Quando lo spirito dice delle bugie

oui-jaDi Luigi Caratelli

Gli spiritisti ci informano che i peggiori rischi in campo medianico possono derivare dal contatto con le entità ‘basse’. Ci dicono anche, che le entità di luce non possono ingannare e si riconoscono dal tenore elevato dei loro messaggi. A noi, invece, un dubbio sorge e persiste assillante: come poter riconoscere un’entità bassa che si traveste da entità di luce? Dai messaggi? Ma se anche ‘entità’ più visibili, ad esempio i nostri politici, sanno mentirci comunicando parole bellissime! Io, povera creatura mortale, reso sospettoso dai mille trabocchetti che gli umani disseminano sul mio cammino, come posso abboccare in pieno quando uno spettro mi dice di essere ciò che è? L’autocertificazione snellirà pure le file ai mille sportelli delle nostre istituzioni e uffici, ma non basta di fronte alle drammatiche esigenze di chi fa anticamera dinanzi all’eternità.
Alle promesse dello Spiritismo credono, soprattutto, coloro che sono assetati di verità spirituali e che, nella ricerca di tali verità, sono disposti a spendere tempo, denaro e credibilità. Una folta schiera di tali ricercatori è costituita da quanti hanno perduto un congiunto amato, e non si sono affatto rassegnati all’idea di una separazione totale. Spesso allo Spiritismo e alle sue lusinghe credono proprio coloro che sono riusciti a mantenere quasi intatti sentimenti di amore, fratellanza, solidarietà, profonda religiosità. Si può quindi essere tentati di pensare che lo Spiritismo rappresenti la giusta risposta alle migliori aspirazioni dell’uomo. Ma è proprio così?

Entità di luce

Rosi dal dubbio sospettavamo che una qualsiasi entità bassa possa travestirsi da entità di luce e proclamare sermoni edificanti; magari al solo scopo di avere una platea. Molti narcisisti dell’aldiquà sostengono quotidianamente rappresentazioni fittizie nel disperato tentativo di accaparrarsi un briciolo di attenzione; e visto che l’aldilà, a detta degli stessi spiritisti, non difetta di tali anime di bassa lega, quale assicurazione ho che le belle comunicazioni propinatemi da quella che considero un’entità elevata, non siano invece che esercizi narcisistici di una entità poco raccomandabile?
Dal The Medium and Daybreak del 2 maggio 1874, ricaviamo passi di una lettera inviata al direttore del giornale da un provetto spiritista, che scriveva:

Mi domando se qualcuno dei vostri lettori possa darmi un consiglio sul da farsi nelle seguenti circostanze in cui mi sono trovato… mi sono dedicato seriamente ad indagini nel campo dello Spiritismo e tenuto oltre cento sedute nella mia casa. Abbiamo avuto centinaia di messaggi e di risposte. Fin qui tutto bene; mi è parso di trovare una prova dell’esistenza di una intelligenza esteriore che comunica con coloro che prendono parte alle sedute. Ma ecco la mia difficoltà: tutte queste comunicazioni sono state di carattere menzognero…Gli spiriti stessi mi hanno dato il loro nome con minuti particolari della loro vita terrena, sui loro amici sopravvissuti, ecc. In ogni caso le informazioni si sono rivelate false. Così pure le comunicazioni di altro genere. Gli spiriti stessi hanno riconosciuto senza reticenza di avermi tratto in inganno (1).

Spiriti col vizietto della bugia? E’ un caso sporadico?
Niente affatto. Leggeremo alcuni messaggi dati da entità di luce a famosi spiritisti, in luoghi ed epoche distanti tra loro. Accomunano le esperienze alcune domande rivolte agli spiriti da interroganti curiosi. In una seduta tenuta dal prof. Denton si è chiesto all’entità come fosse la vita sul pianeta Giove. Lo spirito di luce ha risposto:

Su Giove la gente non è molto diversa da quella sulla terra. Gli uomini hanno una grande barba… Sono per la maggior parte più aitanti (degli umani, ndr), hanno spalle molto larghe…Gli abitanti di Giove sono piuttosto belli non solo nel corpo, ma anche nell’espressione del volto…La donna di Giove è più alta e più snella della media normale delle anglosassoni , eppure è ben tornita; predominano gli occhi azzurri… le vesti portate dalle signore sono composte di un sol pezzo… (2).

