Padre Pio

“La devozione si fa globale e il mondo scopre un padre”

padre_pio_alta_ris«Sono un mistero di fronte a me stesso» disse di se stesso. Ma nonostante tutto, Padre Pio si diffonde in Benin e in Eritrea, in Irak e in Egitto, arriva sino in Patagonia, contagia anche i non cristiani. E sulla tomba ormai arrivano pellegrini di ogni provenienza. Il fatto è che la fama e la devozione al fraticello, a 34 anni dalla morte, cresce anziché diminuire. E si espande nel mondo, in luoghi insospettabili: da maggio la chiesetta di Kerecia in Eritrea espone un quadro di Padre Pio, venerato anche dagli ortodossi locali. Da Ismaylia in Egitto monsignor Makarios Tewflik dei copti ha chiesto una statua del padre «per proteggere i miei fedeli in pericolo». L’anno scorso sono arrivati a San Giovanni Rotondo 223 gruppi di lingua inglese (americani soprattutto, ma anche irlandesi e filippini), tre comitive dalla Corea, una dalla Thailandia, dodici dall’Africa. In tutto, 7 milioni e mezzo di pellegrini: «Che fanno del nostro santuario il più visitato del mondo dopo la Guadalupe», dice Stefano Campanella, che dirige la radio locale.

Senza fanatismi, se credete al vostro cronista che al santuario ha trascorso più giorni. La folla che visita la cripta sembra invece dominata da un altro sentimento: l’affetto. Si va da Padre Pio come si va a trovare uno zio frate, per chiedere o per ringraziare: con l’idea forte che è vivo («Si fa sentire», dicono qui), e che il Cielo è vicino e, grazie al fraticello, protegge ed esaudisce. La signora Gina di Piacenza è venuta a sciogliere il voto: Padre Pio, mi racconta, ha salvato suo figlio, 29 anni, colpito da aneurisma cerebrale. «Ora sta benissimo, lavora, ha riacquistato la vista». Aggiunge che ha “solo” un braccio paralizzato. La razionalità incredula mi spinge a dirle: un miracolo incompleto? «Io so che sono qui a ringraziare, altrimenti sarei su una tomba a piangere», risponde Gina. Ha ragione lei: non si esagera mai, con la gratitudine.

Chi è Padre Pio? Che cosa possiamo veramente sapere di lui e della sua infanzia?

L’esistenza «terrena» di Padre Pio è stata un continuo susseguirsi d’eventi drammatici, sin dai primi anni di vita.

Nacque a Pietralcina alle ore 17 del 25 maggio 1887, era Mercoledì. Quartogenito, di sette fratelli e sorelle. Di famiglia povera. Il padre contadino (analfabeta) per due volte fu costretto ad emigrare in America in cerca di fortuna. Sin dalla più tenera età si manifestarono strani fatti, ai quali non veniva data importanza e che solo in seguito, quando arrivarono i «grandi fenomeni mistici», presero un senso preciso.

Scrive padre Agostino:

«Le estasi e le apparizioni cominciarono al quinto anno d’età, quando Francesco ebbe il pensiero e il sentimento di consacrarsi per sempre al Signore, e furono continue».

Padre Benedetto, scrisse in sua memoria che

«A cinque anni il piccolo Francesco… davanti all’altare maggiore, gli apparve Gesù che gli fece cenno di avvicinarsi e gli mise una mano sulla testa in segno d’affetto e d’accettazione delle sue offerte».

La madre e il parroco gli avevano insegnato che Gesù, per redimere l’uomo, aveva sofferto fino alla morte della croce. E il piccolo Francesco voleva soffrire come lui. Per questo si ritirava in angoli nascosti della sua casa, lontano da sguardi indiscreti e pregava e s’imponeva penitenze.

Un giorno, all’età di circa nove anni, venne sorpreso dalla mamma dietro al letto, intento a flagellarsi con una catena di ferro. Lo scongiurò di smettere, ma lui continuava rispondendole «Mi devo battere come i giudei hanno battuto Gesù e gli hanno fatto uscire il sangue dalle spalle».

