E le stelle stanno a guardare

SegnizodiacaliDi Luigi Caratelli

Non avremmo voluto inserire un capitolo sull’astrologia in un libro che parla dei fenomeni spiritici, ma le implicazioni di carattere divinatorio della materia ci costringono a farlo.
Abbiamo detto divinazione, certamente, ma solo quando l’astrologia supera il basso profilo che gli attribuiscono compilatori e fruitori di oroscopi rosa.
Non possiamo attardarci a tratteggiare una storia dell’astrologia; del resto i suoi sostenitori non ne hanno bisogno. Ci limiteremo a brevissimi cenni sul percorso che tale disciplina ha fatto solcando i secoli.
Sappiamo che i primi veri astrologi furono i Caldei babilonesi. Ma, storicamente, lo zodiaco sarà codificato solo nel V secolo a.C. Tolomeo (130 a.C.) nel suo Tetrabiblos. A Tolomeo risale anche il metodo per compilare oroscopi in base alle posizioni degli astri.

Errore di prospettiva

Lasciando da parte l’astrologia cinese, la quale si basa su segni diversi, noi parleremo soltanto di astrologia occidentale.
Partiamo dalle costellazioni.
I disegni delle figure zodiacali, così come le conosciamo, sono pura astrazione, e non esistono in cielo. Infatti le costellazioni sono delle illusioni di prospettiva, dovute alla posizione particolare della terra. Sono gli effetti prospettici che avvicinano in cielo stelle lontane tra loro e, viceversa, allontanano stelle che in realtà sono molto vicine. Ad esempio: “…due stelle come Cas e Cen, in due costellazioni differenti come Cassiopea e il Centauro, l’una boreale, l’altra australe, distano fra loro solo 2,5 anni luce; al contrario, due stelle della stessa costellazione, come Rigel e Bellatrix in Orione, sono separate da circa 500 anni luce…benché si trovino vicino nel cielo”(1).
Da rivedere sarebbe anche la teoria degli influssi planetari che, secondo il prof. Aller, insegnante di Astronomia all’Università di California, non coincide con le pretese astrologiche. Infatti, l’effetto di attrazione diminuisce con il quadrato della distanza; per cui, un oggetto distante quattro volte dal soggetto influenzabile, diminuisce la sua attrazione di sedici volte; quando è cento volte più lontano, la sua attrazione diminuisce di diecimila volte, e così via. Certamente, su un neonato ha più influenza il rumore causato da una vicina stazione ferroviaria, che non Marte o Venere; come pure sarà determinante per il suo futuro, non tanto il passaggio di Plutone nel suo cielo al momento della nascita, ma il fatto che la madre sia o no un’accanita fumatrice, o bevitrice. Rispetto ai ‘fumi’ di Marte, hanno senza dubbio più influenza sul bambino le angustie e le ire della madre.
Alcuni studi fatti(2) hanno rivelato che l’influsso dei miliardi di pianeti di altri sistemi planetari, come il nostro, supera di molto l’influsso dei pianeti abitualmente considerati dagli astrologi per i loro oroscopi. Quindi:

Se non si fanno intervenire violazioni ai principi della fisica, si può dire che l’influsso dei pianeti, se si esercita indipendentemente dalla distanza, è largamente dominato dagli astri lontani; se invece si esercita secondo la legge 1/r2, gli oggetti vicini giocano un ruolo più importante. E nei casi intermedi, è facile dimostrare che gli effetti combinati di oggetti molto vicini e molto lontani sono superiori a quelli di tale o tal’altro pianeta(3).

