Quando appare la Madonna

madonnaDi Luigi Caratelli

Rimasi stupefatto quando nel corso di una trasmissione televisiva dedicata ai pianti delle varie madonne, Monsignor Esilio Tonini apostrofò alcuni dei tanti messaggi mariani oggi in circolazione come delle “scemenze”; e aggiunse: “la fede è un’altra cosa!”.
Esiste dunque in circolazione una falsa copia della madre di Gesù? Quella vera, si sa, esiste solo grazie alle scarne notizie offerteci dai vangeli.
Una mia amica cattolica mi confidava che leggendo il Vangelo notava, con tristezza, di quanto Gesù fosse duro con sua madre; ricordava il passo evangelico in cui è narrato l’episodio delle nozze di Cana. Gesù e sua madre sono invitati dagli sposi; ad un certo punto della festa, viene a mancare il vino. Maria accortasi del fatto cerca di sollecitare Gesù a fare qualche cosa. La risposta del figlio sembra, in effetti, scostante: “Che cosa c’è fra me e te o donna?”. Sembra scostante, ma non lo è. Gesù stava semplicemente ponendo al giusto posto gli attori del meraviglioso racconto che è appunto l’Evangelo.
Gesù è il Messia, il Salvatore; non Maria.
Gesù ha una missione da compiere nei confronti dell’umanità, e per questo è stato mandato dal Padre; Maria è soltanto il ‘veicolo’ umano scelto dall’Altissimo.
Gesù è Dio incarnato; Maria è, e rimarrà sempre una creatura.
No, Gesù non è scostante con sua madre: da vero profeta aveva già visto, nei secoli, che cosa di sua madre avrebbero fatto: una dèa.
Gesù ama sua madre, ma ha cura di aggiungere: “Chiunque fa la volontà del Padre mio, è mia madre e mio fratello”. E che Gesù ami la madre, lo dimostra alla croce: chiama il suo discepolo, Giovanni, ad esserle accanto, come figlio, per il resto della sua vita.
E’ vero; poche volte si parla di Maria nel Vangelo (1); certamente mai come una dèa.

Maria… agli inizi

Scrive il Miegge:

Nella letteratura sub-apostolica della prima metà del secondo secolo, regna un silenzio quasi completo sulla Vergine Maria. La Didachè, Clemente Romano, lo pseudo Barnaba, Erma, Policarpo, l’Epistola a Diogneto ( nella sua parte autentica), i più grandi apologisti, Atenagora, Taziano, Teofilo, i frammenti conservati dalle Apologie di Ermia, Quadrato, Aristone, Milziade non la menzionano affatto. Ignazio di Antiochia, nelle sue epistole autentiche la cita alcune volte e una volta Aristide, nei frammenti armeni della sua Apologia ad Adriano; sono i primi rudimenti del simbolo ‘apostolico’ che cominciano a disegnarsi… (2).

Della madonna che oggi appare in più di 600 posti diversi, si è detto e fatto di tutto; essa stessa, nelle sue varie comunicazioni ha preteso altari, si è proclamata dèa, corredentrice, immacolata concezione, mediatrice, vergine perpetua, senza peccato, immortale…e tante altre cose. Dunque, aveva ben detto Gesù, profeticamente: “Che cosa c’è fra me e te, o donna?”. Non certo per essere scostante con la madre, ma per salvarla dalle innumerevoli eresie di cui sarebbe stata fatta oggetto.
Nestorio, un padre della chiesa, diceva: “Non fate della Vergine una dea. Noi non abbiamo divinizzato colei che si doveva annoverare tra le creature…”. Gli fa eco Cirillo: “Noi sappiamo che appartiene all’umanità come noi!” (3).
Epifanio (fine del IV secolo) dovrà tuonare contro gli eccessi di alcune ‘sacerdotesse’ di Maria (4), affermando che:

Non si deve onorare al di là del giusto i santi, ma si deve onorare il loro Signore…Maria infatti non è Dio, né ha ricevuto il suo corpo dal cielo, ma da un concepimento, da un uomo e da una donna…Si onori Maria, ma si adori il Padre il Figlio e lo Spirito Santo. Nessuno adori Maria… Così dunque certe donnette non disturbino più la Chiesa e non dicano più: Noi onoriamo la Regina del Cielo, poiché dicendolo e offrendo le loro focacce, esse compiono ciò che è stato predetto, che alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni. No questo errore del popolo antico non prevarrà su noi al punto da allontanarci dal Dio vivente per adorare le creature, poiché se un angelo si rifiuta di essere adorato da San Giovanni (5), come lo rifiuterebbe ancor più colei che non fu che la figlia di Anna (6).

