già in parte sdoppiata) trova, sotto il nome di medium, una funzione perfettamente a propria misura” (11). Dello stesso avviso è il dott. Pierre Janet, il quale afferma che: “I Medium, quando sono perfetti, sono tipi dalla divisione più completa, nella quale le due personalità si ignorano completamente e si sviluppano indipendentemente l’una dall’altra”.

Un altro medico osserva:

Il medium è un neuropatico nel quale le crisi da Spiritismo si alternano talvolta alle crisi mentali… Possiede una spiacevole attitudine alla disgregazione, che a poco a poco si aggraverà sino a provocare uno sdoppiamento della personalità… A mano a mano che si perfeziona, la disgregazione mentale diventa completa, i suoi movimenti automatici diventano più complicati, la sua immaginazione e la sua memoria si liberano a loro volta dal controllo volontario: egli parla e compone messaggi. Dal suo fondo mentale tutto un gruppo di sensazioni, di ricordi, di idee, di voglie si distaccano evolvendosi indipendentemente dalla sua volontà. Egli non tarda a concludere che un’altra volontà, diversa dalla sua agisce nella sua stessa coscienza… (12).

Quindi, non spiriti di un’altra dimensione, ma fantasmi prodotti da una immaginazione malata? Turbe di uno psicopatico in luogo delle promesse fantastiche degli abitatori dell’invisibile?

Sarebbe tutto qui il misterioso e meraviglioso mondo dell’occulto: solo una pietosa produzione di anime nevrotiche?

Renè Guenon non risparmia colpi quando afferma:

i medium…sono piuttosto dei malati…Di tale stato di anormalità bisogna sempre tener conto, perché esso permette di spiegare frodi di altro genere: il medium, come isterico, prova quell’irresistibile bisogno di mentire, anche senza ragione, che tutti gli ipnotizzatori constatano nei loro soggetti…Tutto ciò fa parte di una psicologia anormale la quale d’altra parte non è mai stata studiata come dovrebbe: molta gente non sospetta neppure che vi sarebbe, anche nel campo delle simulazioni, una buona occasione per svolgere ricerche tutt’altro che prive d’interesse (13).

Parole verissime, suffragate da numerosi riscontri oggettivi, inequivocabili, ma non applicabili a tutti i casi. Chi scrive ha avuto modo di conoscere numerosi medium ai quali non è stato possibile attribuire alcunché di anomalo o patologico, a nessun livello. Ad essi nessuna perizia medica ha potuto diagnosticare i mali e i disturbi di cui abbiamo parlato poc’anzi. Molti medium rimangono in possesso di tutte le loro facoltà e restano a tutti gli effetti degli individui equilibrati.

Magra consolazione saperlo, dal momento che, come afferma lo stesso Guenon, lo spiritismo non presenta “questo…unico pericolo” (14).

Rischi di carattere fisico

Un antico detto recita: “L’albero lo si riconosce dai frutti che da”. Credo che lo stesso metro possa essere applicato allo Spiritismo: saggiare la genuinità di un fenomeno o, in questo caso, la sua pericolosità, è dovere imprescindibile di ogni persona che a tali fenomeni vuole avvicinarsi. Non è raro raccogliere testimonianze, anche tra gli stessi medium, di individui che per essersi avvicinati allo Spiritismo hanno quasi rischiato la vita. Già Papus, nel suo volume Analyse des choses, ci informava di una drammatica esperienza vissuta da alcuni curiosi sperimentatori dell’occulto:

Tre gentiluomini inglesi, allo scopo di rendersi conto di persona se certe affermazioni spiritistiche erano esatte, si rinchiusero durante una notte in una stanza di una casa disabitata…avevano portato… tre sedie e una tavola, attorno alla quale presero posto…Erano immobili e silenziosi da qualche tempo, attenti al minimo rumore…non si udiva alcun suono; l’oscurità era profonda e forse i tre improvvisati evocatori, annoiati, erano sul punto di spazientirsi quando un’acuta invocazione d’aiuto lacerò il silenzio della notte. Segni di un frastuono spaventoso e una grandine di proiettili si mise s piovere sulla tavola, sul pavimento e sui tre ricercatori… Terrorizzato, uno dei tre partecipanti accese un cerino…e quando la luce ebbe dissipato le tenebre soltanto due di essi si riscontrarono presenti, accorgendosi con angoscia che il terzo compagno mancava; la sua sedia giaceva rovesciata verso il fondo della stanza. Passato il primo momento di confusione, lo ritrovarono sotto la tavola, inanimato, con il capo e il volto coperti di sangue… la marmorea cappa del camino era stata prima divelta, poi proiettata sul capo del disgraziato e si era frantumata in mille pezzi. La vittima di questo incidente resterà quasi dieci giorni senza conoscenza tra la vita e la morte, e solo lentamente si riprese da quella terribile commozione cerebrale riportata (15).