E’ fuori discussione il fatto che sulla terra, e quindi sull’individuo, esercitino una certa pressione ogni genere di onde, raggi ecc. Ma ciò non ci autorizza a credere che tali influssi determino i nostri affari e la nostra vita sentimentale. D’altronde, in base a che cosa certi pianeti dovrebbero avere un’influenza nella sfera affettiva, anziché in quella economico-finanziaria? Giustamente osserva Piero Angela:

Fare un oroscopo, come tutti sanno, non è una cosa semplice: occorrono calcoli complessi. Questo aspetto ‘scientifico’ del lavoro ha dato un certo tono di credibilità all’astrologia…Il fatto è che basarsi su un oroscopo per determinare il proprio destino sarebbe come calcolare esattamente la traiettoria di un volo di quaglie, per prevedere l’esito dell’incontro di calcio Juventus- Torino… In altre parole, anche se si calcolano con precisione tolemaica tutte le posizioni dei pianeti alla nascita di un individuo, ciò non vuol dire che un tale oroscopo abbia un significato…si può tutt’alpiù concepire una differenza tra chi nasce in inverno oppure in estate (nelle regioni in cui vi è un forte salto climatico); ma ciò dipende dal clima, non dalla posizione di Giove o Saturno(4).

E per i poveri abitanti del circolo polare artico, come fare un oroscopo, dal momento che il loro cielo è privo di tutti i pianeti, essendo tutti sotto l’orizzonte per molti mesi? Cosa dovrebbero fare, ad esempio, i 300.000 abitanti di Murmansk, ai quali non è possibile fare un oroscopo? Sarebbero per questo tutti privi di un futuro? Il loro destino sarebbe sei mesi oscuro, come le loro notti?

L’albumina alleata

Una teoria astrologica presuppone che gli astri producano effetti permanenti e invariabili sulla vita degli animali e su quella dell’uomo. A sostegno si citano gli studi del prof. Takatà, il quale avrebbe dimostrato che il tasso di albumina nel sangue aumenta in coincidenza con l’apparire delle macchie solari. Ma è facile dimostrare come proprio tali scoperte scientifiche, facciano vacillare il castello dottrinale degli astrologi. Infatti, il tasso di albumina, elevato in coincidenza dell’attività solare, tende a ritornare ai suoi valori normali una volta che le macchie solari sono scomparse. Non solo, le radiazioni solari e lunari sono universali e costanti, quindi non si vede la necessità perché esse debbano essere determinanti solo al momento della nascita di un individuo, e non in qualsiasi altro momento della sua vita.
Il dott. Leo Ratzan ha calcolato che al momento della nascita di un bambino, la forza gravitazionale esercitata su di esso dal dottore, è senz’altro più influente di quella che provoca le alte e le basse maree.
Dello stesso avviso è il dott. Abell: “La forza gravitazionale esercitata dal pianeta Marte su un bambino al momento della nascita è di circa 50 milioni di volte più bassa della forza prodotta da una copia del Los Angeles Times che sta su un tavolo a sei piedi di distanza”(5).
E’ in conseguenza di tali repliche, veramente scientifiche, che molti astrologi hanno corretto il loro tiro e ridimensionato le pretese: preferiscono sostenere che l’influsso delle stelle agisce ora ad un livello ‘spirituale’ o ‘astrale’.

Astrologia e politica

Se, come sostengono gli astrologi, compresi i furbi, dobbiamo considerare l’astrologia un tentativo di spiegazione ‘mistica’ della vita dell’universo, allora non ci spieghiamo l’utilità della gran mole di calcoli matematici e la pretesa scientificità per accreditare la disciplina astrologica.
Un’astrologa piemontese affermava: “L’astrologia funziona. E’ come un prodotto che prima si è comperato per caso spinti dalla pubblicità, ma poi si continua ad acquistarlo perché è buono”(6).
Buono quanto? Perché scientifico, o perché mistico? Per il prof. Di Nola il ‘prodotto’ assomiglia ad una fuga verso l’immaginario, nel quale ogni disillusione, ogni frustrazione trovano soddisfazione; proprio perché l’astrologia si propone come sistema mistico-religioso in un tempo in cui, dopo l’eclissi di Dio, sono spuntati tanti piccoli dèi desiderosi di colmare i vuoti psicologici e spirituali dell’essere umano.
Anche il prof. Skinner, psicologo dell’Università di Harvard, si dichiara molto preoccupato:

dei danni provocati da questa teoria (che tra l’altro permettono ad alcune persone di arricchirsi a spese di chi crede). L’Astrologia infatti predispone ad un atteggiamento mentale che è contrario al modo corretto di prendere delle decisioni. Cioè un individuo tende in questo modo a non più sentirsi responsabile, e finisce per delegare certe decisioni a qualcun altro che ha meno informazioni di lui per poterle prendere…Hitler si rivolgeva agli astrologi: è un modo di sottrarsi alla responsabilità in caso di sbaglio. Ci sono altri politici che lo fanno. E questo è particolarmente grave per un capo di governo(7).