Don Giuseppe Orlando, sacerdote di Pietralcina, rimproverava Francesco «perché, invece di dormire nel lettuccio preparato dall’amore della mamma, si sdraiava per terra, tenendo una pietra come capezzale».

Durante il periodo giovanile, le esperienze mistiche aumentarono. I suoi compagni di studio ricordano che in chiesa, spesso rimaneva immobile come se fosse addormentato, ma i suoi occhi erano fissi in un punto preciso, quasi vedesse un interlocutore. Negli anni in cui si trovava ammalato a Venafro, i compagni andavano a trovarlo nella cella dove era a letto. Spesso lo trovavano in «estasi».

Il dr. Nicola Lombardi, lasciò una relazione scritta:

«Padre Pio era steso sul letto, con gli occhi aperti, rosso in volto. Gli occhi erano fissi su un punto della stanza come se lì ci fosse qualcuno. Egli rivolgeva la parola a Cristo, alla Madonna, all’Angelo custode. Il dialogo che faceva non era sommesso».

Secondo la testimonianza di padre Agostino da San Marco in Lamis, queste estasi erano continue. Avvenivano due, tre volte al giorno. Duravano da un’ora fino a due ore e mezzo per volta. Parlava con Gesù, con la Madonna, con l’Angelo custode, con San Francesco e altri santi.

Le estasi furono osservate anche a Pietralcina, negli anni che Padre Pio trascorse a casa. Dopo la celebrazione si fermava a lungo per il ringraziamento e spesso cadeva a terra privo di sensi. Questi fenomeni, durarono per tutta l’esistenza di padre Pio. Egli aveva dimestichezza con le entità soprannaturali, e si comportava come se loro fossero persone che incontrava tutti giorni. In particolare aveva una gran confidenza con la Madonna che chiamava affettuosamente «Mammina».

Nel 1959, nel mese d’agosto fu guarito da un tumore dalla madonna di Fatima. Periodo in cui, racconta padre Maro Mason – gesuita, fondatore del Movimento eucaristico mariano – viaggiava in Italia portando in ogni città la statua della Madonna di Fatima che aveva già visitato tutto il mondo.

Riceveva visite, non solo da Gesù, dalla madonna, dai santi, ma anche da trapassati che chiedevano preghiere o volevano semplicemente lasciare messaggi.

Padre Alberto D’Appolito sentì raccontare dallo stesso Padre Pio diversi episodi dei suoi incontri con personaggi dell’aldilà.

Padre Pio: le stigmate

Le stigmate (dal greco stigma che significa marchio). Nella Chiesa Cattolica si conoscono oltre 350 stigmatizzati. Settanta di loro sono stati dichiarati santi. É il caso di S. Francesco d’Assisi, il primo stigmatizzato della storia. Il 14 settembre del 1224, due anni prima della morte, nel corso di un’estasi mistica, sul monte Verna, nel Casentino, in Toscana, il santo ricevette quelle misteriose piaghe che rimasero visibili sul suo corpo e furono osservate da tutte le persone.

Santa Caterina da Siena. Per cinque anni portò nel suo corpo stigmate autentiche anche se invisibili agli estranei, ma visibili a tutti alla sua morte. La beata Lucia di Narni, vissuta dal 1476 al 1544, portò le stigmate per sette anni. Santa Caterina dè Ricci (1522 – 1589) aveva stigmate fosforescenti: emanavano una misteriosa luce che a volte era così forte da diventare accecante. Santa Teresa d’Avila (1515 – 1582) ebbe stigmate nel cuore. Il fenomeno poté essere costatato solo dopo la sua morte. Medesimo fenomeno è riscontrabile in Santa Veronica Giuliani (1660 – 1727), la gran mistica umbra di città Castello. Anna Katharina Emmerich (1774 – 1824) recava sul petto una croce sanguinante.

Louise Lateu (1850 – 1883) di Bois d’Haine, in Belgio, avena sulle mani stigmate che versavano sangue in abbondanza, sebbene la pelle fosse intatta.

Molto nota per le stigmate fu Therese Neumann, detta la stigmatizzata di Konnersreuth, dal villaggio della Baviera (1898 – 1962). Aveva ricevuto le stigmate nel 1926. Sul corpo portava i segni, non solo della Crocifissione di Cristo, ma anche quelli della flagellazione.