Sullo stesso identico tema, in un’altra seduta spiritica, un’entità di luce comunica quanto segue allo spiritista Andrew Jackson Davis: “Gli abitanti di Giove non camminano in posizione eretta, ma inclinata e usano di frequente le braccia e le mani per camminare, essendo gli arti inferiori alquanto più corti delle braccia…” (3). Rimane difficile fare qualsiasi tipo di commento: ci limiteremo a convivere con il dubbio se fosse in vena di complimenti lo spirito capace di ammirare le bellezze femminili astrali, o in vena di scherzi quello che godeva nel ridurre gli abitanti di Giove a razze di nostre scimmiesche conoscenze. Eppure il sospetto è lecito, se si pensa che tali entità dovrebbero ormai vivere in presenza dell’Essere Supremo, Colui che è Onnipotente, e soprattutto Verità Assoluta, non si può non restare sconcertati di fronte a tanta discordanza. O Dio non sa esattamente cosa mandare a dire dai suoi spiriti, oppure questi agiscono indipendentemente da Lui e raccontano ciò che fa loro comodo.
Il fondo si tocca quando questi presunti spiriti di luce si contraddicono addirittura su questioni fondamentali dell’impalcatura spiritistica: ad esempio sul tema della reincarnazione.
E’ noto che in ogni parte d’Europa gli spiriti hanno sostenuto la validità di tale teoria; tranne che nei paesi anglosassoni, dove gli stessi spiriti, sull’argomento, si sono dimostrati decisamente reticenti. Sullo stesso tema della reincarnazione, Guenon evidenzia altre contraddizioni :

Abbiamo già messo in rilievo alcune delle divergenze che esistono a proposito della reincarnazione, sia fra gli spiritisti, sia tra costoro e le altre scuole; su questo punto, come sui tutto il resto, gli insegnamenti degli ‘spiriti’ sono piuttosto fluttuanti e contraddittori… abbiamo visto infatti che secondo alcuni un essere umano si reincarna costantemente nello stesso sesso; secondo altri, si reincarna indifferentemente in un sesso o nell’altro…Alcuni dicono che l’uomo si reincarna sempre sulla terra; altri sostengono che può reincarnarsi tanto su un altro pianeta del sistema solare quanto su qualsiasi astro… un punto non meno discusso è la durata dell’intervallo che deve trascorrere tra due reincarnazioni consecutive; alcuni pensano che ci si può reincarnare subito, o perlomeno in un tempo molto breve, secondo altri, le vite terrene devono essere separate da lunghi intervalli (4).

Personaggi in cerca… di creduloni

E pensare che si trattava “dell’elite planetaria degli spiriti superiori; figuriamoci allora…che combinavano gli spiritelli inferiori…”, nota con una punta di sarcasmo il teologo Piero Angelo Gramaglia. Come dargli torto?
Abbiamo taciuto sulle ingiurie che fronti contrapposti di spiritisti si sono lanciate per sostenere posizioni che, non dimentichiamolo, sono state a loro volta rivelate, propagandate e difese da fronti contrapposti di ‘spiriti superiori. Rileva ancora il Gramaglia:

…naturalmente ogni scuola è messa sotto la protezione degli spiriti superiori…Quando in un gruppo si sentono dottrine rivelate da spiriti superiori subito il gruppo avverso dichiara che tali spiriti non sono affatto tra i migliori, bensì tra quelli inferiori… il che viene immediatamente confermato dai propri spiriti-guida nella seduta del giorno dopo…All’improvviso spuntano spiriti poligamisti tra i mormoni, spiriti neo-malthusiani negli Stati Uniti. I più nobili furono senza dubbio gli spiriti americani; per timore di andare a finire nel corpo di un negro o di uno schiavo, negarono in massa la reincarnazione (5).