Tanto grave che si può correre il rischio di scatenare vere e proprie guerre.
Benjamin Beit-Hallahmi, dell’Università di Haifa, rivela che in seno all’esercito israeliano cresce smisuratamente l’interesse per l’astrologia:

In Israele avere a che fare con gli astrologi è la cosa giusta da fare per un politico che desidera la popolarità. Sulla base dei resoconti dei giornali possiamo citare centinaia di esempi a partire dal 1975, in cui i consigli e le predizioni degli astrologi hanno figurato in modo preminente sulla scena politica… Il governo e le stesse forze armate israeliane – conosciute nel mondo per la loro efficienza – danno il loro contributo al trionfo dell’occulto. Agli inizi del 1986 l’assistente del capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, il generale Alik Harmatz, si recò a Gerusalemme per visitare la casa di un civile e per prendere personalmente in custodia un documento preparato da questo civile. Non succede molto spesso che un generale venga mandato personalmente a ritirare un documento da un civile, ma la missione veniva considerata di massima importanza. Il civile era Elitzur Kdoshi, che si guadagna da vivere come astrologo. Il documento, che il generale…ricevette e lesse subito, era una carta astrologica dell’esercito israeliano(8).

Se, per caso, dal consulto astrologico si evincesse che per l’esercito israeliano è un momento propizio per sferrare un attacco in qualsivoglia posto, che cosa farebbero i generali, darebbero ragione alle stelle polverizzando i terrestri?
Ma gli israeliani non sono soli: “Molta gente – afferma il filosofo Paul Kurts – organizza la propria vita in base agli oroscopi, ne tiene conto per cose importanti, come sposarsi o divorziare. Qui a Washington c’èra un’astrologa che influenzava la gente di governo (c’è stato anche un caso che riguardava la guerra del Vietnam). E a questo punto non si tratta più di un gioco di società”(9).
Un giornalista italiano ha chiesto all’astrologo Lamar Keene se nella sua attività avesse mai influenzato la gente sulle decisioni che doveva prendere:

Certo – ha risposto l’astrologo -, molta gente veniva da me per trovare aiuto e guida. Anche uomini politici. Anzi uno dei miei migliori clienti era proprio un uomo politico della mia regione…Una volta ho fatto divorziare una donna perché il marito le impediva di venire alle nostre sedute. In questo modo diventa anche possibile manipolare degli individui, per conto terzi. Cioè uomini che hanno una posizione importante nella politica e negli affari, possono essere indotti a prendere certe decisioni, dietro suggerimento del veggente e dell’astrologo…(10).

Ecco perché ci siamo permessi di aprire un capitolo sull’astrologia.