Possiamo riprendere alcuni passaggi dello scritto di Epifanio, per fissare alcuni punti fermi. Innanzitutto, la decisa proibizione di prestare culto a Maria (7). In secondo luogo, la condanna per quanti fanno della Vergine una dèa. Epifanio colloca Maria al di sotto degli angeli, mentre i moderni teologi la hanno innalzata così tanto da oscurare il Figlio e lo stesso Padre.
Ancora, secondo il padre della chiesa, coloro che rendono culto a Maria adempiono una profezia che l’apostolo Paolo aveva fatta a Timoteo, e cioè che nella chiesa sarebbero comparse delle eresie; queste eresie sarebbero state ispirate direttamente dai demoni (potremmo definirle delle comunicazioni spiritiche), ed è sconcertante apprendere che Epifanio definisce il culto a Maria una dottrina demoniaca.
Mi chiedo se i moderni ‘padri della chiesa’ siano coscienti del grave allontanamento da loro realizzato nei confronti della verità evangelica? Perché oggi, soprattutto nella chiesa Cattolico-Romana, non si è tenuto conto di queste chiare indicazioni dei padri dei primi secoli?

Il sole ballerino

La figura di Maria è carica di significati affettivi e psicologici per una gran massa di fedeli. Ella è la mamma celeste che protegge da un Dio inarrivabile e spesso troppo irato. E’ il simbolo della culla, della protezione e della mediazione. Ma benchè tutto ciò risponda a una qualche logica di carattere emozionale, non trova riscontri nella Parola del Signore. Non per ciò che riguarda la teologia perlomeno.
Come si è dunque giunti all’esagerazione mariana dei nostri giorni?
E’ risaputo che la storia del Cattolicesimo riferisce di apparizioni mariane più o meno in tutti i secoli, tranne che per i primi tre secoli. E questo già fa pensare: possibile che nei secoli più vicini alla persona in oggetto, di essa si dica poco o niente, e che la sua importanza esploda solo in secoli a noi vicinissimi?
Soltanto nel V secolo, a cinquecento anni di distanza dal periodo della vita terrena di Maria, appare una leggenda sul rapimento della vergine in cielo. Una leggenda e basta.
Solo su questa unica scorta, e dopo quasi diciannove secoli, Pio XII decide di proclamare il dogma dell’assunzione corporale di Maria in cielo.

Scrive il Comba:

Prima i dogmi ecclesiastici erano una interpretazione, una precisazione e una definizione d’una verità di fede rivelata mediante testimonianze esplicite o almeno implicite nella sacra Scrittura, e mediante la testimonianza della tradizione ecclesiastica. Ma questa volta, la prima in cui il papato esercita il suo primato dell’infallibilità dopo la sua definizione del 1870, viene decretata l’esistenza di un fatto che non è attestato da nessun documento storico dell’epoca e che apparisce con tutti i caratteri di una leggenda cinque secoli più tardi. E’ enorme, questa sfida lanciata in pieno XX° secolo contro i metodi più incontestati della ricerca storica e della dimostrazione della verità (7).

All’indomani della definizione del dogma, non rimasero sconcertati soltanto i protestanti, ma molti dei teologi cattolici stessi.

Scrissero Bennet e Winch:

Quasi ovunque regna oggi uno spirito di tolleranza…Sarebbe estremamente deplorevole, se Roma facesse un passo indietro, e ponesse un nuovo, non necessario ostacolo sulla via dell’unità, nella forma di un dogma, che non è accolto come dogma da nessun’altra comunità cristiana…L’Anglicanesimo…è troppo consapevole della somma importanza dell’autorità dell’antichità cristiana, perché possa prendere in considerazione il riconoscimento dell’assunzione corporale di Maria…Quanto alle comunità protestanti…questa concezione…sembrerà loro una favola, e la sua elevazione a dignità di dogma come quasi irreligiosa (8).

Max Thurian, teologo della comunità ecumenica di Taizé, aggiunse il suo sdegno definendo il dogma come “…una dottrina priva di fondamento storico” (9). Altri eminenti teologi parlarono di “bestemmia”, “intoppo”, “anacronismo”.
Privato delle sue basi evangeliche, patristiche e storiche, su quale base si è potuto reggere il dogma?

Da un rapporto intitolato: Il Papa dell’Assunzione e Fatima, e firmato dal Cardinale Federico Todeschini, si legge:

Erano i giorni della definizione dell’Assunzione della Santissima Vergine Maria. Durante uno di questi, incontratomi con Sua Santità…il santo Padre, visibilmente emozionato si degnò di confidarmi ciò che segue: ‘Ieri, ho visto un prodigio che mi ha profondamente impressionato’.E mi narrò di aver visto il sole sotto la stessa forma, con quegli stessi prodigi, in quella stessa apocalittica convulsione, che noi sappiamo essersi prodotta davanti a 70.000 persone a Fatima…Era il 30 ottobre 1950 – mi narrò – l’antivigilia del giorno che l’intero mondo cattolici attendeva con impazienza, quello della solenne definizione dell’Assunzione in cielo della Santissima Vergine Maria. Verso le quattro del pomeriggio…fui colpito da un fenomeno che non avevo mai visto prima di allora. Il sole, ancora abbastanza alto, appariva come un globo opaco…si muoveva verso l’esterno…ruotando…Lo stesso fenomeno si ripetè il giorno dopo, il 31 ottobre e il 1° novembre, giorno della definizione; poi l’8 novembre, ottava di quella solennità (10).

