Il magico potere della televisione

Dialogo di un fedele con il suo televisore

televisione-bambini“Una volta tanto, caro mio televisore, sarai costretto ad ascoltarmi. Sei sempre solo tu a parlare, a farti guardare, a tenermi zitto, ad impedirmi di discorrere tra noi in casa. Quando sono seduto in poltrona di fronte a te mi sento un po’ intimidito, anzi zittisco i miei bambini che disturbano il mio ascolto. Ma stavolta voglio prendere io l’iniziativa; ti spengo e tu mi ascolti. Era tanto tempo che sentivo questa voglia matta di dirti qualcosa, di intendermi con te. Perché tu per me sei importante, sei diventato parte della mia vita; io non voglio neanche confessarlo, ma se tu non ci sei mi manca qualcosa. Anzi, il vescovo deve averne detta una grossa a tuo proposito. Dice che tu potresti essere addirittura paragonato al lembo di Gesù. Ma allora c’è in te quasi una forza divina! Non sei solo uno dei tanti elettrodomestici che popolano la casa, un utensile di cui mi servo o, peggio, un pericoloso mezzo di diseducazione. Posso tentare di dialogare con te e tu devi ascoltarmi. Sai si dice che tu parli troppo. Un rapporto predisposto per l’Unesco rileva che il tempo medio passato davanti a te da una persona adulta supera quotidianamente, negli Stati Uniti, le cinque ore, e che per i bambini raggiungono le sette ore. Nel nostro paese, pare che quasi la metà dei ragazzi trascorra davanti al video più di quattro ore al giorno, gli altri dalle due alle quattro. Circa un quarto dei ragazzi tra i 6 e i 13 anni afferma di seguire i programmi televisivi serali oltre le ventidue… Ci sono famiglie di miei amici che possiedono due o tre televisori: uno in cucina, uno in salotto, uno in camera da letto… Ci sono case dove il televisore è in funzione dal primo mattino e viene spento, salvo qualche interruzione, solo a tarda sera…A tal punto sei diventato parte della casa che neppure ci si accorge della tua presenza attiva. Anzi qualcuno arriva a dire che sei “un membro della famiglia”, la cui perdita può determinare crisi e “lutti” nei rapporti tra le persone. Un’indagine condotta negli Stati Uniti descrive gli effetti “traumatizzanti” dell’astinenza televisiva forzata: solo l’8% delle famiglie ha accusato un disorientamento, mentre tutti gli altri hanno provato una sensazione più o meno grave, fino ad una quota del 25% che ha accusato disorientamento e frustrazione simile al lutto per il decesso di una persona cara (questa è così grossa che stento a crederla!). Io non vorrei essere di questi “teledipendenti”, ma nemmeno finire tra coloro che ti considerano un’invenzione diabolica…” (Carlo Maria Martini)

Quello della televisione è uno strano destino. Negli anni Cinquanta, quando arrivò in Italia, le persone uscivano di casa e si riunivano nei bar per vederla. Era un festoso momento di incontro, da consumare tutti di fronte alle immagini in bianco e nero del Musichiere o di Lascia o Raddoppia. Oggi, a poco più di quarant’anni dalla nascita della televisione sembra aver cambiato completamente il suo ruolo. Da evocatrice di incontri di gruppo, si è trasformata nella triste compagna di tante nuove solitudini.

La coralità dei bar di Lascia o Raddoppia è soltanto un ricordo. Oggi ognuno vive il proprio incontro «privato», tra le pareti della propria stanza, con un piccolo schermo che lo bombarda di messaggi, di immagini e spot pubblicitari.

Non avrai altro teledio.

1. Il miracolo della tv

Per milioni di persone la televisione, oltre ad essere “Il compagno di viaggio”, rappresenta qualcosa di magico. I suoi «poteri», secondo la mentalità della gente sono più forti di quelli di qualsiasi stregone, perché riescono a sbloccare le situazioni più complicate.

Molte persone si rivolgono alla tv per risolvere i propri problemi: ritrovare persone scomparse (Chi l’ha visto?), incontrare parenti lontani (Carramba che fortuna!), fare pace con amori perduti (Stranamore, C’è posta per te) o denunciare torti subiti (Forum, I fatti vostri, Maurizio Costanzo Show, Striscia la notizia).