La gente vuole credere

Basta poco per far credere la gente, perché la gente vuole credere. “Tutti gli uomini – afferma il Pecker – hanno la tendenza ad essere più o meno creduloni. I ‘pesci d’aprile’ fanno sempre molte vittime; i truffatori sono legioni e gli scrocconi beneficiano molto spesso della fiducia cieca della gente che si fa ingannare…Questa tendenza ad essere creduloni implica sovente una fede cieca in ‘chi sa’…Qui sta il segreto del successo dell’Astrologia”(11).
Nel periodo in cui ero insegnante in un liceo di Firenze, mi divertii a fare un esperimento con le studentesse delle cinque classi riunite in assemblea. Ritagliai da un quotidiano i segni zodiacali, con annessi vaticini, di un oroscopo del giorno. Li incollai, segno per segno, su dei cartoncini, e li distribuii alle ragazze. Precedentemente avevo cancellato i simboli astrologici, cosicché ogni ragazza poteva soltanto leggere i consigli del segno senza poterne conoscere il nome; soltanto io sapevo a quali segni corrispondevano i vari vaticini, essendomeli appuntati prima su di un foglio accanto al nome della ragazza a cui li avevo assegnati. Feci leggere ad ogni ragazza il contenuto dell’oroscopo avuto in consegna; dopodiché chiesi a quanti di esse il vaticinio aveva detto la verità.
Il 90% delle ragazze affermò di aver trovato rispondenza con fatti e avvenimenti accaduti loro nel corso della giornata.
Infine feci dire ad ognuna il loro reale segno astrologico e li confrontai con quelli da me tenuti nascosti e dei quali avevano appena letto il responso. Soltanto una ragazza aveva ricevuto, per caso, il suo segno astrologico; tutte le altre avevano ricevuto, e letto, il segno ‘sbagliato’. Eppure tutte le ragazze erano convinte che l’oroscopo avesse detto esattamente la verità.
Basta un po’ di psicologia spicciola, per addomesticare le stelle…e quindi le persone.
Non dimenticherò mai la scaltrezza del direttore di un importante quotidiano americano. L’astrologo curatore della giornaliera rubrica dell’oroscopo, non era riuscito ad elaborare in tempo i vaticini. Il direttore sapeva che il giornale doveva uscire comunque, e che la rubrica astrologica era letta da più di 100.000 lettori. Decise, quindi, di ritagliare un oroscopo da un numero del giornale di mesi addietro, e lo ripubblicò sperando che nessuno si accorgesse della sostituzione. Nessuno se ne accorse; non ci furono lettere di protesta, né telefonate: fu così che il direttore trovò il modo di risparmiare una considerevole somma di denaro licenziando l’astrologo e ripubblicando gli oroscopi delle annate precedenti.
A volte non serve neppure la psicologia, profonda o spicciola che sia, basta avere il senso degli affari.

Le predizioni fantasma

Come non ritenere la saggezza una virtù ancora preziosa, se si pensa alle migliaia di predizioni astrologiche mai avveratisi. E non parlo delle ‘profezie’ da oroscopo rosa; mi riferisco a fatti storici importantissimi. Penso ad Hitler, i cui astrologi, nell’aprile del ’45, predissero un futuro radioso e la realizzazione del sogno della ‘Grande Germania’. Qualche giorno dopo il Fuhrer moriva suicida.
Un altro evento, meno tragico, ma che vede ancora coinvolti gli astrologi tedeschi, è quello dei mondiali di calcio del 1982. Gli oracoli germanici avevano previsto, con parecchi giorni di anticipo, la vittoria della squadra tedesca e una vergognosa disfatta per l’Italia e le altre illustri nazionali. Conservo ancora questa gustosa ‘verità astrologica’ insieme ai giornali che riportavano la vittoria dell’Italia, proprio sulla Germania, ai mondiali spagnoli.
La storia è gravida di simili ‘profezie’ mai realizzatesi. Un astrologo dei nostri giorni aveva preannunciato la morte di John Kennedy: quel giorno invece divenne presidente degli Stati Uniti. Nel 1969 era stata predetta la scomparsa in mare della California; la guerra del Vietnam sarebbe dovuta durare sino al 1985, e così via.
Ma l’esempio più eclatante è senz’altro quello dell’astrologo Boris Cristoff. Nel 1978 pubblicava un libro dal titolo La grande catastrofe del 1983. In ultima di copertina il recensore faceva notare che Cristoff non era un indovino, bensì un astrologo serio, la cui analisi poteva essere considerata a tutti gli effetti “una scientifica elaborazione di dati astrologici, astronomici e fisici”. Nella prefazione dello stesso libro l’autore affermava:

Nell’arco di dieci anni, tra il 1968 e il 1978, la mia convinzione si è venuta cementando e ora finalmente ritengo necessario che sia ampiamente conosciuta. E proprio a causa della sicurezza che mi da l’aver visto realizzate le mie precedenti predizioni mi sento ora di affermare che verso il 1983 il nostro pianeta subirà la più grande catastrofe da molti secoli a questa parte…avrà inizio nel 1983 e si concluderà nel 1984. Colpirà gran parte dell’emisfero settentrionale, falciando molte più vite delle guerre del passato. Poi sul pianeta regnerà una pace universale(12).