Chi scrive ha avuto modo di constatare personalmente simile andazzo, e la cosa mi è parsa tanto avvilente da farmi dubitare della capacità delle entità di luce di elevare, anche soltanto di poco, i loro assistiti.
Analoga constatazione si può fare per il fenomeno dei personaggi famosi che interverrebbero alle sedute medianiche. Ogni medium si pregia di ricevere messaggi da parte di entità quotate e famose e c’è chi ne esibisce a mò di biglietto da visita. Troviamo medium che possono disporre di Alessandro Magno; ma non manca chi sfodera Napoleone e Victor Hugo, e chi strombazza il nome di Ariosto o di Dante Alighieri. Un ricercatore quale il Talamonti, scrive sconcertato:

E’ una vecchia malattia dell’uomo, l’antropomorfismo; una malattia a cui anche la scienza ha pagato molti tributi… abbiamo una raccolta di libri che ci sono piovuti da varie parti, farciti di produzioni letterarie di poeti e scrittori da tempo scomparsi, che per tramite medianico hanno comunicato le proprie creazioni postume. Vi figurano nomi come Pascoli, Manzoni, D’Annunzio, Dante e via dicendo… Non è piacevole la sensazione che si prova nel leggere – se ci si riesce – quelle produzioni. Vi è chiaro lo sforzo della imitazione stilistica, ma è altrettanto chiara l’assenza di ispirazione,di afflato poetico. E’ come se uno, volendo baciare una creatura viva, accostasse le labbra a quelle di una statua di gesso. Eppure, quanti se ne vanno in visibilio per questa produzione kitsch (6).

Insomma, basta un intero poema dettato da ‘Ariosto’ per credere di essere veramente in contatto con l’antico poeta? E’ sufficiente ricevere dall’aldilà quattro versi di ‘Trilussa’ per convincerci di aver parlato con lui? E se, invece, fosse di turno un’entità bassa camuffata da poeta?

Dubbio lecito per il Mutin che haspesso dimostrato a questi medium che si sbagliavano, ponendo ai presunti spiriti presenti domande che essi dovevano conoscere e che i medium ignoravano. Napoleone I, per esempio, non si ricordava di Waterloo; San Vincenzo de’ Paoli non sapeva più una sola parola di latino; Dante non comprendeva l’italiano; Lamartine, Alfred de Musset erano incapaci di mettere insieme due versi. Facendo toccare con mano le verità a questi medium, credete forse che siamo riusciti a scuotere la loro convinzione? No, perché lo spirito-guida sosteneva che eravamo in malafede e che cercavamo di impedire ad una grande missione di compiersi, missione riservata al suo medium. Abbiamo conosciuto parecchi di questi grandi missionari che hanno finito la loro missione in case particolar (7).

E’ così che, col nobilitante sentimento di essere stato scelto per una missione salvifica, il medium si lascia facilmente abbagliare dalle pompose affermazioni delle entità. Poco convinto era invece Stainton Moses il quale, benché spiritista, poteva onestamente affermare:

E’ forse vero che vi sono, anche nel mondo degli spiriti, coloro che si compiacciono di farsi belli con le penne del pavone e di farsi passare per qualche cosa o per qualcuno migliore di loro? Possono gli spiriti, essendo, come sappiamo, capaci di accedere a fonti di informazione sull’umanità, meglio di quanto noi non possiamo fare, raccogliere dati sulla vita terrena di altri spiriti e trasmetterceli contorti e svisati, contando, non senza ragione, sulla credulità con cui i viventi accettano qualsiasi storia plausibile, oppure sulla loro capacità di approfondire la psicologia dell’indagatore, oppure ancora di mescolare fantasie, frodi e fatti reali in guisa da disorientarlo? (8).

Avevamo anche noi sospettato che non fosse arduo compito, per uno spirito burlone, scopiazzare Freud, Pascal, Petrarca e quindi spacciarsi per loro. Ciò che crea disagio è la constatazione che, pur volendo per un momento accettare come veritiere le comunicazioni dal tenore ‘elevato’, queste non hanno fatto progredire gli umani neppure di un solo gradino rispetto a quanto da loro acquisito in vita nel campo dell’arte, della scienza, della tecnica e del pensiero. Anzi, sembra quasi che il compito delle entità superiori si sia risolto nel semplice ripetere poemi, poesie, assiomi, scoperte già fatte da illustri terrestri; e tale compito appare inconciliabile con le pretese di continua evoluzione con cui gli spiriti ci avevano familiarizzato. Non è possibile pensare che lo spirito di Ariosto o di Galileo, dopo aver raggiunto le sublimi sfere dell’eternità, non siano più in grado di produrre qualcosa che superi i livelli già acquisiti sulla terra; anzi, in alcuni casi si direbbe che siano addirittura regrediti.
Come non provare un brivido al pensiero che i consigli ‘elevati’ di queste entità, guide per milioni di esseri umani, possano avere un’origine menzognera; o che gli stessi credi e le dottrine occultiste e spiritiste possano essere promulgate da sopraffini spiriti bugiardi; che, infine, una sterminata messe di letteratura consolatoria possa risultare produzione di grossolane entità.