Una fine analoga avrebbe potuto fare un mio carissimo amico.

Fin da ragazzo la famiglia lo aveva quasi iniziato agli eventi di carattere spiritico. Da parte loro, i genitori, avevano fatto di tutto per tener nascoste al giovane le reali intenzioni di chi partecipava alle continue riunioni segrete, tenute insieme ad amici di famiglia nel grande salone della casa. Nascondere ad un ragazzo, significa quasi invitarlo a scoprire. La porta di quella stanza era diventata la soglia di arcane magie e quindi un irresistibile polo d’attrazione per quella giovane, potente richiesta di curiosità. Un giorno il giovane decise di farsi coraggio e di scoprire, finalmente, cosa accadeva in quelle strane riunioni. Aprì di scatto la fatidica porta e, sopraffatto dallo stupore e dalla vergogna si trovò dinanzi gli sguardi sorpresi e infastiditi dei genitori e dei loro amici, tutti solennemente occupati intorno ad un tavolo. Il ragazzo sentì di aver combinato un guaio, ma non ebbe molto tempo a disposizione per capirne la portata poiché il pesante tavolo, sul quale gli astanti avevano formato la catena spiritica, levitò di scatto e volteggiando in aria si diresse verso di lui come sospinto da una forza spaventosa. Anni dopo poteva raccontarmi questa storia perché il terrore fu più forte dello smarrimento costringendolo a fuggire, mentre il pesante tavolo si schiantava fragorosamente contro la porta. Credo che molti lettori abbiano un amico al quale gli spiriti hanno lasciato segni visibili della loro presenza.

Se le tesi dello Spiritismo hanno un fondamento reale, anche a dispetto delle frodi consce o inconsce che siano, allora questo dei rischi fisici è un frutto poco invitante.

Rischi di carattere psichico

Nessun convinto spiritista però si lascia impressionare da eventuali esperienze negative connaturate al suo ruolo di sperimentatore dell’occulto. Anzi, botte e pestaggi vari sono messi in conto già prima di cominciare. Del resto, si pensa, la scoperta di meraviglie future, può ben valere qualche rischio di carattere fisico.

Ogni spiritista sa che esistono entità di luce e entità basse, e si consola con la certezza che gli spiriti di luce sgombreranno certamente il campo dalla presenza di indesiderati intrusi, proteggendo e consigliando i loro estimatori.

Botte a parte, gli studiosi esterni, soprattutto medici professionisti, sono invece allarmati dinanzi a rischi ben più gravi prodotti dall’incontro con l’aldilà. Il dott. Philippe Encausse ha raccolto in un libro decine di pareri di medici, psicologi, psichiatri e studiosi vari su quello che abbiamo chiamato il rischio psichico. Ne riportiamo soltanto alcuni stralci, quelli più rappresentativi:

“Il pericolo è certo – scrive Marius Decrespe -; parecchi sono diventati pazzi in condizioni orribili…Non è soltanto il proprio buonsenso che si rischia, è la propria ragione, la propria salute, la propria vita”. “Di follie causate dallo Spiritismo- aggiunge Fernand Divoire -, ne ho viste da vicino…Considerate che questi sperimentatori, nella maggior parte del tempo, non sono dei nervosi predisposti; non si tratta di anemia per eccesso di spesa, bensì di follia; la ‘tavola’(16) non agisce né come un alcool né come uno stupefacente; essa non turba come farebbe alla lunga una passione ( il gioco per esempio), al contrario, la ‘tavola’ può rendere pazzi in quindici giorni…” (17).