Un sole che ruota è molto più ‘teologicamente corretto’ del vangelo, della Patristica e della storia?
A parte le considerazioni di carattere psicologico, che ci possono portare a pensare ad un’allucinazione subita dal papa, ci sono considerazioni molto più importanti da fare proprio in riferimento alla strumentalizzazione di carattere politico delle vicende di Fatima. Ne parleremo più avanti.
Tutto troppo ‘nebuloso’ per proclamare una cosa seria come un dogma. E, dato il tema del libro, se il papa fosse stato vittima di un inganno spiritico? Assurdo pensarlo? Continuiamo ad andare avanti.

E tu, madonna, chi sei?

Il Vaticano, ad ogni buon conto, non riconosce come valide tutte le apparizioni mariane di questi ultimi decenni: Maria , neppure in casa sua padrona incontrastata.
In un numero del mensile “Jesus” (11), compariva la lettera di un lettore, il quale chiedeva al teologo di turno il perché del silenzio del vaticano sulle parole della madonna di Fatima , riguardo al famoso ‘terzo segreto’.. Il teologo rispondeva esemplarmente affermando che non era il caso di parlare di “messaggi della madonna…parole della madonna”, ma più correttamente di “parole che Lucia attribuisce alla madonna di Fatima”. Chi ha orecchio per udire, oda. E tanta prudenza è comprensibile se si tiene conto, per usare ancora la simpatica espressione del Monsignor Tonini, delle innumerevoli “scemenze” scaturite da innumerevoli presunte comunicazioni mariane.
Sono “scemenze” anche quelle a cui crede Don Stefano Gobbi, fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano, e beneficiario di una sorta di locuzione interiore, quasi un filo diretto con la madonna?
Il divino non ha paura di essere messo alla prova; proviamo, dunque.
Dal “Diario” del sacerdote Gobbi leggiamo: “Voglio (è la madonna che parla, ndr) che i miei sacerdoti vivano sempre e solo nella fiducia più grande in me. Devono attendersi da Me ogni cosa, anche per quanto riguarda la loro vita e i mezzi per vivere” (12).
E ancora: “Non tocca a te pensare quello che è per il tuo bene; non fare progetti, non costruire il domani perché, vedi, Io mando tutto all’aria e tu poi ci resti male. Perché non vuoi fidarti di me? Lascia che sia Io a costruire, momento per momento, il tuo avvenire” (13).
A La Salette, nel 1846, l’entità mariana riferiva alla veggente: “Se voglio che Mio Figlio (Gesù) non vi abbandoni, debbo pregarlo incessantemente” (14).
Al veggente Vittorio Spolverini, di Farra d’Isonzo, Gorizia, la madonna ha detto: “Dio ha concesso a Satana un secolo per fare il pieno di anime. Ma la Vergine non è d’accordo. Così ora che il secolo sta per finire, e Satana sta accelerando i tempi…la Madonna è scesa decisamente in campo” (15).
Renato Baron, veggente di Schio, Vicenza, riceve dalla madonna questo messaggio: “Un giorno molto vicino dovrai dire ai responsabili della chiesa che Gesù vuole che la madre sia regina del mondo…e non permetterà mai l’errore di allontanarla dagli altari…Il mondo vuole Maria e Maria salverà il mondo” (16).
Gesù non commetterà mai questo errore, dal momento che già dal Vangelo siamo informati che ha fatto di tutto, lo abbiamo visto, per tenere la madre lontana dagli altari.
Ma alcuni continuano a pensare che sia meglio ascoltare il “così dice il popolo”, anziché l’evangelico “così dice il Signore!”.
Queste ‘madonne’ sono decisamente in contrasto con le più belle verità della Sacra Scrittura: “devo pensare a tutto io”, avrebbe detto la presunta madonna a Don Stefano Gobbi; nel Vangelo, Gesù così si esprime: “Dimorate in me…senza di me non potete fare nulla” (17). Così dice di Gesù l’apostolo Pietro: “E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome, per il quale noi abbiamo ad essere salvati” (18). Nessun altro nome: neppure quello di Maria.
Fanno rabbrividire le pretenziose dichiarazioni di madonne che si mettono al posto di Dio; dipingendolo dapprima come un Titano assetato di sangue, e prendendo poi al Suo posto decisioni su chi salvare o meno.
Come conciliare con il Vangelo, dal quale le madonne dovrebbero pur attingere per proclamare le loro ‘verità di fede’, le conturbanti visioni di un Gesù despota da imbonire incessantemente? O, se vogliamo, come conciliare le drastiche immagini mariane con le meravigliose testimonianze che Gesù offre di se e del Padre; e del tenero affetto che entrambi nutrono per ogni essere umano? Nel vangelo è scritto: “Io altresì vi dico: chiedete, e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate, e vi sarà aperto. Poiché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia… E chi è quel padre tra voi che, se il figliuolo gli chiede un pane, gli dia una pietra?…Se dunque voi… sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano” (19).
Credo di non ferire nessun cattolico se affermo che queste madonne non sono in armonia col Vangelo. Neppure credo di scandalizzare quando sostengo che le dichiarazioni ( o “scemenze”) di queste madonne, tutte tese a ritoccare le più belle verità evangeliche, ricordano in maniera impressionante, anche quando si sforzano di parlare di ‘pace’, i contenuti dei messaggi propinateci dalle entità spiritiche. C’è decisamente il rischio che molti sinceri fedeli cattolici abbiano dato credito a “dottrine di demoni”. Era proprio ciò che Epifanio voleva evitare accadesse .
La scrittrice cristiana Ellen White, afferma che gli angeli di Satana, per cercare di sviare gli uomini, si sarebbero manifestati anche nelle vesti degli apostoli, dei santi e, aggiungo io, della madonna, allo scopo di correggere quanto affermato dalla Bibbia: “Gli apostoli impersonificati da questi spiriti bugiardi, contraddicono quanto scrissero sotto la guida dello Spirito Santo mentre erano sulla terra” (20).