Cristoff scriveva queste parole il 19 aprile 1978. mentre correggo questo capitolo è il 15 marzo 2002, e la mia memoria non registra nessuno dei fatti predetti dal Cristoff, neppure, purtroppo, la lunga pace universale.
Mi dispiace citare questo studioso; benché non ne condivida le idee posso affermare che il suo libro è pieni zeppo di complicati calcoli, e mi fa male doverlo contraddire. Ma la posta in gioco è molto alta: la fede dell’uomo, carpita e distrutta da freddi ammassi stellari che dell’uomo, si sa, non hanno né la sensibilità né l’intelligenza. Cristoff è realmente uno studioso serio, che però pur essendo riuscito magistralmente a calcolare esattamente “la traiettoria delle quaglie”, non ha potuto predire nessun destino, individuale o collettivo che sia.
E’ vitale che l’uomo riponga la sua fede altrove.

Astrologia e Antico Testamento

L’astrologia non può essere considerata una scienza, né una filosofia seria, e neppure un valido aiuto alla psicologia, allora essa è semplicemente una branchia della magia. Se è così, essa va confrontata con la Parola di Dio, come abbiamo fatto per lo Spiritismo e l’Occultismo. Quale parte ha Dio nelle predizioni astrologiche? Che posto occupa nel novero delle dottrine cristiane l’astrologia? Esiste una possibilità d’incontro e di convergenza delle dottrine astrologiche con quelle cristiane?
Cominciamo ad interrogare l’Antico Testamento della Bibbia.
Una prima testimonianza dell’incontro del popolo di Israele con le pratiche astrologiche la troviamo nel capitolo XXXII del libro dell’Esodo. Vi si narra l’esperienza del popolo d’Israele condotto da Mosè nel deserto per fuggire dalla tirannia egiziana, accampato ai piedi del monte Sinai, in attesa di ricevere da Dio il Decalogo. Il racconto è conosciutissimo, per cui giungiamo al dunque: Mosè, salito sul monte per ricevere le tavole della Legge, tarda a scendere. Il popolo si spazientisce e si costruisce un idolo da adorare: un vitello d’oro. Questa figura gli israeliti potevano averla vista soltanto in Egitto; e difatti era la perfetta copia del dio astrologico egiziano ‘Taurus’(13).
Quando successivamente gli ebrei conquistarono la terra di Canaan, le guide del popolo ricevettero da Dio precise istruzioni perché si astenessero dal praticare di nuovo l’idolatria. Non sempre Israele rimase fedele alla Parola del Signore; perfino dei re si lasciarono ammaliare dai culti pagani. Si può ricordare Geroboamo; a lui risale la rinascita del culto del vitello d’oro(14). L’autore del reportage biblico ha cura di notare: “Questo diventò occasione di peccato, perché il popolo andava fino a Dan per presentarsi davanti ad uno di quei vitelli”(15).
Uno sguardo ai libri biblici di I Re e II Re, chiarisce come l’attaccamento degli israeliti a tale forma di divinazione, determinava la rovinosa caduta di quei monarchi che la accettavano come prassi religiosa(16). Un brano tratto dal II libro dei Re riporta quanto segue:

Eppure l’Eterno aveva avvertito Israele e Giuda per mezzo di tutti i suoi profeti e di tutti i suoi veggenti… Ma essi non vollero dargli ascolto, e indurarono la loro cervice, come avevano fatto i loro padri… e rigettarono le sue leggi…andarono dietro a cose vacue, diventando vacui essi stessi; e andarono dietro alle nazioni circonvicine, che l’Eterno aveva proibito loro di imitare… si fecero due vitelli di getto, si fabbricarono gli idoli di Astante, adorarono tutto l’esercito del cielo, servirono Baal… si applicarono alla divinazione e agli incantesimi e si dettero a fare ciò che è male agli occhi dell’Eterno(17).