Marta Robin, visse per 50 anni nutrendosi esclusivamente dell’Eucaristia. Dal mese d’ottobre 1930 fino al mese di febbraio del 1981 (giorno della sua morte), Marte Robin non mangiò niente, non si nutrì che della comunione settimanale. Viveva in una zona agricola, ad alcuni chilometri da Lione. Faceva la comunione il martedì pomeriggio, andava in estasi e ritornava in sé il Giovedì pomeriggio. Il Giovedì notte viveva l’agonia di Gesù nell’orto degli Ulivi, soffriva molto e il venerdì sera viveva la passione di Gesù. Aveva le stigmate alle mani e ai piedi, i segni della corona di spine e sanguinò tanto dalla testa che perdette la vista ancora molto giovane. Aveva colloqui con Gesù e un giorno del 1936, il Signore le disse: “La chiesa vivrà una nuova Pentecoste d’amore alla quale i laici parteciperanno molto” (Rivista Papa Giovanni, agosto 1998)

Padre Pio ricevette stigmate nel 1918 a 31 anni. Il fenomeno si completò lentamente in tre tappe successive. Nel 1910, quando il religioso, a causa della sua inspiegabile malattia, aveva lasciato il convento e viveva a casa sua a Pietralcina. In una capanna dove si recava ogni giorno, il 7 settembre 1910, gli apparvero Gesù e la Madonna e poi sulle sue mani vide le piaghe di Cristo, ma poi scomparvero, lasciando forti dolori. Il fenomeno si manifestò con maggiore intensità un anno dopo, nel settembre 1911. Padre Pio scrisse al suo direttore spirituale:

«In mezzo al palmo delle mani è apparso un po’ di rosso, grande quanto la forma di un centesimo, accompagnato da un forte e acuto dolore. Questo dolore è più sensibile alla mano sinistra. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore».

Nel marzo del 1912, scrisse ancora:

«Da Giovedì sera fino a Sabato e poi Martedì è stata una tragedia dolorosa per me. Il cuore, le mani, i piedi sembrano che siano trapassati da una spada, tanto è il dolore che io sento».

Il 23 agosto 1912, «si senti ferire il cuore da un dardo di fuoco vivo e ardente». Il prodigio delle stimmate si completò nel 1918, a S. Giovanni Rotondo, dopo essere stato congedato dal servizio militare per malattia. Il giorno 5 agosto, mentre stava confessando ebbe una straordinaria esperienza mistica, vide un personaggio celeste che teneva in mano una specie d’arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata, e sembrava che uscisse da essa fuoco. Il personaggio scagliò con violenza quell’arnese sulla sua anima… Questo martirio durò fino al mattino del giorno sette, e il dolore provocato da quella esperienza mistica durò intenso fino al 20 settembre. Le ferite che si erano manifestate in forma mistica il 5 agosto, divennero visibili il 20 settembre. Il quel giorno vide lo stesso personaggio del 5 agosto, con la differenza che questi aveva le mani, i piedi e il costato che grondavano sangue. Alla sua morte le stimmate scomparvero.

Padre Pio: il profumo di paradiso.

Questo fenomeno non è solo comune a Padre Pio, ma anche ad altri personaggi mistici come ad esempio Frate Cosimo, della madonna dello scoglio. Renato Barone a S. Martino di Schio con il profumo di rose che invadeva tutta la collina o «bagno di profumi». Padre Pio emanava un profumo soave che molti lo chiamavano «profumo di paradiso». Si manifestava all’improvviso e durava qualche attimo, oppure ore. Poteva essere avvertito da folle intere. Non era percepito da tutti nel medesimo istante e nella stessa misura: una persona lo avvertiva e quella accanto no. Chi diceva di sentire profumo di rose, di violette, di gelsomino, d’incenso, di giglio, di lavanda, garofani, di canfora, di fenolo, ecc. Questo profumo proveniva dalle stimmate. Le persone che, per qualche ragione, si sono avvicinate a padre Pio, soprattutto quelle che andavano da lui a chiedere una grazia, hanno fatto tutte l’esperienza del profumo.