Troppe bugie, signora madonna

Ciò che smaschera decisamente l’entità mariana sono le numerose contraddizioni in cui è caduta. Ci vorrebbe un’intero libro per esaminarle tutte. Ci limiteremo a riportare esempi da una delle manifestazioni più seguite: quella di Medjugorjie.
Il 19 maggio 1982, al giovane veggente Ivan, la ‘madonna jugoslava avrebbe lasciato il seguente messaggio: “La Santa Vergine …lascerà un segno…Ci sarà un grande santuario a Medjugorje, a ricordo delle mie apparizioni e questo santuario sarà a mia immagine …il segno si realizzerà nel sesto mese” (21). Il segno non si realizzò.
A Vicka, altra veggente, il 27 agosto del 1981, la ‘madonna’ aveva già attestato che il segno si sarebbe “verificato presto”; invece, in due apparizioni successive, il 31 agosto 1981 e il 3 settembre 1981, l’entità si limitò a ripetere che ci voleva “un po’ di pazienza”. Da allora ha sempre regnato la pazienza. Commenta Monsignor Pavao Zanic : “Vicka ha detto…che il segno sarebbe stato dato prima che il suo papà ritornasse dalla Germania. Ed egli doveva venire verso il Natale del 1981. Questo segno…fu annunciato al pubblico molte volte: per l’Immacolata del 1981, per il Natale dello stesso anno, per il Capodanno 1982 ecc. Naturalmente quando non è successo nulla, i veggenti hanno detto: ‘Noi non lo abbiamo detto!’” (22).
Bisogna commentare oltre? Chi ha mentito: i veggenti che non hanno mai visto nulla o che, nel migliore dei casi, sono stati vittime del loro psichismo ultraeccitato; oppure la ‘madonna’, che non è capace di mantenere le promesse ? E se i veggenti sono in buona fede, hanno cioè realmente visto un’apparizione, allora ne consegue che questa non può essere la Maria del vangelo. La conferma giunge da un altro degli strafalcioni dell’entità di Medjugorje: il 26 giugno 1981, davanti ad una folla di circa 3000 persone, la veggente Ivanka cade in trance, e in quello stato rivolge alcune domande all’apparizione. Chiede informazioni sulla mamma, morta da poco. L’entità le assicura che sua madre è felice nel cielo; e in una successiva visione la ragazza vede direttamente lo spirito della madre in paradiso (23). Ecco come l’entità di Medjugorje, dimenticando che la Bibbia parla diffusamente del sonno dei morti, inganna una ragazzina ricalcando pedissequamente le orme delle entità dello Spiritismo.

Le guarigioni miracolose

Non possiamo pensare che Dio sia incapace di fare dei miracoli; dubitiamo invece che tutti i miracoli siano da attribuire alla Sua azione. Gesù ci aveva messo in guardia: “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti…Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciato demoni, e fatto in nome tuo molte opere potenti? E allora dichiarerò loro: io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori di iniquità” (24).
In questo brano evangelico, il Signore illustra la differenza tra i miracoli divini e le contraffazioni demoniache (25), ci fa capire che i famosi frutti sbandierati da tanti sostenitori delle apparizioni mariane: le guarigioni, le conversioni, il cambiamento di abitudini, non sono i frutti a cui Lui fa allusione. Intendiamoci, non si vuole sostenere che una conversione, ad esempio, non sia un segno dell’azione e della presenza di Dio; ma Gesù menziona un frutto che è inequivocabile, fondamentale: l’adesione alla Parola di Dio. Infatti, il termine greco per ‘iniquità’, significa ‘senza legge’; per cui, per Gesù, nessun frutto è testimonianza e prova della presenza di Dio se chi lo esibisce non si fonda sull’insegnamento della Bibbia. In altre parole: ci sono persone, o entità, che possono fare dei grandi miracoli, ma se non sono autorizzati dal Signore, utilizzano poteri che da Lui non provengono.
D’altronde, come giudicare frutto inequivocabile una conversione? A chi si converte colui che segue la madonna? E quand’anche il frutto fosse una guarigione, anche allora saremmo tenuti a dubitare se la fonte miracolosa indirizza a messaggi, a conoscenze, ad azioni che la Bibbia non approva. La Bibbia approva le apparizioni mariane? Lo vedremo.
Quando si tratta di miracoli, spesso non è neppure necessario ricorrere alle categorie del divino, del soprannaturale.