Stanislas de Guaita, invece, mette l’accento su un fenomeno disastroso che passa sotto il nome di ‘possessione’, e scrive: “Lo sperimentatore temerario, quando vuole reintegrare il proprio corpo, può trovarlo occupato da una larva che vi si è insediata prendendo possesso dei suoi organi…deve risolversi così a vivere coabitando (con lo spirito, ndr), donde la pazzia o quanto meno la possessione” (18).

Che lo spirito una volta ‘ospitato’ non gradisca facilmente essere sfrattato lo dimostra l’esperienza del medium francese Leroux:

Leroux si era molto occupato di Spiritismo. Era medium, scrittore e disegnatore. Il suo ‘spirito familiare’ rifiuta un bel giorno di lasciarlo. ‘Mi hai permesso di entrare in te, gli dice ‘ ora sei mio’. Ora, questo spirito incarnato, che Leroux desidererebbe molto mettere alla porta, si dimostra di cattivo umore quando viene contestato… impedisce al suo posseduto di scrivere le sue lettere, mescola disegni ridicoli ai suoi disegni scientifici, e spesso si burla di lui…gli da consigli, gli fa prendere due bagni al giorno, cambiare le calze ogni due ore, stabilisce i suoi pasti…Se si veste, la voce gli dice: ‘Sei sporco!’. Se mangia, la voce gli fa un sermone sulla sobrietà…La voce lo obbliga a strappare biglietti di banca e disseminare i pezzi nella Senna. Finalmente, un giorno il pover’uomo è ripescato nel fiume e rientra a casa tutto bagnato, senza più sapere se lo spirito lo aveva gettato in acqua o vi si era precipitato lui stesso per sfuggire ai suoi tormenti (19).

Scrive in aggiunta il Moses: “…Il carico è spesso superiore alle possibilità del medium il quale rimane depresso. I suoi nervi subiscono una scossa deleteria; egli è aperto agli assalti di tutti gli spiriti maligni con cui la sua vocazione lo mette a contatto… Allora subentra l’inevitabile sequela: tentazione, ossessione, frode, buffoneria” (20).

La tragica fine delle sorelle Fox

Godfrey Raupert, ricercatore psichico, già membro della Società di ricerche psichiche di Londra, dopo aver studiato da vicino per anni interi i medium e i fenomeni dello Spiritismo, conclude:

L’impressione riportata in questi studi è di disgusto. Queste esperienze si concludono con l’entrata di centinaia di persone nei sanatori e nei manicomi…Costoro, forse, sono ispirati da motivi elevati, da ideali scientifici, ma tutto sommato mettono gli uomini e le donne in uno stato di passività che apre le porte mistiche dell’anima a spiriti malefici; da quel momento gli spiriti vivono a spese di questi uomini e di queste donne dall’animo debole, li spingono al vizio, alla pazzia, alla morte morale (21).

Queste considerazioni, senza dubbio forti e allarmanti, trovano riscontro in un gran numero di esperienze di medium, famosi e non; ma soprattutto nella vita di coloro che, ironia della sorte, sono state le iniziatrici del movimento spiritista moderno, le sorelle Fox.

In un libro intitolato The Missing Link in Modern Spiritualism, Lea, la maggiore delle tre sorelle, volle narrare la storia delle prime manifestazioni spiritiche e in un passaggio scrisse queste parole:

Le consideravamo (le manifestazioni,ndr) come una grande sciagura, come un’afflizione abbattutasi su di noi, non sapevamo come, donde e perché…Tentammo di resistere, di lottare contro le influenze misteriose pregando costantemente per essere liberate da esse, mentre tuttavia uno strano fascino ci attirava verso queste…manifestazioni imposte a noi contro la nostra volontà da potenze invisibili che non potevamo né combattere, né controllare, né comprendere (22).