Un altro dio astrologico al quale gli israeliti tributarono omaggio è Moloch(18), o Milchom. Rappresentava il dio sole e ad esso venivano offerti sacrifici umani. Associata all’adorazione di Moloch, vi era pure quella di Rephan (Saturno). Entrambi i culti erano avversati e condannati dai profeti biblici:
“Ma Dio si rivolse da loro e li abbandonò al culto dell’esercito del cielo, com’è scritto nel libro dei Profeti: ‘Casa d’Israele…voi portaste la tenda di Moloch e la stella del dio Rephan, immagini che voi faceste per adorarle. Perciò vi trasporterò al di la di babilonia”(19).
Questa profezia si realizzò storicamente: Israele venne deportato in Babilonia al tempo del Re Nabuccodonosor (VI sec. a.C.).
Il re Giosia tentò di operare una riforma religiosa in seno ad Israele per purificare il popolo dall’idolatria:

E il re ordinò al sommo sacerdote Hilkia, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della soglia di trar fuori del tempio dell’Eterno tutti gli arredi che erano stati fatti per Baal, per Astante e per tutto l’esercito celeste, e li arse fuori di Gerusalemme nei campi del Kidron, e ne portò le ceneri a Betel. E destituì i sacerdoti idolatri che i re di Giuda avevano istituito per offrire profumi negli alti luoghi…e quelli pure che offrivano profumi a Baal, al sole, alla luna, ai segni dello zodiaco, e a tutto l’esercito del cielo(20).

La riforma fù efficace ma, come altre, non durò a lungo. Tutti i profeti stigmatizzarono le pratiche astrologiche(21); ma fu soprattutto Isaia a mettere a nudo crudamente la piaga d’Israele, rivelando che gli astri non hanno potere salvifico; con sarcasmo dice: “Stattene là con i tuoi incantesimi e con la moltitudine dei tuoi sortilegi, nei quali ti sei affaticata fin dalla tua giovinezza. Forse potrai trarne profitto, forse riuscirai ad incutere terrore. Tu sei stanca di tutte le tue abominazioni; si levino dunque quelli che misurano il cielo, che osservano le stelle, che fanno pronostici ad ogni novilunio, e ti salvino dalle cose che ti piomberanno addosso”(22).
Quanto detto può bastare come rapido ma esauriente panorama delle pratiche astrologiche nel Vecchio Testamento, e del pensiero di Dio a riguardo. Possiamo passare ad un esame del Nuovo Testamento.

L’astrologia nell’era cristiana

I cristiani dei primi secoli si posero nei confronti del culto astrologico sulla stessa scia dei profeti veterotestamentari. La predicazione degli apostoli conteneva implicitamente la condanna di tali pratiche: “E molti di coloro che avevano creduto, venivano a confessare e a dichiarare le cose che avevano fatte. E un buon numero di quelli che avevano esercitato le arti magiche, portarono i loro libri assieme, e li arsero in presenza di tutti”(23).
Nella Didachè, un manuale di chiesa della fine del primo secolo, si trova un avvertimento a riguardo delle pratiche astrologiche: “Figlio mio – è scritto –, non essere uomo che predice il futuro, perché questo ti porterebbe all’idolatria, non essere un incantatore; non essere un astrologo; non essere un mago; e non ti fermare neppure a guardarli con compiacenza perché da tutte queste cose proviene l’idolatria”.
Nel III secolo, è il Concilio di Nicea(24) ad intervenire sulla materia, emanando un interdetto per i ministri che avessero fatto ricorso all’astrologia. Agostino la condannò, rifacendosi agli insegnamenti biblici. Più tardi, nel XVI secolo, sarà la Riforma protestante a delegittimare l’astrologia.