Il rischio spirituale

Renè Guenon ci informa di un medium di nome Louis Michel, il quale asseriva di scrivere sotto dettatura di uno spirito superiore delle ‘alte rivelazioni’ del tenore che qui di seguito potete constatare:

Il nostro globo – dice lo spirito – è relativamente recente; esso è costruito con materiali raccolti sulle grandi vie di comunicazione dell’omniverso, con vecchi residui di pianeti messi insieme dall’attrazione, dall’incrostazione e dall’annessione di un tutto unico di quattro satelliti di un pianeta precedente il quale, giunto allo stadio di maturità, fu raccolto dal gran Giardiniere per essere conservato nei suoi depositi e servire alla sua alimentazione materiale… Cos’è la digestione di un frutto maturo nello stomaco del deicolo terrestre, se non il risveglio e la partenza delle popolazioni omuncolari cadute in catalessi o in estasi di felicità sui mondicoli… Ritorniamo alla formazione del nostro pianeta incrostativo mediante l’annessione simultanea dei quattro veicoli satelliti: Asia, Africa, Europa e America, posti in catalessi magnetica dell’anima collettiva celeste della nostra terra incaricata dell’operazione… (9).

Pensiamo di non essere offensivi se, seguendo il filo logico di questa ‘elevata’ comunicazione spiritica, vogliamo equiparare i movimenti tellurici e le esplosioni vulcaniche sulla nostra terra ai ‘rutti’ della digestione del “gran Giardiniere”.
Ci sentiamo invece offesi nel constatare quante persone, decisamente più intelligenti di queste entità, siano disposte a pendere da “labbra invisibili” e a credere alle sciocchezze più sconvolgenti.
Ricordo il caso di un signore romagnolo, cinquantenne, che dopo la morte di sua moglie aveva ricevuto le visite di uno spettro decisamente invadente: questi si coricava sul suo letto, ne faceva saltare via coperte e lenzuola, certificando la sua presenza con rumori fastidiosi. Il fantasma aveva cominciato a pedinare il nostro uomo anche di giorno, al lavoro; al ché il terrestre, abbastanza irritato finalmente sbottò: “Insomma! Dimmi chi sei, che cosa vuoi?”. “Sono il barbiere”, ribatté una voce tonante, chiara e, manco a dirlo, invisibile. Stupito dall’evento, l’uomo fece ugualmente uno sforzo mentale per ricordare quale barbiere, di sua conoscenza, fosse deceduto: nessun ricordo.”Quale barbiere?”, si azzardò ancora a dire, e la ‘voce’ di rimando: “Il barbiere di Siviglia!”.
Questo mi sembra il gioco che molte entità, cosiddette di luce, intrattengono con i terrestri: una specie di tombolata con beffa finale.
Constatava il Broad: “Non sappiamo se le entità abbiano o no un’anima, ma di sicuro non hanno un cervello”.
Dal momento che gli esseri umani, è assodato, hanno un cervello, mi chiedo quanto spesso ne facciano uso. Il signore romagnolo mi chiedeva consigli per congedare il finto barbiere, ma aggiungeva che gli sarebbe dispiaciuto non aver più avuto la sua compagnia, benché fastidiosa. E questo mi ha fatto comprendere il perché non si senta il problema della disoccupazione nel mondo delle entità.
E’ molto facile mettere a tacere la ragione, quando spinte inconsce di un’affettività intaccata trovano sfogo e soddisfazione nell’eclatante, nel meraviglioso, nel paranormale. A volte, per stupirsi bastano poche parole, incomprensibili alla gran massa degli umani, ma senza dubbio autenticate da uno ‘spirito elevato’. E’ così che la maggior parte dei circoli medianici esistenti vivono la loro estatica esperienza; ai loro adepti non serve neppure la motivazione della necessità o della disperazione per appaltare cervello e cuore ai ‘maestri invisibili’: ci si accontenta di sapere che lo spirito guida del proprio gruppo , quando insegna, è insuperabile. Ho potuto io stesso constatare quanta frenesia sorga nei medium quando possono esibire, a testimonianza dell’elevatezza dei loro contatti invisibili, citazioni dotte, complicati panegirici e pagine dense di filosofia astrale. Ho parlato direttamente con questi uomini e donne, sinceramente convinti di aver ospitato nelle loro case o nei loro circoli spiriti elevatissimi. Ne erano convinti per l’elevato tenore delle comunicazioni. Ne erano convinti perché avevano bisogno di credere; credere che la vita non sia soltanto un’illusione; credere, soprattutto, per non aver paura di morire. Non posso, non potrei mai denigrare queste persone, o prendermi gioco dei loro sentimenti. Ma non posso neppure tacere loro che per potersi fidare ciecamente delle entità occorre molto di più – o anche qualcosa di meno , all’occorrenza –, di una sfilza di belle ed ermetiche parole.
Ho domandato ai rappresentanti del “Cerchio Firenze ‘77” se fossero sicuri della identità dello spirito che erano soliti ascoltare con tanta devozione. Come risposta mi sono state mostrate belle parole, come queste:

Se si analizzano le fasi logiche dell’Assoluto al relativo, si ha una coscienza assoluta; suo virtuale frazionamento con conseguente virtuale scomposizione delle coscienze cosmiche; a loro volta composte-scomposte in sentire relativi individuali; creazione mediante enucleazione della divina sostanza indiversificata, dell’ambiente cosmico, completo dei mondi della percezione, ad opera della coscienza cosmica e dei sentire relativi individuali (10).

So che le entità del summenzionato circolo hanno dato anche messaggi più comprensibili, ma in genere gli adepti dei vari circoli medianici sono affascinati dalle ‘belle parole’ che giungono dall’aldilà. A volte esse sono così astruse e complicate da costituire di per se semi per un’orgoglio elitaristico; a volte le stesse parole fanno riferimento ai bei sentimenti e alla poesia; ma il più delle volte sono vacue e ripetitive: trovano anch’esse ,comunque, vaste platee pronte ad accoglierle. Nota a riguardo il Talamonti:

Alla identificazione dello spirito faceva seguito il messaggio, sempre coniato in termini piuttosto sibillini o comunque vaghi, simili a recipienti dentro i quali il pubblico poteva mettere ciò che voleva. Erano talora edificanti, su questo tipo: ‘Lo spirito mi incarica di mandarle questo messaggio: sia forte, non si lasci scoraggiare dalle difficoltà che può incontrare in questo momento. Perseveri e tutto andrà bene’. Oppure più ermetici: ‘Non pensi a quella cosa’. E anche: ‘Sua madre (o sua zia. O sua sorella, eccetera), mi incarica di dirle di non darsi alcun pensiero per lei perché lassù sta benissimo, come a casa. Ha perfino un bellissimo gatto che le fa compagnia’” (11).

Mi tornano in mente le migliaia di madri che da anni sono incollate ad un registratore che ripete incessantemente: “Mamma, sono io, tuo figlio. Sto bene, non devi preoccuparti di nulla.” Quando, ad alcune di esse, ho fatto notare che era veramente troppo poco perché dal fenomeno si potesse certificare inequivocabilmente la presenza del loro caro scomparso, mi sono sentito rispondere che a loro bastava anche solo sentire il nome del defunto.
Una donna che aveva perduto un figlio, mi raccontava che da quando aveva sentito la sua voce aveva riacquistato la fede in una vita ultraterrena. Quando le ho chiesto verso quale Dio avesse riacquistato la fiducia mi ha risposto: “A me di Dio non interessa nulla; mi basta sapere che mio figlio è vivo”.
Strano modo di concepire la fede.
Comprendo il suo cuore di mamma; il resto mi rimane incomprensibile.
E dire che la maggior parte delle persone che ragionano in questo modo, affermano di essere religiose e, talvolta, di credere addirittura in un Essere Supremo: per questo non comprendo.
Il più delle volte, però, a ricevere messaggi consolatori dall’aldilà sono proprio persone sinceramente impegnate nelle varie chiese e desiderose di conoscere Dio. Costoro, a mio avviso, sono più facilmente portate a correre il terzo dei rischi connessi con le pratiche spiritiche: il rischio spirituale. Il peggiore di tutti.

Non aprite quella porta!