Il piccolo schermo è in grado di risolvere tutti questi problemi. Pertanto, assume un significato magico. Non è altro che un grande, potentissimo amuleto.

Facciamo un esempio che riguarda i giovani. Immaginiamo una storia d’amore tra due ragazzi di diciotto anni. I due stanno insieme per alcuni mesi e sono felici. A un certo punto, lui la tradisce con un’amica. Lei lo scopre e lo lascia.

Dopo alcune settimane, lui capisce di aver sbagliato e si pente di ciò che ha fatto. Soffre molto. Tenta di riavvicinare la ragazza, per scusarsi e proporle di ricominciare. Le telefona. Le scrive. La aspetta sotto casa e all’uscita della scuola. Ma tutti i tentativi risultano vani. Lei si sente ferita e non vuole assolutamente ricominciare.

Lui continua a soffrire. Vuole, a tutti i costi, riconquistarla. E cosi, continua a cercarla, ad aspettarla sotto casa, a telefonarle e a scriverle. Le invia perfino dei fiori e dei pupazzetti di peluche. Ma lei continua a rifiutare la proposta di pace.

Il ragazzo è disperato. A questo punto, gli rimangono due strade: rivolgersi a un mago, per ottenere un potente amuleto, oppure andare a chiedere scusa in televisione. I meccanismi mentali che sono alla base di questi due comportamenti (la tv e il mago) sono identici. In entrambi i casi, si richiede un intervento «soprannaturale», che riesca a sbloccare la situazione: il potere dell’amuleto, oppure quello di Stranamore e C’è posta per te, programmi televisivi che si dedicano al ricongiungimento dei cuori infranti.

Il ragazzo, prima di rivolgersi alla tv, ha tentato e ritentato di fare pace con la sua ex fidanzatina. Ha telefonato, scritto, mandato fiori e pupazzetti di peluche, senza ottenere alcun risultato. E così, l’ultima possibilità rimasta è il grande miracolo televisivo.

Il giovane si presenta davanti alle telecamere di Stranamore e pronuncia le stesse, identiche parole che aveva già detto al telefono o nel bigliettino che accompagnava i fiori. All’improvviso, come per incanto, da una porticina appare la ragazza. La stessa testarda ragazza che per mesi aveva detto di no, adesso dice di si. E corre, in lacrime, ad abbracciare lui, mentre una musica romantica accompagna la scena.

Il miracolo è avvenuto. Il potere esoterico della televisione è riuscito a risolvere il problema. Proprio come un mago. Per mesi e mesi il ragazzo aveva ripetuto la sua richiesta di pace con mezzi «normali», rivolgendosi come un comune mortale all’ex fidanzatina. Nulla da fare. La risposta era sempre stata «no». Ma poi, utilizzando il mezzo televisivo, la stessa proposta di pace si è trasformata in un successo, con tanto di lacrimoni e abbraccio finale.

Le parole utilizzate dal ragazzo erano assolutamente uguali a quelle che aveva ripetuto per mesi: «Ti prego, torniamo insieme». L’unica differenza è che sono state pronunciate in televisione. La magia del piccolo schermo ha fatto il miracolo.

Questo deve farci riflettere su un particolare importante: tutto ciò che viene detto in televisione acquista un potere evocativo ed emozionale immenso.

Se spostiamo il discorso nel campo dei messaggi esoterici veri e propri, ci accorgeremo dei grandi rischi che corrono i giovani di fronte alla tv. Mi riferisco ai tanti maghi, stregoni e astrologi a pagamento che affollano il piccolo schermo, soprattutto nelle piccole emittenti private locali.

La tv contribuisce a dare un alone di fascino e di «verità» a qualunque cosa passi attraverso il piccolo schermo. Pertanto, se io raccolgo un sasso in un parco vicino casa e lo porto in televisione, posso tranquillamente spacciarlo per un potentissimo amuleto proveniente dall’antico Egitto. E ci saranno, purtroppo, tantissime persone pronte a comprarlo.

Perché questo accade? Perché la tv «nobilita» il sasso. Lo fa sembrare magico e potente. Se io vendessi il sasso per la strada, non otterrei lo stesso risultato. Probabilmente, mi prenderebbero per matto. Invece, quel sasso portato in tv assume improvvisamente un valore magico e il potere di risolvere qualunque problema.