Il fenomeno dei profumi misteriosi che si sprigionano da certe persone è noto sia nel campo della mistica sia in quello della parapsicologia.

Pascal Forthry (1872 – 1962), famosissimo paragnosta francese, un giorno si trovava in casa di una signora.

Suonò il telefono, la signora andò a rispondere e quando tornò, Forthuny sentì un forte odore di colla fusa e di vernice. Lo disse e la signora si mise a ridere. «La persona che mi ha telefonato» disse «ha trascorso tutto il giorno in casa a verniciare mobili».

David Duguidi (1832 – 1907), medium inglese esperto in fenomeni fisici, era in grado di produrre profumi «liquidi». Durante un seduta, riempì un bicchiere di un liquido odoroso che sapeva d’eucalipto. E fu notato che uno dei presenti, quel giorno, aveva preso delle pastiglie di quel balsamo per curarsi il raffreddore. Poco dopo il profumo del liquido del bicchiere mutò assumendo l’odore del tabacco. E un’altra persona che assisteva alla seduta aveva in tasca proprio quel particolare tabacco di cui si avvertiva l’aroma. William Stainton Moses (1839 – 1892), pastore protestante e medium inglese, durante le trance aveva la fronte imperlata di sudore che profumava di verbena e di legno di sandalo. Leonore Eveline Piper (1859 – 1950), medium americana, sempre durante le trance estraeva il profumo dai fiori che erano nella stanza, lo diffondeva e i fiori restavano completamente inodori.

Padre Pio: le bilocazioni

Il fenomeno delle bilocazioni, secondo Renzo Allegri:

«Lo possono realizzare persone speciali. Persone che coltivano l’esoterismo, le alte esperienze mistiche. Santi e guru. Nei libri che li riguardano si legge di viaggi astrali, di bilocazioni, d’esperienze fuori del corpo che infiammano la fantasia» (pag. 101).

Padre Illuminato della Provvidenza, (è lo pseudonimo dietro cui si cela l’identità di un autorevole frate cappuccino) nel diario di padre Pio, parla di varie forme di bilocazioni.

“Vi è la bilocazione semplice, multipla, vasta ed infinita. La bilocazione semplice quando una persona, entrando nella meditazione su se stessa e nella preghiera, può trasportarsi in Spirito in un altro luogo lontano o vicino senza che il corpo fisico si sposti dal luogo in cui si trova, e lo Spirito ne assume le medesime forme e caratteristiche, operando identicamente al corpo fisico, ovunque dovesse trovarsi. La bilocazione multipla, invece, consiste nel potere elevato dello Spirito di trovarsi contemporaneamente in molto luoghi diversi, assumendo forme più belle, più perfette del corpo fisico. Nella bilocazione multipla la persona non ha bisogno di compiere meditazioni su se stessa perché, avendo raggiunto la reale comunione con Dio, il suo Spirito ha conquistato straordinari poteri divini. La bilocazione vasta è di pertinenza degli angeli, degli Arcangeli, ecc. La bilocazione infinita è l’Onnipresenza, ma questa appartiene solo a Dio”.

Coloro che hanno conosciuto padre Pio affermano che «non dormiva quasi mai». Alla sera, quando le persone normali si coricavano per riposarsi dalle fatiche del giorno, lui iniziava una nuova giornata lavorativa. A quanto è dato sapere, occupava le ore della notte a pregare e a «viaggiare» per il mondo. Nel senso che si recava in bilocazione nei luoghi più svariati per incontrare persone, confortarle, portare loro aiuto morale.

Secondo Angelo Battisti, amministratore della Casa Sollievo della Sofferenza, padre Pio dormiva sette ore all’anno.

Il termine bilocazione indica che una persona si trova contemporaneamente in due luoghi diversi. E’ stato usato dapprima nella agiografia cattolica per indicare i numerosi «viaggi fuori del corpo» riscontrati nella vita di santi e mistici. E’ uno dei fenomeni più sorprendenti della Mistica e uno dei più difficili a spiegarsi a meno che non si ricorra al miracolo (Royo Marin, op. cit. pag. 105).