Il prof. Franco Granone, studioso dei fenomeni di guarigione dichiara:

I meccanismi biologici è probabile che entrino in causa anche in molte cosiddette guarigioni miracolose; ogni qual volta cioè una forza mistica, esaltata dalla fede, dall’aspettativa e dall’ambiente ( come accade nei luoghi sacri), procura quegli stati di estasi che tanti punti in comune hanno (fisiologicamente parlando) con gli stati di trance ipnotica autoindotta o di sonnambulismo…In tali condizioni l’iperattività del complesso ipotalamico eccita e potenzia la corticalità vegetativa, inibendo quella intellettiva, e realizza per via indiretta, sia per mezzo dei riflessi cortico-viscerali, delle correlazioni psicosomatiche eccezionali per intensità e volume, tanto da poter arrivare a fenomeni di parcellari distruzioni e reintegrazioni cellulari (26).

Infatti, gli studi fatti sui ‘miracolati’ di Lourdes, dal 1921 al 1959, hanno dimostrato che quattro miracolati erano al di sotto dei cinque anni; sei erano al di sotto dei dieci; sette al di sotto dei quindici. Le guarigioni più numerose si sono avute per la fascia d’età compresa tra i quindici e i trenta anni, seguite, nettamente a distanza, da quelle della fascia dai trenta ai quaranta, e dalla fascia dai quaranta ai sessanta. Due sole guarigioni al di sopra dei sessanta anni.

Risulta pertanto – continua il Prof. Granone – che l’età della vita in cui più facilmente accade l’evento miracoloso che, biologicamente parlando, possiamo considerare un evento psicosomatico, è quella in cui più rigogliosa è la vita istintivo-affettiva e più valida è la potenza plastica delle immagini. Quasi che esso, per compiersi, abbia bisogno di un potenziale energetico, come solo particolari stati di pathos e di trance ipnotica possono suscitare; mentre dove l’organismo, o perché immaturo, o perché vecchio, non ha a disposizione tali ricchezze energetiche e possibilità vitali, l’evento miracoloso difficilmente accadrebbe (27).

Nulla di sovrannaturale, in questo caso.
Di sovrannaturale si deve invece parlare per il fenomeno studiato dal Prof. Libinski. Lo studioso, con uno strumento che misura la ionizzazione dell’aria , ha cercato di scoprire se le apparizioni di Medjugorje siano solo frutto di isteria collettiva, oppure accadimenti sovrannaturali.
Il venerdì 15 marzo 1985, nella chiesa di Medjugorje, in assoluto stato di silenzio, al momento in cui i veggenti sono caduti in trance, lo strumento del professore ha misurato fino a 100.000 millirads per ora. In un raduno sportivo, molto popolato, se ne sprigionano appena 20. Ciò dimostra l’eccezionalità del fenomeno stesso, impossibile da produrre con la sola suggestione. Crediamo quindi, che le apparizioni di Medjugorje siano un fatto soprannaturale, ma non necessariamente divino.
Tutte le entità, buone o cattive che siano, essendo pura energia, sono in grado di produrre il fenomeno della ionizzazione dell’aria. E se fosse una entità malvagia che, per potersi rendere credibile e far accettare i suoi falsi messaggi, ionizza l’aria sul luogo delle apparizioni, fino a produrre il senso fisico di benessere e di pace da molti avvertito in tali circostanze, come fare ad esserne coscienti? Dai frutti di guarigione? Dalle sensazioni psico-fisiche che si sperimentano?
Detto in altra maniera: quando delle persone che sono state sul luogo di una apparizione, testimoniano di aver sperimentato un senso di serenità, ci stanno in realtà dicendo di essere state immerse in un campo di aria ionizzata. E questo non è un miracolo. Perlomeno non è un segno inequivocabile che l’apparizione sia di origine divina anziché demoniaca. Ecco perché neppure Gesù si è fidato dei suoi sensi, ma ha risposto a Satana che lo tentava con un “Così sta scritto”.
Se l’entità, foss’anche la madonna, devia dal “così sta scritto”, non ci sono sensazioni o miracoli che tengono: non siamo autorizzati a darle credito.
Satana stesso, ci dice l’apostolo Paolo. “si traveste da angelo di luce”…quindi, anche da ‘madonna’.

E Fatima?

Uno dei più grandi teologi dei nostri tempi, Hans Kung, è convinto che Fatima sia una mistificazione. Secondo il giurista francese Edmond Paris, invece, è una colossale bugia che ha rischiato, e potrebbe ancora rischiare, di deviare il corso degli eventi storici.
Noi siamo convinti che a Fatima, nel 1917, sia avvenuto qualcosa che ha a che fare col sovrannaturale, ma che non sia di origine divina. Lo vedremo meglio nel prossimo capitolo; intanto è interessante prendere in considerazione la tesi del Paris, dal momento che di lati oscuri a Fatima ce ne sono stati in gran quantità.
Innanzitutto Lucia, una delle veggenti di Fatima, ha scritto le rivelazioni dell’apparizione soltanto tra il 1936-1937, e poi verso il 1941-1942, su richiesta dei suoi superiori. In poche parole, le famose profezie di Fatima, non sono state fatte conoscere al mondo se non quando tutti gli eventi profetizzati hanno avuto luogo. Sono, insomma, rivelazioni post-datate; nota il Paris:

Lucia, in effetti, e come ci si doveva attendere, ha preso i voti. E’ dal profondo del suo convento ch’ella ha completato a più riprese, su richiesta dei superiori, ciò che le aveva detto la Signora nel 1917, e questi ricordi s’adattano, come per combinazione, alla situazione internazionale del momento in cui essa li redigeva (28).