2. I maghi televisivi

Non bisogna sottovalutare i messaggi esoterici che i ragazzi ricevono dalla tv. In questi anni ho raccolto centinaia di videocassette di trasmissioni televisive fatte da maghi, stregoni, cartomanti e astrologi. Mi sono accorto che, fra le tante telefonate trasmesse in diretta, c’è una notevole presenza di giovani.

Le domande più frequenti che vengono poste sono: «Troverò l’amore?», «Come andrà a finire con quel ragazzo?», «Mi rimetterò insieme al mio ex fidanzato?». Ma anche: «Troverò lavoro? », oppure: «Riuscirò a superare questo esame?».

Lo scrittore americano Ambrose Gwinnet Bierce diceva: «La magia è l’arte di convertire la superstizione in moneta sonante». E allora, in che cosa consiste il guadagno dei tanti maghi che affollano il piccolo schermo? Innanzi tutto, le telefonate sono a pagamento, secondo i minuti trascorsi a conversare con il cartomante di turno. E poi, tramite la tv, i maghi hanno la possibilità di «accalappiare» nuovi clienti per il proprio studio privato.

L’aspetto più interessante delle conversazioni esoteriche televisive è certamente quello del linguaggio.

Innanzi tutto, la maga utilizza un tono estremamente dolce nei confronti di chi telefona. Questo modo di fare piace moltissimo ai giovani, che si sentono rassicurati e «accolti». Non dimentichiamo che, nella maggior parte dei casi, si tratta di ragazzi soli e in crisi, che non hanno nessuno con cui parlare. Si tratta di giovani che cercano disperatamente un amico, una figura paterna o materna alla quale appoggiarsi.

La maga televisiva lo sa e li accoglie con un atteggiamento di tenerezza, chiamandoli frequentemente «Tesoro», «Cara», «Amore mio», «Bella», «Tesoro mio». Queste dolci parole hanno lo scopo di ingannare chi telefona, creando una falsa atmosfera di amore e di amicizia.

Il resto del dialogo è aria fritta. Le maghe televisive sono delle bravissime «parlatrici», che riescono a dare l’impressione di sapere tutto su chi sta telefonando. In realtà, si tratta soltanto di persone che hanno una grande capacità di conversazione. Sono in grado di capire al volo le debolezze, i dubbi, le incertezze dei giovani che telefonano. E su questa loro abilità costruiscono i loro «castelli di carte». Inoltre, ogni maga ha a disposizione un suo repertorio di frasi fatte, di espressioni utili da utilizzare al momento opportuno.

Ad esempio, se una ragazza telefona per sapere se riuscirà a superare un esame all’università, la maga le dirà: «Vedo nelle carte che in questo momento sei un po’ stressata e preoccupata». E la ragazza: «Hai ragione. Sei proprio brava. Hai capito tutto».

In realtà, la maga ha semplicemente «pescato» nel suo repertorio di frasi fatte. E ovvio che la ragazza è stressata e preoccupata per il suo esame. Altrimenti, non telefonerebbe alla maga. Ma la cartomante è bravissima a trasformare questa banalità in una grande intuizione. Su questa frase, la fattucchiera «costruirà» tutto il resto.

Un altro caso tipico è quello della ragazza che telefona per sapere «come va con il fidanzato». La maga, guardando le carte, dice: «Vedo che ci sono delle difficoltà». La ragazza: «Si, è vero». La maga: «State attraversando un momento un po’ particolare». La ragazza: «Sì, è vero. Sei bravissima».

Anche in questo caso le affermazioni della cartomante sono terribilmente banali. E ovvio che quella coppia di fidanzati sta attraversando un momento di incertezza. Del resto, se non ci fossero dubbi, la ragazza non avrebbe bisogno di telefonare alla maga. Eppure, ancora una volta, la fattucchiera riesce a dare l’impressione di sapere tutto.

Dopo questo inizio un po’ «vago », la maga utilizza un’altra tipica tecnica ingannevole: quella delle domande. Osservando le carte, la fattucchiera comincia a porre alla ragazza una serie di interrogativi: «Tu pensi che lui frequenti un’altra?», «Credi che le sue intenzioni non siano serie?», «Ultimamente lui è un po’ freddo con te?», «Hai il sospetto che ti abbia tradita?», « Ci sono problemi con i suoi genitori?», «C’è qualche amica invidiosa che si è messa in mezzo?», «C’è qualcuno che parla male di voi?».