Katie, l’altra sorella, concluse la sua vita morendo alcolizzata nel giugno del 1892. Margherita, l’ultima sopravvissuta, morì l’anno successivo a marzo. Della sua pietosa fine abbiamo la seguente testimonianza:

La casa (23) sita al numero 456 ovest della 57^ strada di New York è deserta ora ad eccezione di una stanza. Questa è occupata da una donna quasi sessantenne che vive di carità ed è un avanzo umano sia dal punto di vista fisico che da quello mentale; il suo viso, benché segnato dall’età e dalla dissipazione, porta ancora qualche vestigio di una antica bellezza. Questo avanzo di umanità è stato ospite di palazzi e di corti. La sua potenza mentale, ora del tutto sopita, costituì la meraviglia degli scienziati d’America, di Europa e di Australia, il suo nome fu esaltato, magnificato e vituperato in una dozzina di lingue. Quelle labbra che ora non pronunciano altro che volgarità, predicarono un tempo la dottrina di una nuova religione che conta tuttora decine di migliaia di entusiastici credenti (24).

In maniera altrettanto drammatica posero fine alla loro vita spiritisti come Charles Foster, morto di pazzia furiosa in un manicomio; oppure come Slade, epilettico; Eglinton, sofferente dello stesso male. Di un male terribile alla spina dorsale, contratto con i suoi rapporti con gli spiriti, soffrì per anni il celebre Dunglas Home; non meno dolorosa fu l’esistenza di Washington Irvin Bishop: affetto da epilessia, riuscì a nascondere il suo male per tutta la vita tanto che Madame Blavatsky si domandò se quando fu sepolto “era proprio morto o semplicemente in trance”.

Alla penna della Blavatsky, dobbiamo pure queste considerazioni sulla fine disgraziata delle Fox:

…le prime medium, le fondatrici dello spiritismo moderno; dopo più di quarant’anni di rapporti con gli ‘Angeli’, sono diventate grazie a questi ultimi, pazze incurabili…Vi chiedo quale genere di spiriti può aver ispirato loro una condotta simile…Se i migliori allievi di una scuola di canto finissero tutti col perdere la voce in seguito ad esercizi forzati, non sareste obbligati a concludere che il metodo seguito è sbagliato? Mi pare così si possa concludere anche, dalle informazioni che ne abbiamo, nei riguardi dello Spiritismo dal momento che i suoi medium migliori sono tutti vittime di una stessa sorte (25).

Se il rischio di carattere fisico poneva grossi interrogativi ad un sincero ricercatore spiritista, il rischio di carattere psichico dovrebbe provocare un salutare turbamento. Ma, parafrasando ancora il Guenon: neppure questo rischio è tutto, c’è dell’altro.

Questo ‘altro’ è il rischio di carattere spirituale.

Note
(1)Leroy E. Froom: “Lo Spiritismo moderno”, Edizioni ADV, Firenze, 1976, p.3
(2)Idem: p.8
(3)Il CICAP è il comitato fondato da Piero Angela, con lo scopo di indagare sui fenomeni paranormali e rivelarne le possibili frodi.
(4)Angela Piero: op. cit. p.153
(5)De Heredia Carlos: “Le frodi dello Spiritismo”, Ed. Paoline, Roma, 1973, pp. 291-294
(6)Thurston Herbert S.J. “La chiesa e lo Spiritismo”, 1949, pp..29, 30
(7)Idem: p.30
(8)Idem: p.31
(9)Idem
(10)Gramaglia Pier Angelo: “Lo Spiritismo“, Ed. PIEMME, Casale Monferrato, 1986, p.263
(11)Ray Maurice: op. cit. p.19
(12)Idem
(13)Guenon Renè: “Errore dello Spiritismo”, Rusconi, Milano,1974, pp. 81,82
(14)Idem: p.52
(15)Idem: p. 374
(16)Si tratta della tavola su cui sono dipinte le lettere dell’alfabeto, e con la quale gli spiritisti chiedono responsi alle entità.
(17)Encausse Philippe: “Sciences Occultes et Déséquilibre Mentale”. Cit. in Maurice Ray : op. cit. p. 25
(18)Ray Maurice : op. cit. p. 26
(19)Idem
(20)Thurston: op. cit. p. 93
(21)Guenon René: op. cit . p. 379, 380
(22)Thurston : op. cit. p. 98
(23)Si tratta, probabilmente, di una casa di riposo per alcoolizzati allora esistente a Chiswick
(24)Thurston: op. cit. pp. 33, 34
(25)Guenon: op. cit. pp. 380,381

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