I fatti danno ragione al Paris: il 13 giugno 1917, in occasione della seconda apparizione, la madonna avrebbe comunicato a Lucia la prossima morte degli altri due veggenti, Giacinta e Francesco. Di li a poco, in effetti, la peste spagnola ucciderà il ragazzo nel 1919, e sua sorella nel 1920: “ma…-commenta ancora Edmond Paris –questa rivelazione della Signora, che costituisce il ‘piccolo segreto’ di Fatima, non fu comunicata che nel 1927 da Lucia, che aggiunse ancora qualche dettaglio supplementare nel 1942” (29).
Nel corso della terza apparizione, quella del luglio 1917, la ‘madonna avrebbe invece rivelato fatti di alta politica internazionale. Purtroppo, anche in questo caso, anziché essere rivelati immediatamente, gli avvenimenti furono fatti conoscere al mondo soltanto nel 1942, anno in cui Lucia redasse le memorie. Parte del messaggio diceva:

La guerra va verso la fine, ma se non si smetterà di offendere il Signore, sotto il regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore”; poi si aggiungeva che se i peccatori “faranno ciò che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace…per impedirla (la seconda guerra mondiale, ndr) verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato…Se daranno ascolto alle mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori… (30).

Dunque, la madonna annuncia il castigo dei peccatori per mezzo di una guerra. Guerra che poteva essere evitata se la Russia si fosse consacrata a lei. Ma, ci domandiamo: quale avvertimento hanno potuto ascoltare i peccatori, se questo è stato pubblicato solo dopo che gli avvenimenti che dovevano essere scongiurati erano già alle spalle, cioè accaduti?
Incredibile pastrocchio, se si aggiunge che nella comunicazione mariana succitata, la stessa madonna aveva cura di raccomandare ai veggenti di “non dire nulla” del contenuto del messaggio. Come sarebbe a dire ? Prima l’entità prevede una terribile guerra, che può essere evitata ascoltando i suoi consigli, e poi, si premura che gli stessi consigli non vengano resi noti. Questo è quello che illustri commentatori hanno definito “il grande avvertimento mariano”; “Singolare avvertimento – commenta il Paris -, che attende che il male sia fatto per esprimersi”. Ugualmente, un sincero cattolico, il religioso Michel Agnellet commenterà: “Questo testo- che perde evidentemente un po’ del suo valore profetico dall’istante in cui, comunicato nel 1917, fu pubblicato soltanto nel 1942 – è sufficientemente sconvolgente per aver bisogno, crediamo, di commenti” (31). Infatti ci chiediamo: quali commenti può suscitare un testo ‘profetico’ reso pubblico con 25 anni di ritardo? Chi ha ingannato chi?
Questo ‘segreto’ fu reso pubblico “per il bene delle anime” da papa Pio XII, nell’ottobre del 1942; e cioè nel momento in cui l’armata hitleriana, dopo i disastri subiti in Russia, riprendeva disperatamente l’offensiva, e nello stesso momento in cui la Chiesa Cattolica, per voce del Cardinale Baudrillart a Parigi, lanciava appelli ai volontari che avrebbero dovuto soccorrere i nazisti: “E’ in questo momento- aggiunge Edmond Paris -, il 31 ottobre 1942 esattamente, che S.S. Pio XII, il papa più germanofilo della storia…pronunciò “la consacrazione del mondo e della Russia al Cuore Immacolato di Maria”. Singolare coincidenza” (32).
Ecco come una ‘profezia’, che il mondo non conosceva, potè tornare utile anche con venticinque anni di ritardo.
Stesso discorso è da farsi per ciò che riguarda il famoso “terzo segreto”, che il Vaticano avrebbe rivelato il 13 maggio 2000. Di questo fatto ho parlato più ampiamente in un altro libro (33).

Ma la menzogna, no!

