La forza della fede

barca_luceDi Massimo Piovano*

È un valore che può cambiare l’esistenza. Coltivarla verso se stessi, gli altri e una realtà superiore, ci permette di raggiungere traguardi a volte apparentemente impossibili, come insegnano le esperienze di personaggi famosi e le nuove ricerche scientifiche.

Quando aveva 18 mesi, Brandenn Bremmer sapeva già leggere. A 3 anni suonava il piano, a 10 conseguiva la licenza liceale, a 11 frequentava l’università.
Di fronte a un difficilissimo test per misurare l’intelligenza si annoiò: in un tempo brevissimo raggiunse il punteggio di 178 (i geni, normalmente, arrivano a 130).
Brandenn divenne una celebrità negli Stati Uniti, costantemente inseguito dai giornali e dai maggiori show televisivi per essere intervistato. il suo obiettivo? Laurearsi in medicina, specializzandosi in anestesiologia entro i 21 anni e comporre cd musicali.
Obiettivo mancato. Purtroppo, il 19 marzo del 2005, a soli 14 anni, Brandenn Bremmer si uccise con un colpo di pistola alla testa.
Che cosa si è infranto nella mente di questo bambino prodigio? Difficile rispondere.

La mamma è convinta che Brandem si sia ucciso perché «aveva esaurito il suo viaggio sulla Terra: era una persona molto spirituale; deve essersi convinto che era arrivato il momento di passare ad altro». Sono parole che ci fanno riflettere. Come è possibile che un ragazzino di soli 14 anni con tutti questi doni abbia deciso di farla finita? Che cosa fa di un uomo un eroe o uno sbandato? Che cosa determina la differenza nelle azioni umane?

Gli psicologi hanno cercato per anni di scoprire queste divergenze arrivando alla conclusione che la differenza fondamentale risiede nell’ atteggiamento mentale; ovvero dal modo in cui si affronta la vita. A conferma di questa tesi, il famoso filosofo e psicologo americano William James dichiarò: «La scoperta più grande della mia generazione è che un essere umano può cambiare la propria vita cambiando il proprio atteggiamento mentale».

Lo strumento più importante che potete disporre per migliorare il vostro atteggiamento mentale e di conseguenza condurre la vostra esistenza verso le più alte vette è la fede.

Che cos’è?

Di solito, si pensa alla fede in termini dottrinali ed effettivamente, tutte le religioni si basano su questo principio; ovvero sulla credenza ferma e certa, basata non su prove di fatto ma su un interiore convincimento.

Non solo i religiosi, ma tutti coloro che hanno ottenuto grandi risultati nella vita sono stati uomini di fede. Napoleone, il grande imperatore disse: «Tutta l’impalcatura scolastica crolla come un vecchio edificio davanti a una sola parola: la fede». Pascal, il grande filosofo francese scrisse: «La fede svela molte cose su cui i sensi tacciono, ma non afferma nulla che essi negano. Essa è superiore alla loro testimonianza, ma mai contraria». E nella Bibbia, nell’epistola agli Ebrei, viene affermato che: «La fede è l’essenza delle cose sperate, la prova dell’ esistenza delle cose che non vediamo» Ebrei 11:1.

Ma che cos’ è questo elemento essenziale chiamato fede che sembra essere il punto chiave per raggiungere ciò a cui più si ambisce? Come possiamo definire questa «grande forza» della natura umana? La parola fede deriva dal latino fidès e significa fiducia, credenza.

La fede è il combustibile, la forza propulsiva per rendere al massimo. È come un veicolo efficiente che vi condurrà verso ciò a cui più ambite. Senza di essa, invece, non arriverete a nessuna destinazione.

Ma in che cosa?

Il fattore fede che vi farà ottenere risultati sorprendenti si poggia su tre pilastri: «fede in se stessi», «fede negli altri» e «fede in Dio».

In se stessi

«Tutto posso in colui che mi dà forza» Filippesi 4:13. La strada migliore per raggiungere i vostri obiettivi è la fede in voi stessi. Senza questa auto convinzione, le vostre forze saranno molto limitate. A questo proposito, Norman Vincent Peale, il noto predicatore americano nel suo best seller Come acquistare fiducia e avere successo, afferma che: «Senza una confidenza umile ma ragionevole nelle vostre mete voi non potrete mai avere successo o essere felici». Il successo dipende dalla fiducia che si ha in se stessi pur nell’ ammissione di non essere affatto perfetti. Dovete sapere, infatti, che siete voi a costruire il vostro senso di sicurezza o di insicurezza, con il vostro modo di pensare. Se il vostro pensiero è costantemente concentrato su aspettative sinistre di eventi disastrosi, il risultato sarà quello di sentirvi insicuri. E, cosa ancora più grave, la forza del vostro pensiero tenderà a creare proprio le situazioni temute. «Non c’è niente di buono o di cattivo in sé – diceva Shakespeare – è il pensiero che rende le cose buone o cattive».