Prima di parlare diffusamente del rischio spirituale, mi preme concludere questo capitolo lasciando parlare la signora Travers Smith, ricercatrice psichica al di sopra di ogni sospetto, perché medium essa stessa: “Se io potessi consigliare le persone che desiderano parlare con coloro che hanno amato e che hanno lasciato il mondo dei viventi, dichiarerei che è accorto e sano astenersi da un tentativo del genere…Gli indizi che essi (gli spiriti,ndr) offrono sulla loro identità è troppo effimera e poco convincente; ora, siccome non intraprenderei questi esperimenti per mio conto, non sono disposta a spingere altri al rischio…” (12).
Herbert Thurston invece si domanda:

Quali sono i frutti dello Spiritismo? Che cosa ha fatto la nuova rivelazione per l’umanità? Qualunque allusione allo spiritismo richiama alla mente due idee dominanti. La prima è costituita dai frequenti scandali di medium disonesti…sorpresi in flagrante frode; la seconda è il ricordo della divulgazione di molte comunicazioni strane e contraddittorie che pretendono di rivelare le condizioni di vita dell’oltretomba. Fino ad ora la penetrazione dell’idea spiritistica nella massa non è andata oltre queste due vaghe impressioni. Tale effimero risultato dei molti milioni di ore passate nel tentativo di comunicare col mondo degli spiriti è certamente in contraddizione con le meravigliose promesse che più e più volte furono pronunciate dai primi pionieri del movimento. Fu detto al Ballou nel 1852 che tutta la terra stava per essere trasformata in un nuovo giardino dell’Eden e, come egli riferisce nei suoi scritti, il figlio suo, comunicando dall’aldilà insisteva nel suo appello: ‘Papà sii paziente; osserva e attendi. Non comincerà un’altro secolo senza che il grande cambiamento si produca (13).

Non credo di essere sarcastico quando affermo che nulla di quanto promesso al Ballou e ad una schiera di sinceri credenti nello Spiritismo è accaduto. E’ trascorso l’inizio del secolo; ne è trascorso un altro interamente, e all’orizzonte, più che l’Eden, si profila lo spettro di un immenso deserto senza vita creato dalle esplosioni nucleari e dalla distruzione dell’ecosistema.
Non sono d’accordo con il Thurston quando riduce tutta l’esperienza spiritistica alle sole due possibilità negative delle frodi e delle menzogne. E’ facile, invece, imbattersi in medium onesti, sinceri, che non frodano e che sono, al contrario, capaci di mettere le loro doti al servizio del prossimo. Possono essere ignari del pericolo che corrono, ma sono senz’altro ammirevoli e coerenti con le motivazioni più nobili della loro missione. Tuttavia mi preme ribadire che, nonostante la buona volontà di numerosi medium, le vie dello Spiritismo sono tutt’altro che illuminate.
Su quelle strade è possibile incontrare illusioni ben confezionate; imbattersi in trucchi e frodi da prestigiatori; o essere raggirati da spiriti menzogneri; picchiati da altri malvagi e rozzi; oppure è possibile rimanere intrappolati nelle sottili e complicate trame dell’inconscio.
Nulla, nello Spiritismo, anche quando sembra brillare, getta una luce sicura sui sentieri dell’uomo.
Nostro è ancora il cruccio e il dubbio del giovane spiritista che scriveva alla rivista The Medium and Daybreak: “Le menzogne ci vengono comunicate dagli spiriti sotto suggello di giuramento su Dio, sulla Bibbia e su tutto ciò che vi è di più sacro”.
Queste dichiarazioni degli spiriti ci permettono di aprire una nuova pista di indagine. Perché mai dovrebbero giurare sulla Bibbia per rendersi credibili? Se io fossi mussulmano o buddista mi sentirei già offeso. Quantomeno avrei un appiglio per screditare le stesse entità. Perché esse non giurano sul Corano?

Note:
(1)Thurston: op. cit. pp. 108,109
(2)Idem: p.126
(3)Idem
(4)Guenon: op. cit. p.194
(5)Gramaglia Pier Angelo: “Lo Spiritismo”, Ed. PIEMME, Casale Monferrato, 1986, pp. 145-153
(6)Talamonti Leo: “I protagonisti invisibili”, Rizzoli, Milano, 1990, p. 75
(7)Guenon: op. cit. pp. 144,145
(8)Thurston: op. cit. p. 388
(9)Guenon : op. cit. pp. 323,324
(10)Cerchio Firenze ’77: “Oltre il silenzio”, Ed. Mediterranee, Roma, 1984, pp. 239-240
(11)Talamonti: op. cit. p. 66
(12)Thurston: op. cit. pp. 11,12
(13)Idem: pp. 370,371

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