Tutte queste domande, che fanno parte di un repertorio ben preciso, hanno lo scopo di scoprire il «problema» di chi sta telefonando. Dopo averlo scoperto, la maga potrà «costruire» la sua conversazione, dando l’impressione di aver «letto» tutto nei suoi magici Tarocchi. Ma di magico, in quella situazione, non c’è proprio nulla. In realtà, è stata la stessa ragazza a informare la cartomante del suo problema.

Il meccanismo è semplice. La maga pone una domanda alla ragazza, preoccupata per la sua situazione sentimentale: «Tu pensi che lui frequenti un’altra?». Se la ragazza risponde «no», la fattucchiera passa alla domanda successiva. Se risponde «si», la maga è pronta a dire: «Lo vedo nelle carte». In questo modo, dà l’impressione di essere davvero brava.

In realtà, la cartomante ha semplicemente «catturato» la risposta della sua interlocutrice. Ha colto al volo la sua rivelazione. Ed è proprio su questa rivelazione che la maga costruirà il resto del dialogo, offrendo dei banalissimi consigli che non hanno nulla di magico e che chiunque potrebbe dare.

3. Un falso ottimismo

In genere, la maga tende a essere ottimista e a offrire una speranza alla preoccupata interlocutrice. Ma anche in questo comportamento si cela un inganno. La cartomante, infatti, usa lo stratagemma dell’ottimismo per catturare la simpatia dei suoi giovani telespettatori.

Regalando speranze, seppure false, è più facile conquistare nuovi «seguaci». Molti ragazzi, in fondo, cercano proprio questo: un raggio di luce per continuare a sperare. Sono soli, disperati, abbandonati. Hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a credere nel domani.

Il problema è che questo «qualcuno» ha obiettivi tutt’altro che nobili. E infatti, la speranza regalata dalla maga è sempre molto lontana nel tempo. La cartomante, in genere, dice: «La situazione si risolverà. Ma devi saper aspettare». Oppure: «Vedo degli sviluppi positivi. Ma ci vuole tempo». Oppure: «Il vostro rapporto sicuramente migliorerà. Ma fra qualche mese».

In questo modo, il responso ottimista della maga diventa vago e non impegnativo. Oggi la cartomante porta a termine il suo compito: spillare soldi alla giovane telespettatrice. E poi… chissà. Fra tre, quattro, cinque mesi potrà succedere qualunque cosa. La ragazza, probabilmente, si sarà anche dimenticata della maga. Oppure, nel frattempo, le avrà telefonato ancora per aggiornarla sulla sua storia, cadendo in nuove trappole.

Lo stesso meccanismo viene applicato in qualunque situazione che ha bisogno di sbloccarsi o di ottenere delle risposte più certe. Posticipando la soluzione del quesito nel tempo, la cartomante riuscirà a ingannare perfettamente i suoi telespettatori.

Ad esempio, un altro problema che tormenta i ragazzi è la ricerca di un lavoro. La maga televisiva, puntualmente, regalerà la sua falsa speranza dicendo: «Vedo nelle carte che il lavoro arriverà. Ma fra qualche mese».

Lo stesso accade per le telefonate dei giovani che vogliono sposarsi e devono trovare casa. La maga risponderà: « Sicuramente riuscirete a trovare casa, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo».

Non si può neppure escludere che certe fattucchiere televisive utilizzino dei «compari» per fare colpo sul pubblico. Alcune telefonate, in cui la maga si mostra particolarmente brava, potrebbero essere false, create a tavolino per ingannare i giovani telespettatori.

Non è difficile accorgersi dell’inganno. In genere, il «compare» inizia la sua telefonata dicendo alla maga:

«Sono finalmente riuscito a parlare con te. E’ difficile prendere la linea». Questa frase d’esordio serve a far credere che la cartomante è particolarmente brava e ricercata. Talmente ricercata che le sue linee telefoniche sono sempre occupate.