Cercate, invece, di formulare pensieri fiduciosi, fatene un’ abitudine dominante, e svilupperete una consapevolezza delle vostre capacità talmente forte, che qualsiasi difficoltà si presenti sarete in grado di superarle.
Emerson affermava: «Vincono quelli che credono di vincere. E aggiungeva: abituatevi ad avere fede e fiducia e le vostre paure e insicurezze non avranno potere su di voi».

Negli altri

Avere fiducia nelle persone con cui si entra in contatto favorisce l’espressione di energie mentali positive
Un adagio dice: «L’uomo saggio che ha fiducia negli altri uomini, commetterà meno errori di quello che non ne ha».

il nostro cervello funziona come una sorta di calamita. Se vi aspetterete il meglio dalle persone con le quali vi relazionate, libererete nella vostra mente una forza magnetica che attirerà il meglio.

Ma se, viceversa, vi aspetterete il peggio, libererete nella vostra mente una forza di repulsione che tenderà a espellere da voi il meglio. Pertanto «se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti» Romani 12:18.

In Dio

Anche una solida fede in Dio può condurre verso il raggiungimento di importanti traguardi nell’ambito della vita come in quella della salute. Lo dimostrano ricerche mediche in cui emerge che i credenti religiosi che coltivano valori che richiamano alla solidarietà e all’altruismo, sperimentano minore ansia e incertezza del vivere quotidiano, sviluppando risorse interiori efficaci per affrontare i problemi esistenziali.

Convinti di guarire

Molti pensano che siano le medicine a guarire, ma recenti studi nel campo di una nuova scienza, la psiconeuroimmunologia (il rapporto mente-corpo), hanno cominciato a evidenziare che in realtà spesso sono le convinzioni sulla malattia e sulla cura ad avere un ruolo determinante.

Il dottor Henry Beecher della Harvard University ha svolto ampie ricerche e dimostrato chiaramente che spesso attribuiamo il merito della guarigione a un farmaco, mentre in realtà è la fiducia del paziente che fa la differenza tra la guarigione stessa e il perdurare della malattia.

Una chiara dimostrazione, in questo senso, è stata fornita da un esperimento d’avanguardia, in cui cento studenti di medicina sono stati invitati a testare due nuovi farmaci. Uno di questi farmaci, in una capsula rossa, venne descritto loro come uno stimolante e l’altro, in una capsula azzurra, come un super tranquillante.

All’insaputa degli studenti, il contenuto delle capsule fu scambiato: cioè nella capsula rossa c’era in realtà un barbiturico e nella capsula azzurra delle anfetamine, eppure, metà degli studenti ebbero reazioni consone alle loro aspettative; cioè esattamente l’opposto della reazione chimica che quel farmaco avrebbe dovuto produrre nel loro corpo!

A questi studenti non erano state somministrate finte medicine (placebo), ma veri e propri farmaci. Tuttavia, la loro convinzione era stata più forte dell’effetto chimico del farmaco. Come ha affermato il dottor Becher, l’utilità di un medicinale è «il risultato non solo delle sue proprietà chimiche, ma anche della fede del paziente sull’efficacia del medicinale».

Come svilupparla

Il segreto per usare questo fattore fede è di metterlo in pratica. Vaihinger nel suo libro La filosofia del «come se», afferma: «Dovete agire come se foste sicuri del vostro successo». Il fattore fede non è un elemento misterioso, non è una questione che si basa sul pensiero, ma sull’azione. Dovete agire come se la fede stesse lavorando per voi. Se voi, infatti, crederete intensamente con la vostra mente, il vostro corpo e il vostro cuore in Dio, in voi stessi e nel vostro prossimo, voi avrete fede e questo produrrà i suoi frutti.

Prendiamo, per esempio, la figura di Mahatma Gandhi. La vita di quest’uomo ha costituito uno dei migliori esempi di ciò che l’umanità conosce come il potere della fede. Gandhi è stato uno degli uomini che più ha arricchito l’umanità, malgrado non sia mai stato ricco, né abbia mai goduto di molte comodità. Gandhi non aveva denaro, non aveva una casa, non aveva bei vestiti, ma era dotato di grandi poteri. Come si spiega? Da cosa derivava tanta forza?