La bilocazione è un fenomeno di «esperienza fuori dal corpo», «esperienze extrasomatiche, extracorporee», «proiezioni astrali». Nell’agiografia cattolica troviamo casi come Sant’ Antonio da Padova. Mentre celebrava la messa nella cattedrale di Saint-Pierre-du Queyroix, presso Limoges, si ricordò che aveva promesso ad alcuni suoi confratelli che, a quella stessa ora, sarebbe andato a pregare con loro in convento. Ebbene le persone che assistevano alla messa nel cattedrale, videro Antonio rimanere immobile per alcuni minuti, mentre, in quello stesso momento, i frati del convento che distava dalla cattedrale alcuni chilometri, videro Antonio entrare nella loro cappella, avvicinarsi all’altare, inginocchiarsi e restare raccolto in preghiera per un po’, poi sparire inspiegabilmente dai loro sguardi. Sant’Alfonso del Liguori, mentre si trovava a Sant’Agata dei Goti, dove era vescovo, andò in bilocazione a Roma per assistere Papa Clemente XIV che stava morendo e partecipare ai funerali. I suoi confratelli a Sant’Agata lo videro, per due giorni consecutivi, fermo su una poltrona, immobile come una statua; a Roma invece lo vedevano intento a confortare il Papa che era entrato in agonia. San Francesco Saverio, il grande missionario gesuita, fu protagonista di una straordinaria bilocazione durante un viaggio dal Giappone alla Cina (L’esperienza dei 15 confratelli in scialuppa in mezzo alla tempesta, mentre lui era sulla nave).

Renzo Allegri afferma che «L’esistenza di Padre Pio è piena di queste avventure da fantascienza. Sembrava che per lui non esistessero le barriere dello spazio. Si muoveva da una parte all’altra del mondo, con la leggerezza della fantasia, come un angelo, una fata, un pensiero» (op. cit. pag. 106). Novembre 1917, il Caso del generale Luigi Cadorna, dopo la sconfitta di Caporetto, mentre stava per uccidersi, gli apparve padre Pio. L’otto settembre 1943 apparve come un fantasma nel cielo dirottando gli aerei durante la seconda guerra mondiale. Nel 1970, tutti i giorni, per un anno, andava Roma.

Padre Pio: le profezie

Il fenomeno profetico è dubbioso, perché i testimoni ne parlano post eventum, riguarda in modo particolare il vissuto d’alcune persone a lui devote. Riferendosi all’anno 2000, nel 1957, stando a quello che Daniel Harvey, giornalista straniero, inviato speciale a San Giovanni Rotondo, subito dopo la morte di padre Pio, raccoglie dalla viva voce di un sacerdote (che vuole mantenere l’anonimato) un’ampia serie di eventi profetizzati dal frate, per lungo tempo mantenuti segreti.

“Tutti gli ideali politici che sono all’origine delle miserie attuali scompariranno per volere di Dio. La scienza renderà inutili certe battaglie sterili e l’età d’oro apparirà fra una trentina d’anni. L’anno 2000 rappresenterà il momento della grande riconciliazione universale, dell’instaurazione di un ordine di marcia da miliardi di anni”.

All’epoca in cui la guerra faceva strage di vite umane nel Medio Oriente, nel Vietnam, in Giordania, in Nigeria, padre Pio disse: “Nel 2000 non ci saranno più massacri!”.

Padre Pio e la Parola di Dio

L’apostolo Giovanni, nella sua prima lettera, scrive:

“Diletti, non crediate ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; poiché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo” (1 Giovanni 4: 1). L’apostolo Paolo suggerisce che è importante “che gli spiriti dei profeti siano sottoposti ai profeti” (1 Corinzi 14: 32). E come gli abitanti di Berea, siamo invitati ad «esaminare tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stanno così» (Atti 17: 11), in altre parole se, tutto ciò che ci viene proposto corrisponde a verità secondo Dio e la sua Parola.

La mappa che il Signore ci ha lasciato per vagliare i falsi e i veri profeti ed ogni fenomeno paranormale è la Parola di Dio, quale unica regola di fede e di condotta.

Ora considerando la vita, alquanto misteriosa, di padre Pio, ci troviamo di fronte a degli aspetti della sua personalità che necessitano un esame non solo alla luce della Parola di Dio, ma anche della psicanalisi e dei fenomeni spiritici in generale.