Il resto della conversazione si sviluppa attraverso un «copione» preparato a tavolino, in cui la maga risponde perfettamente a tutte le domande del «compare». Quest’ultimo, ovviamente, si finge sbalordito e dice: «E’ incredibile. Ma come fai a sapere certe cose, così personali? Sei veramente una maga. Ora capisco perché tutti ti cercano».

Insomma, i meccanismi per ingannare i giovani in crisi e spingerli a telefonare sono tanti. Ma il problema non è soltanto questo. L’abilità di certi stregoni televisivi consiste anche nel creare un contatto diretto con l’ascoltatore in difficoltà. L’obiettivo è quello di spillargli altri soldi, oltre a quelli già «carpiti» durante la conversazione televisiva a pagamento.

Come fare? Il trucco è semplice. Ogni tanto, durante il dialogo in tv, la maga assume un’espressione seria e dice: «Vedo nelle carte delle cose importanti, molto personali, che non posso dire in televisione. Mi venga a trovare al mio studio privato».

Oppure, semplicemente, quando un ascoltatore insiste nelle domande, la cartomante dice: «Non posso dilungarmi troppo nella telefonata, perché devo dare spazio agli altri telespettatori. Se vuole sapere di più, venga al mio studio».

Tutto questo è estremamente pericoloso. Il giovane, telespettatore, in molti casi, finisce per stabilire un contatto diretto con il mago. Dopo la telefonata in tv, si reca allo studio privato dello stregone e diventa schiavo dei suoi condizionamenti.

Non dimentichiamo che stiamo parlando di giovani in crisi, psicologicamente fragili, che spesso non hanno neppure dei genitori con cui parlare. Il ragazzo che si rivolge al mago è, di fatto, una persona che vive una condizione di debolezza e di difficoltà. Di conseguenza, è molto facile attirarlo in una trappola esoterica.

Ci sono, infine, alcuni meccanismi tipici della televisione che favoriscono questo clima di «potere esoterico».

Il giornalista Aldo Maria Valli, nel suo libro «A noi la linea», ha spiegato perché, tramite il piccolo schermo, le bugie passino più facilmente inosservate rispetto ad altri mass media: «Una ricerca pubblicata dalla rivista inglese Nature lo ha dimostrato mettendo a confronto tv e radio. Alla radio una persona che dice il falso viene individuata più facilmente che in televisione. La spiegazione risiede nei meccanismi dell’attenzione: se utilizziamo un solo canale sensoriale (nel caso della radio è quello uditivo), la nostra capacità di concentrazione è molto elevata. L’ascoltatore, in questo caso, coglie anche le sfumature, come eventuali pause, inflessioni della voce, incertezze o ripetizioni che possono tradire chi vuole dare a credere qualcosa di falso. Nel caso della tv, invece, il mentitore ha vita più facile, perché può distrarre lo spettatore. Mentre dice la sua falsità, può fare in modo che l’attenzione di chi assiste si concentri su uno sguardo, un sorriso, un particolare del suo abbigliamento» (A. M. Valli, A noi la linea, Ares, Milano 1995, pp.109-110).

Non a caso, i maghi televisivi tendono a confondere i giovani con tutta una serie di trucchi che riempiono l’immagine: vestiti bizzarri, simboli e oggetti esoterici, espressioni del viso e particolari gesti delle mani. Perfino l’atto di mescolare e scoprire le carte ha un suo scopo «distraente» e rientra in una ritualità ben precisa.

Insomma, gli strumenti a disposizione dei maghi per ingannare i ragazzi sono tanti. Ma una volta smascherati, sarà possibile osservare certi stregoni con un occhio diverso, perfino ironico. Se si riescono a cogliere gli aspetti ridicoli e ripetitivi delle loro esibizioni, i cartomanti della tv possono trasformarsi in uno spettacolo comico irresistibile.

Durante una serie di incontri con i giovani, tenuti in una scuola, ho voluto fare proprio questo tipo di esperimento. Ho visionato, assieme ai ragazzi, alcune videocassette di trasmissioni di «magia televisiva». Il risultato è stato esilarante, e le risate sembravano non finire mai.

Questo dimostra che i maghi non sono invincibili. Sta a noi scoprire i loro punti deboli e farli scendere dal piedistallo che si sono costruiti.

Past. Francesco Zenzale

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