Potrebbe la madonna mentire? La madre di Gesù, no; l’entità di Fatima si.
Il canonico Formigao intervistò Lucia la sera stessa dell’apparizione del 13 ottobre 1917 domandandole di riferire esattamente le parole della madonna: “Ella ci ha detto…che la guerra finirà oggi e che possiamo attendere i nostri soldati molto presto”, rispose la veggente. Le stesse parole furono riportate dal redattore capo del giornale O Seculo, che così scrisse: “Lucia, colei che parla con la Vergine, annuncia con atteggiamenti teatrali, sul collo di un uomo che la trasporta di gruppo in gruppo, che la guerra è finita e che i soldati rientrano” (33).
Il canonico Formigao tornò da Lucia il 19 ottobre, e le pose di nuovo la domanda: “il 13 corrente, Nostra Signora ti ha detto che la guerra sarebbe finita il giorno stesso ?”,
“Ecco quello che ha detto – rispose Lucia -: ‘La guerra finisce oggi, e che possiamo attendere i nostri soldati’”
“Ma riscontro che la guerra si protrae – ribadì Formigao – I giornali notificano che ci sono stati dei combattimenti dopo il 13: Come si può spiegare ciò?”.
“Io non lo so…- terminò Lucia – Io ho ripetuto le stesse parole di Nostra Signora”
Da parte nostra però sappiamo che alla ‘madonna’ di Fatima non si addice il ruolo di profetessa: l’armistizio ci fù esattamente un’anno più tardi, l’11 novembre 1918.
Decisamente ingenuo è invece l’atteggiamento dell’entità quando, in occasione della quarta apparizione, del 13 agosto 1917, constatò che i veggenti non erano giunti all’appuntamento perché trattenuti dall’autorità civile; la ‘madonna’ avrebbe dovuto saperlo perché, si suppone, di natura divina. Invece sembra ignori ogni cosa poiché, riferisce il teologo Barthas: “La Signora, li aveva (i veggenti) attesi invano”. Per parte nostra ci sforziamo di esercitare il saggio dono dell’incredulità, lo stesso sarcasmo ci fa difetto e non ci pare assolutamente indicato all’indirizzo di quei milioni di sinceri credenti cattolici, continuamente raggirati da simili sciocchezze. La loro fede e la loro intelligenza meriterebbero di più!
E già che ci siamo, in tema di menzogne, ricordiamo che L’Osservatore Romano, organo ufficiale della santa Sede, nel tentativo di dare credibilità al fenomeno Fatima, il 18 novembre 1951 pubblicò due foto del famoso ‘prodigio del sole’ avvenuto nel corso dell’ultima apparizione; la didascalia così recitava: “L’origine delle due fotografie che noi riproduciamo è rigorosamente autentica”.
Purtroppo per L’Osservatore, L’Associated Press e il New York Herald dimostrarono, prove alla mano, che le due foto riproducenti il “più sensazionale miracolo dei tempi moderni”, erano dei falsi. Erano state scattate nel 1922, e non nel 1917, e rappresentavano il sole al livello dell’orizzonte, mentre il presunto miracolo del sole di Fatima avvenne quando l’astro era in pieno mezzodì.
Poco credibile risulterà l’Osservatore Romano, che dovette ammettere lo smacco.
E se Fatima fosse tutto un’imbroglio, come le due foto dell’Osservatore Romano? C’è di che essere inquieti. Anche se si è cattolici, anzi, a maggior ragione. Forse è per questo motivo che un cattolico convinto come Hans Kung sarebbe tentato di rivelare tutto ciò che sa sul caso. In un intervista rilasciata al giornalista Antonio Padalino, di Panorama, il teologo ha affermato: “Ho studiato il caso Fatima, ho gli atti in archivio a Tubinga, ho mandato un rapporto a molti cardinali: non ho mai raccontato nulla, ma se mi fanno innervosire pubblicherò tutto” (34).
Se ciò contribuisse alla scoperta della verità, allora noi sollecitiamo ansiosamente Hans Kung a rivelare tutto ciò che sa.

Povera Maria!

Non potevamo chiudere un capitolo sulle apparizioni mariane senza menzionare i fatti che hanno catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica, non solo di parte cattolica, negli ultimi anni del ’90: le lacrime della statuetta di Civitavecchia.
Molto dura, a riguardo, è stata la teologa cattolica Adriana Zarri, che ha definito le masse accorrenti a Civitavecchia, ignoranti sul contenuto della Rivelazione: “Coloro che vanno in pellegrinaggio a Civitavecchia, non conoscono la Bibbia”, ha sentenziato.

Le ha fatto eco l’antropologa Ida Magli:

La vicenda della presunta lacrimazione di Civitavecchia è una storia così evidentemente rozza che non varrebbe neppure la pena di parlarne perché offende la coscienza di tutti i credenti. Quella statuetta di gesso e tutto ciò che si è creato attorno ad essa rappresenta una regressione proprio sul piano religioso. Si pensi a cosa combinò Mosè col vitello d’oro che gli ebrei, a sua insaputa, avevano costruito e volevano adorare. E’ proprio dal punto di vista del cristianesimo che questi fenomeni sono pericolosi perché introducono nella credenza popolare elementi che appartengono alla cultura pagana (35).

Possiamo sorvolare sulla diatriba degli esami del dna negati e sulla matrice maschile del plasma asportato dalla statua. Ma non possiamo tacere ciò che avrebbe da dire la Bibbia a tutti i fedeli di Civitavecchia.
Sappiamo che Maria era di stirpe ebraica e che osservava fedelmente i comandamenti del Signore. Uno di questi comandamenti, il secondo per l’esattezza (36), le proibiva di farsi “scultura e immagine alcuna di ciò che è lassù nei cieli e quaggiù sulla terra”, e di prostrarsi “dinanzi a tali cose…”. Maria, finché ha vissuto su questa terra, si è attenuta scrupolosamente a tali comandi: come potrebbe allora, adesso che, si suppone, sia in cielo accanto alla Deità, permettersi di far lacrimare suoi simulacri e spingere così migliaia di sinceri fedeli a trasgredire quel comandamento da lei osservato? Non può farlo, perché Dio lo ha vietato in eterno. Ne consegue che Civitavecchia, ed esperienze consimili, non sono fenomeni suscitati da Dio.