Dio e gli astrologi

L’astrologia è un peccato perché, senza credenziali autentiche, scimmiotta la capacità di Dio di predire il futuro. Un episodio, contenuto nel libro del profeta Daniele, mette chiaramente in risalto l’azione e la capacità di Dio in contrasto con gli astrologi della corte del re babilonese Nabuccodonosor. In questo contesto (600 a.C.), il profeta Daniele si trova esule a Babilonia. Il re ha fatto un sogno che non riesce a ricordare; chiama i suoi indovini per farsi aiutare, ma nessuno di essi può farlo. Come costume del tempo, il re vuol far mettere a morte i magi, ma si fa avanti proprio Daniele con una proposta: avrebbe lui dato la risposta al re, chiedendo al suo Dio in preghiera la soluzione. Il brano è ridondante di insegnamenti. Daniele, a differenza degli astrologi di corte, non afferma di avere in sé il potere di prevedere il futuro, bensì indica Dio quale fonte e agente primario: “Allora il segreto fu rivelato a Daniele in una visione notturna. E Daniele benedisse l’Iddio del cielo”(25). Non i calcoli astrologici, né alcuna pratica divinatoria aiutano Daniele, e il profeta lo riconosce: “Sia benedetto il nome di Dio… Poiché a Lui appartengono la sapienza e la forza…Egli dà sapienza ai savi, e la scienza a quelli che hanno intelletto…Egli rivela le cose profonde e occulte; conosce ciò che è nelle tenebre, e la luce dimora con lui”(26).
E allo stesso re, il profeta dirà: “Il segreto che il re domanda né savi, né incantatori, né magi, né astrologi possono svelarlo al re; ma v’è nel cielo un Dio che rivela i segreti, ed egli ha fatto conoscere al re…quello che avverrà negli ultimi giorni”(27).
Anche il monarca si convinse di questa realtà: “Allora il re Nebucadtnetzar cadde sulla faccia… si prostrò…e disse: ‘In verità il vostro Dio è l’Iddio degli dèi, il Signore dei re, e il rivelatore dei segreti, giacchè tu hai potuto rivelare questo segreto”(28).

I Magi di Betlemme

Gli irriducibili sostenitori di una possibile astrologia cristiana citano un altro passo della Bibbia a sostegno delle loro affermazioni: l’arrivo dei magi alla grotta di Betlemme, guidati da una stella.
Analizzando il racconto in questione(29) è possibile trarre le seguenti considerazioni: probabilmente i magi erano dei pagani convertiti al giudaismo, o comunque erano a conoscenza delle profezie di Israele sulla nascita del Messia. Lo stesso Daniele, con la profezia detta delle ‘settanta settimane’(30) aveva annunciato il periodo della sua apparizione pubblica. E’ quindi pensabile che i magi babilonesi, si siano tramandati le conoscenze profetiche di Daniele, sino al tempo della nascita del Cristo.
Dio stesso ha direttamente chiamato personaggi di culture pagane, perché fossero testimoni credibili delle sue verità: ricordiamo Ciro, condottiero persiano, chiamato dal Signore ‘unto’ o ‘pastore’(31). Nabuccodonosor, re di Babilonia, proclamerà ugualmente le gesta del Dio d’Israele.
L’Eterno, nella sua provvidenza, aveva diretto la storia in maniera che la sua conoscenza fosse diffusa in ogni angolo, in ogni nazione, in ogni cultura.
I magi del racconto evangelico conoscevano benissimo la profezia fatta da Balaam, ancora all’epoca della conquista di Canaan: “Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino, un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro s’eleva da Israele”(32). Quindi, sapevano che una stella avrebbe guidato coloro che attendevano il Messia. Ma che tipo di stella?
Molti hanno pensato ad una congiunzione di pianeti(33). Ciò può anche essere stato possibile: secondo i calcoli di Keplero, in quel tempo si sarebbe infatti verificata una congiunzione Giove-Saturno. Ma questa congiunzione, se avvenuta, non ha nulla a che vedere con la stella menzionata nel Vangelo di Matteo, la quale, invece, sembra essere un fenomeno del tutto particolare. Dice il testo:

Ecco dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti ad adorarlo… Allora Erode chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparita…Essi, dunque, udito il re, partirono; ed ecco la stella che avevano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finchè, giunta al luogo dov’era il fanciullino, vi si fermò sopra(34).