Indubbiamente padre Pio, sin dalla fanciullezza, ha sofferto molto sia per l’assenza del padre, il quale a causa della povertà familiare fu costretto ad emigrare in America per due volte, sia per un’educazione ferrea e colpevolizzante. Infatti, spesso si trovava tutto solo in atteggiamenti tipici di un bambino che cerca di espiare la colpa: si flagellava (Autopunizione). I biografi lo descrivono come un bambino con una personalità deviante, ciò induce a pensare che soffrisse di autismo e/o di atteggiamenti maniacali mistici deliranti. Le apparizioni e le visioni, si situano nell’ambito di quelle malattie mentali che comunemente chiamiamo psicosi, per essere più precisi delirio visivo, acustico.

Sua madre, indubbiamente, nella prima infanzia ebbe un ruolo mancante considerando che il frate, nell’estasi, assume un comportamento regressivo, chiamando la madonna «mammina».

Le sue malattie improvvise e gli stati di alta febbrilità, inspiegabili da un punto di vista medico, possono essere sicuramente considerati come esperienze ipocondriache, non riconducibili al divino.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare, l’ambiente socio culturale, religioso e superstizioso in cui ha vissuto, che immancabilmente ha avuto il suo peso nella formazione del carattere e della visione religiosa.

Pertanto, il misticismo di padre Pio non è indice d’alta spiritualità, ma d’alterazione delle facoltà psichiche e non solo. Padre Pio ebbe a che fare con forze misteriose definite dai biografi sataniche, ciò ci induce ipotizzare che il frate possa essere stato posseduto.

Infatti, come considerare il fenomeno delle stigmate, alla luce della totale assenza di tali eventi nella Parola di Dio? Possono essere prese in considerazione ipotesi come l’autosuggestione, l’autoipnosi o l’azione ingannatrice di Satana.

Di fatto, l’esperienza della bilocazione, non presente nella Parola ispirata, assume un significato paranormale alla luce delle entità basse demoniache. Così anche il fenomeno del «profumo di paradiso», visto che è noto sia nel campo della mistica che in quello della parapsicologia e dell’occultismo.

Le sue apparizioni nel cielo, atte a deviare gli aerei, durante la seconda guerra mondiale, si collocano in quei fenomeni che la parola di Dio definisce come i «segni nel cielo» che Satana provoca per ingannare l’umanità.

Conclusione

Come possiamo conciliare l’amore di Dio per le sue creature con «l’inferno» di padre Pio? Dio è così mostruoso da volere tale sofferenza? Come è possibile accettare che Dio abbia mandato tanta sofferenza agli stigmatizzati, quando umanamente nessun genitore vorrebbe questo per il proprio figlio?

Prendendo atto che gli Apostoli non sono mai entrati in contatto con i defunti (Ezechiele 9:5-10) e con la madonna (dopo la sua morte) e tenendo presente che i morti dormono (1Tessalonicesi 4:13-18), quale significato si può dare al dialogo che padre Pio aveva frequentemente con i trapassati e con Maria?

I biografi di padre Pio parlano di frati che rimangono nell’anonimato, come il caso di padre Illuminato. Di estasi frequenti: due, tre volte al giorno, che duravano da un’ora fino a due ore e mezzo per volta, durante le quali parlava, in modo particolare con la Madonna che chiamava «mammina».

Affermano che spesso cadeva a terra privo di sensi e che aveva dimestichezza con le entità soprannaturali, e si comportava come se loro fossero persone che incontrava tutti giorni. Che quasi ogni mattina il luogo cui dormiva era sottosopra a causa della lotta con il diavolo. Fanno degli accostamenti con i medium, come ad esempio «il profumo del paradiso».

Un dato certo è che le risposte a queste domande, nella Parola di Dio, sono riferite all’azione demoniaca e non a quella dello Spirito di Dio. I figli di Dio: gli apostoli, gli evangelisti e i credenti tutti, non sono mai stati percossi da Satana direttamente, come se fossero posseduti, ma perseguitati dal potere secolare. Gli evangelisti, c’informano che questi comportamenti sono tipici degli indemoniati (Marco 5:5; 9:17-18; Matteo 15:22).