Ci associamo interamente allo sdegno di don Franco Barbero, sacerdote, che legge e vive la verità del Vangelo. Ha voluto dire la sua, scrivendo una ipotetica lettera a Maria, con queste parole:

Cara Maria di Nazareth…Ho l’impressione…che da un po’ di tempo gente troppo ‘zelante’ ti stia facendo un brutto servizio. Proclamano ai quattro venti che tu sei apparsa qua, apparsa là…tanto da farti sembrare ora una maga, ora una fatina, ora una befana in vena di strane comparse…sei diventata un sicuro investimento. Anche quando il dollaro scende, le ‘azioni’ mariane continuano a salire…Mi spiace per te, Maria di Nazareth, ma molto di più per questo commercio che rischia di travolgere la fede dei più semplici…quante stupidaggini ti fanno dire in queste supposte apparizioni! Ti mettono in bocca messaggi di angoscia e di minaccia che non hanno nulla in comune con la gioia e la speranza dell’Evangelo…Continuerò a pensare a te come donna e come credente la cui storia ha molto da insegnarci. Tu non sei la bambola di gesso che le nostre teologie maschili hanno fabbricato…Ci sarà forse qualche dogma da archiviare e qualche migliaio di santuari da chiudere e ‘riconvertire’, ma l’Evangelo può esigere da noi questo e altro”.

Ci sta a cuore rimarcare che è l’Evangelo ad esigerlo, non certo le nostre convinzioni particolari.
L’entità mariana non ha il passaporto del cielo, e nel prossimo capitolo capiremo perché.

Note:
(1)
Luca 1:26-38; Giovanni 2:1-10; Luca 2:39-52; Luca 8:19-21
(2) Miegge Giovanni: “La Vergine Maria”, Claudiana, Torino, 1982, p.33
(3) Cirillo “Adversus Nestorium”, I, 9-10; P.G. 76-57
(4) Il riferimento è alle “Colliridiane”, un gruppo di donne che formavano una piccola setta in Arabia. Il loro culto consisteva nell’offerta di focacce di farina d’orzo (collirydia) alla Vergine del Cielo, alla stregua delle sacerdotesse pagane (vedere Geremia 7:18)
(5) Apocalisse 19:9,10
(6) Epifanio, “Panarion” 78,24; 79, 4,7
(7) Comba Ernesto: “Cristianesimo e Cattolicesimo”, Ed. Claudiana, Torino 1981, p. 293
(8) Bennet-Winch: “The Assumption of Our Lady and Catholic Theology”, London, 1950, pp. 109-112
(9) Thurian: “Le Dogme de l’Assumption”, in ‘Verbum Care’, vol.V, n° 17-20, p.11
(10) Réju Daniel: “Il terzo segreto di Fatima”, Ed. Mediterranee, Padova, 1981, pp. 57,58
(11) Benassi Vincenzo: “L’enigma Fatima”, in ‘Jesus’, marzo 1987
(12) Gramaglia Pier Angelo: “Verso un rilancio mariano?”, Claudiana, Torino, 1985, p 13
(13) Idem: pag.14
(14) “E’ in atto la profezia di Fatima”, Ed. Aggeo, Gavinana, p. 4
(15) “Il Gazzettino”, Treviso, venerdi 4 novembre 1988
(16) “Messaggi della Madonna al gruppo di preghiera di Schio”. Edito dal gruppo omonimo.
(17) Giovanni 15:4,16
(18) Atti 4:12
(19) Luca 11:9-13
(20) Ellen G. White: Il Gran Conflitto, Edizioni ADV, Firenze, 1979, p. 406
(21) Gramaglia Pier Angelo: “L’equivoco di Medjugorje”, Claudiana, Torino, 1987, p. 97
(22) Gramaglia: “Verso un rilancio mariano?”, op. cit. p.34
(23) Idem: p 36
(24) Matteo 7:15-23
(25) Anche Satana e i suoi demoni fanno miracoli: Matteo 24:23-26; II Tessalonicesi capitolo2
(26) Granone Franco: “Trattato di ipnosi”, Torino, 1983, p. 399
(27) Idem
(28) Paris Edmond : ‘’ Les mystères de Lourdes, La Salette, Fatima ‘’, Union de défense protestante suisse, Yverdon, 1971, p.126
(29) Idem : p. 12
(30) Mantero Piero: ’’La profezia di Fatima e la conversione della Russia“, Ed. Segno, Udine,1992, p.12
(31) Paris Edmond: op. cit. p. 133
(32) Idem: p. 134
(33) Idem: pp.139,140
(34) Padalino Antonio:”Mi permetta, Santità, Lei è un uomo del Medioevo”, su ‘Panorama’ del 8. gennaio 1998
(35) Montali Gabriella: in ‘Oggi’ del 19 febbraio 1997, p. 88
(36) Esodo capitolo 20

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