Strano comportamento per una ‘stella’. Essa ‘scompariva’, ‘compariva’, ‘avanzava’, si ‘fermava’. Difficilmente un pianeta può permettersi uno show di tale portata. Il fenomeno ha tutte le caratteristiche di un evento soprannaturale. E si potrebbe chiudere qui. Una scrittrice cristiana invece, Elena White, avanza un’ipotesi accattivante e per nulla inverosimile. Ella spiega che il chiarore visto in cielo dai magi non era quello di una stella, bensì di un gruppo di creature celesti (angeli), inviate da Dio per guidare quegli uomini pii. Questo si accorderebbe benissimo con una testimonianza dell’evangelista Luca: “Or in quella medesima contrada v’erano dei pastori che stavano nei campi e facevano di notte la guardia al loro gregge. E un angelo del Signore si presentò ad essi e la gloria del Signore risplendè intorno a loro, e temettero di gran timore”(35).
Dunque, nulla di astrologico. Infatti, quando Erode volle informarsi su questa nascita misteriosa, non interrogò gli astrologi, ma: “Radunati tutti i capi e gli scribi del popolo, s’informò da dove il Cristo doveva nascere. Ed essi gli dissero: ‘in Betleem di Giudea; poiché così è scritto per mezzo del profeta’”(36).
Dio conduceva la storia, non una stella.
E Dio vuole condurre l’uomo alla salvezza eterna. In quella grotta di Betlemme, i magi riconobbero questa salvezza, e il Dio che salva; essi si inginocchiarono davanti “all’astro di Giacobbe”, alla “radiosa stella mattutina”. Davanti ai loro occhi c’era il Messia Salvatore, Dio fattosi uomo.
Cristo è venuto a testimoniare che ‘nel petto di Dio’ batte un cuore di padre; il chè non ha nulla a che vedere con gli impulsi astrali di una fredda, amorfa, massa stellare.

Note:
(1)Pecker Jean Claude: “L’Astronomia”, n°36, settembre 1984
(2)“Astronomia” n° 26, 1983
(3)Pecker: op. cit. pp.17,18
(4)Angela Piero: op. cit. pp. 384,385
(5)Idem: p. 387
(6)Bocchini Sergio: op. cit. p. 7
(7)Angela Piero: op. cit. p. 387
(8)Introvigne Massimo: “La sfida magica”, Ed. Ancora, Milano, 1995, pp. 20-22
(9)Angela Piero: op. cit. p. 388
(10)Idem: p. 390
(11)Pecker: op. cit. p.18
(12)Cristoff Boris: “La grande catastrofe del 1983”, SIAD, 1978, p 9
(13)Cfr. Esodo cap. 32; Deuteronomio 9:12-21; Nehemia 9:18; Salmo 105:19-21; Atti 7:39-43
(14)I Re 12:27-29
(15)I Re 12:30
(16)II Re 10:28-31; II Re 17:12-18
(17)II Re 17:12-18
(18)Il dio Moloch era rappresentato da una statua di bronzo dal ventre cavo a mo’ di fornace, continuamente alimentata, e nella quale venivano gettati i sacrificati. Vedi Deuteronomio 12:31; Ezechiele 16:36; Geremia 7:31; Isaia 57:5
(19)Atti 7:42,43
(20)II Re 23: 4-7
(21)Geremia 44:17-25; Ezechiele 8:6-11
(22)Isaia 47:12,13
(23)Atti 19:18,19
(24)Il Concilio si tenne nel 345d.C. Il testo indicato si riferisce al Canone 36
(25)Daniele 2:19-21
(26)Daniele 2-22
(27)Daniele 2:27,28
(28)Daniele 2:46-48
(29)Matteo cap.2
(30)Daniele cap. 9
(31)Isaia capitoli 44 e 45
(32)Numeri 24:17
(33)Cfr: Messori Vittorio:”Ipotesi su Gesù”, SEI, Torino, 1976
(34)Matteo 2:1-12.
(35)Luca 2:8,9
(36)Matteo 2:4,5

Esoterismo       Torna su
Share Button