Alcune strane malattie si collocano nell’ambito della possessione (Luca 13: 11). Gli apostoli non hanno mai avuto mani e piedi forati, non hanno mai vissuto l’esperienza della bilocazione, non hanno mai emanato strani profumi o odori. Il loro profumo era quello di Cristo, cioè un carattere santificato dalla grazia di Dio. Non sono mai apparsi nel cielo.

Gesù disse:

«Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti. «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?” Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!” (Matteo 7:15-23).

«Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto» (Matteo 24:24-25).

L’apostolo Paolo scrisse:

“Questi tali sono falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere”. (2Corinzi: 11:13-15)

“Infatti il mistero dell’empietà è già in atto, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo. E allora sarà manifestato l’empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta. La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d’inganno e d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della verità per essere salvati” (2Tessalonicesi 2:7-10).

Giovanni evidenziò:

“E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. Essi sono spiriti di demoni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente” (Apocalisse 16:13-14).

E. G. White, nota autrice americana del secolo scorso, in diverse pubblicazioni sostiene:

“Satana mira a eccitare i sensi, a dirigere la mente al male, a volgere verso la violenza e il delitto. Vuole indebolire il corpo, oscurare l’intelligenza e avvilire la persona… Con le sue astute tentazioni Satana trascina gli uomini sempre più in basso, fino alla corruzione e alla rovina totale” (La Speranza dell’Uomo, pag. 241).

“La Parola di Dio dichiara che Satana compirà dei miracoli. Farà cadere ammalate molte persone, poi improvvisamente il suo potere satanico sarà da loro rimosso; allora tutti penseranno a delle guarigioni miracolose. Queste opere di apparente guarigione metteranno alla prova i credenti”. 2SM p. 53

“Presentandosi ai figlioli degli uomini come un grande medico, capace di sanare tutte le loro infermità, Satana provocherà malattie e calamità, tanto che città popolose saranno ridotte in rovina e desolazione. Egli è già all’opera, provocando incidenti e disastri sulla terra e sul mare: incendi, uragani, tempeste, grandinate, inondazioni, cicloni, maremoti e terremoti in ogni luogo e sotto mille forme. E così che egli esercita il suo potere. Distrugge le messi quasi mature e provoca carestie e distretta; inquina l’atmosfera, e migliaia di persone sono vittime di epidemie. E queste calamità saranno sempre più frequenti e disastrose. La distruzione si abbatterà sugli uomini e sugli animali (Isaia 24: 4,5). Infine il grande seduttore convincerà gli uomini che coloro che servono Dio sono la causa di tutti questi mali (GC., pag. 429).

“Lo spiritismo farà dei miracoli, guarirà dei malati e compirà prodigi innegabili…la loro opera sarà accolta come una manifestazione della potenza divina” (GC, pag. 428).

“Satana ha il potere di fare apparire davanti agli uomini le sembianze dei loro amici defunti. La contraffazione è perfetta: l’aspetto familiare, le parole, il tono della voce, vengono riprodotti con meravigliosa precisione. Molti sono confortati dalla certezza che i loro cari godono della felicità celeste e, non sospettando nessun pericolo, danno retta a «spiriti seduttori e a dottrine di demoni». (GC., pag. 402). Molti saranno visitati da spiriti di demoni che impersonificheranno congiunti o amici defunti e che insegneranno le eresie più pericolose” (CG., pag. 408).

Indubbiamente la vita del frate fu straordinaria, ma non divina. I suoi insegnamenti, le sue locuzioni, le sue estasi e bilocazioni, il suo profumo e le sue lotte demoniache, come anche le sue opere, hanno un odore di zolfo.

Note bibliografiche:
Beppe Amico, “Ipotesi su Fatima”, ed. Reverdito, Trento, 1977
E. G. White, “Il Gran Conflitto”, ed. AdV, Firenze, 1977
E. G. White, “La Speranza dell’Uomo”, Ed. AdV, Firenze, 1978
Enrico Malatesta, “L’ultimo segreto di Padre Pio”, ed. Piemme,1998
Renzo Allegri, “I miracoli di Padre Pio”, ed. Oscar Mondadori, 1996

Past. Francesco Zenzale

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