Il suo potere scaturiva dalla sua incrollabile fede e dalla sua capacità di trasmettere questo sentimento a duecento milioni di individui. Quale altra forza, se non la fede, è capace di fare altrettanto?

Come reagire ai sentimenti di sfiducia

Mai rassegnarsi

Secondo lo psicologo Alfred Adler, tra i massimi esperti dell’argomento, ai sentimenti di sfiducia si può reagire nei seguenti modi:

  1. Attraverso la rassegnazione .
    In questo stadio l’individuo non reagisce e né progredisce. Per migliorare se stessi non si deve per nessuna ragione rassegnarsi.
  2. La seconda possibilità è rappresentata dalla compensazione . Essa può far leva su una compensazione diretta , come nel caso, per esempio, del grande filosofo ateniese Demòstene che, con l’esercizio e la buona volontà, si trasformò in un eccellente oratore, sebbene da bambino fosse balbuziente.
  3. Un altro metodo per controbilanciare i sentimenti d’inferiorità, è la compensazione in un altro campo . In questo caso si sostituisce una debolezza con un’altra capacità nella quale si eccelle. È il caso di chi non è fisicamente molto forte o poco capace nello sport, mentre eccelle nelle attività teorico-intellettuali.
  4. Un’ulteriore possibilità è la compensazione tramite «finta sicurezza ». Così facendo, però, non si migliora poiché si tende a fingere non solo con gli altri, ma soprattutto, con se stessi. Forme di questo comportamento sono: ostinazione, pretesa di avere sempre ragione, prepotenza e caparbietà.
  5. È importante, invece, se volete raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissati, che vi accettiate per quello che siete. Cercate di scoprire da che cosa sono causati i vostri sentimenti d’inferiorità. Quando ne conoscerete le cause, avrete in mano il miglior presupposto per migliorare con successo il vostro atteggiamento mentale.
  6. Ricordatevi che i miglioramenti si ottengono nei compiti nei quali non si eccelle . In pratica, quando viene preteso da voi qualcosa di difficile o di diverso da quello che abitualmente svolgete, cercate di assolvere il vostro compito con fiducia e ottimismo. Se vi arrendete, avrete ancor meno fiducia nelle vostre capacità e rinuncerete a risolvere difficoltà anche più facili.
  7. Inoltre, non misuratevi troppo spesso con gli altri , ma prendete piuttosto a confronto voi stessi e le vostre performance.
  8. Infine è importante, nel conseguimento dei vostri obiettivi, che i vostri pensieri si concentrino non solamente sulle vostre debolezze, ma soprattutto sui pregi che giocano a vostro favore.

In pratica

Liberate le vostre energie

Nel mio libro Rendere al massimo ho sviluppato un modello che deriva dalla parola fede per aiutare le persone a conseguire i propri obiettivi. F.E.D.E . è un acronimo per indicare: forza, energia, determinazione ed elasticità.

Per forza si intende quella volontà che deriva dalla tenacia e dalla costanza nell’impegno. Senza impegno, senza sacrifici non si possono ottenere grandi vittorie.

L’ energia , fisica e psichica, è la passione che scaturisce da ciò che si ha o che si vorrebbe fare ed è alla base della concentrazione. E importante avere sempre energia e, soprattutto, sapere come non disperderla.

La determinazione è un altro ingrediente indispensabile per conseguire grandi risultati ed è condizionata dalle decisioni e dai valori che ci siamo formati nel corso della vita.

Per elasticità , infine, si intende la capacità di adattarsi alle circostanze della vita, in modo da ottenere e rendere sempre al massimo. È il modo in cui ci rappresentiamo le cose nella nostra mente a determinare come ci sentiamo.

Per esempio, senza questo modello non si vince un Mondiale (nel 1993) e sette Tour de France consecutivi (dal 1999 al 2005), come ha fatto Armstrong e, soprattutto, non si torna in sella dopo due anni di cure di chemioterapia per un cancro ai testicoli. Né si vincono sei titoli mondiali come ha fatto Valentino Rossi eguagliando le leggendarie imprese di veri e propri campioni del motociclismo quali Phil Read e Mike Hailwood. Gli esempi non sono solo sportivi ma possono riguardare anche il mondo degli affari. Henry Ford, il noto americano costruttore di automobili, concluse la sua autobiografia scrivendo: «Tutto è possibile. La fede è la sostanza di ciò che speriamo, il garante di ciò che non abbiamo visto».

* Docente e formatore in comunicazione, esperto in NLP Systemic. Autore dellihro Rendere al massimo (De Vecchi editore).

Ringraziamo Vita & Salute per l’offerta di alcuni articoli tratti dal suo archivio.

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