Penso bene, mi sento meglio

dubbio-pensare-incertezzadi Nanà Corsicato

«Sempre» o «mai» fanno parte del vostro linguaggio quotidiano? Rimuginate spesso sui vostri errori? Allora cambiate atteggiamento: un nuovo libro dimostra che felicità e tristezza dipendono anche dalla nostra interpretazione dei fatti. Come rivelano questi casi esemplari.

Vi concentrate solo sugli aspetti negativi, gli errori, le incapacità? Usate spesso le espressioni «sempre» o «mai» generalizzando la realtà? Credete di sapere in anticipo cosa penserà un altro? Prevedete eventi negativi in continuazione? In un libro pubblicato recentemente, Penso bene, mi sento meglio di Maria Cristina Strocchi (Edizioni San Paolo, pp. 149, € 9,00), psicoterapeuta, l’autrice individua ben trentasei distorsioni cognitive, idee sbagliate o irrazionali e una dozzina di convinzioni errate che pregiudicano la qualità della vita di molte persone.

Secondo questo nuovo approccio, non sono le situazioni della vita a determinare la nostra felicità o infelicità ma la nostra interpretazione dei fatti e, di conseguenza, il nostro atteggiamento verso le awersità.

Come individuare le distorsioni cognitive? Basta soffermarsi a riflettere su cosa si pensa quando si vivono emozioni come ansia, paura, rabbia, disagio, dolore … È bene annotare i propri pensieri e riflettere con un po’ di calma, in modo da individuare i pensieri irrazionali (o distorsioni cognitive) sottostanti.
Facciamo alcuni esempi.

O tutto o niente

Alessandra è sempre a dieta, per lei esiste solo: essere a dieta ferrea oppure mangiare tutto quello che capita. Ma tra questi due estremi c’è una via di mezzo. «Se mangio una sola fetta di torta, non ingrasso e riesco poi a rispettare maggiormente la dieta».

Giovanna e Sabrina invece sono donne sposate che non riescono ad avere figli. La prima continua a lamentarsi, si sveglia con gli incubi, invidia tutte coloro che hanno figli, è perennemente in crisi e tormenta suo marito. Sabrina, nella stessa situazione, pensa in modo diverso e dà una direzione nuova alla sua vita, iscrivendosi all’università per realizzare un sogno che aveva messo da parte.

La generalizzazione, con l’uso dei termini «sempre» o «mai», può essere chiarita con questo esempio:
Giuliana ha una delusione amorosa e soffre molto a causa del tradimento del suo ragazzo. Da quel momento pensa: «Degli uomini non ci si può più fidare».

«Lettura» della mente

Il sapere in anticipo quello che l’altro/a pensa si chiama «lettura della mente» e crea notevoli danni alle relazioni come l’esempio seguente vi dimostrerà.

Annalisa e Maurizio si sono conosciuti da poco. Lei è appena uscita da una delusione amorosa, in quanto il suo primo ragazzo, dopo sei mesi di relazione, è sparito nel nulla senza darle nessuna spiegazione.
Naturalmente, per orgoglio, non ne ha parlato a Maurizio. Si danno un appuntamento per andare a teatro insieme. Ad Annalisa piace molto il teatro, a Maurizio un po’ meno, ma è disponibile ad accompagnarla comunque. All’appuntamento, lui non si presenta. Immediatamente la ragazza pensa: «Ecco, è come l’altro. Meno male che l’ho capito subito!».
Da quel momento non risponde più alle sue telefonate. In realtà Maurizio aveva avuto un incidete ed era finito in ospedale. A un certo punto anche lui ha pensato: «Se non mi cerca, significa che non le importa nulla di me».

Ma probabilmente la distorsione cognitiva che fa più danni è quella definita «etichettatura o giudizio»:

Maria incontra Gianni, dopo che lui si è da poco separato dalla moglie. Lui le racconta che si è sposato per amore contro il volere della famiglia di lei e di aver sacrificato tutto per lei. Alla fine, per caso, ha scoperto che sua moglie lo tradiva con un conoscente. Gianni appare a Maria come una persona buona, sensibile, idealista. Cominciano a frequentarsi e dopo circa sei mesi iniziano una relazione amorosa.
Passa il tempo e Maria inizia a notare aspetti contrastanti rispetto all’idea che si era fatta di lui – come il fatto che è sempre in continuo confronto con chi è più ricco di lui – ma non ci fa caso perché è convinta della sua onestà e generosità. Finché un giorno, Gianni, senza dirle nulla, decide di aprire un ristorante con un amico il quale chiede dei soldi in prestito a Maria che ha un ottimo stipendio, e lui fa finta di cadere dalle nuvole. Maria allora ammette che Gianni è un tipo interessato al denaro e non l’idealista che aveva pensato. Capisce che se avesse prestato attenzione ai segnali contrastanti, si sarebbe risparmiata una grossa delusione.

Paola è una libera professionista. Ha uno studio in periferia e collabora da anni con una sua vecchia amica di infanzia. Un giorno l’amica le propone di aprire uno studio insieme. Paola si assicura che sia una soluzione definitiva perché in quel periodo c’è una certa difficoltà a trovare studi in affitto. L’amica la convince e iniziano a lavorare insieme. Dopo circa nove mesi, l’amica le comunica, con grande rammarico, che è pronto lo studio che ha acquistato in società con un’altra professionista e, come si suoI dire, «la lascia in braghe di tela».
Paola è disperata, non può sostenere le spese da sola, il suo vecchio studio è già stato affittato e la ricerca di collaboratori con cui dividere le spese è risultata vana. Si sente malissimo, ingannata, ma soprattutto sfortunata perché per un lungo periodo sarà costretta a lavorare a casa con grandi disagi finché non sarà pronto un altro studio situato in un palazzo in ristrutturazione.
Quando finalmente prende possesso del suo nuovo studio, conosce quello che poi diventerà il suo attuale marito con cui è molto felice e che lavora proprio lì. Se l’amica non le avesse tirato un bidone, non l’avrebbe mai incontrato.
Paola ricordò le parole di Edipo, nella tragedia greca Edipo re, che aveva visto tanti anni prima: «Un uomo può ritenersi fortunato o sfortunato solo alla fine della sua vita».

Infine «è importante», spiega la dottoressa Maria Cristina Strocchi, «acquisire una flessibilità di pensiero ed evitare di essere rigidi di fronte alle situazioni della vita. La cosa fondamentale è imparare a volere bene a se stessi e ad apprezzare le proprie qualità. In questo modo si riuscirà a imparare ad accettare gli altri per quello che sono e a vivere più intensamente la vita».

Le regole d’oro
Mettere a fuoco il mondo

Dopo che abbiamo considerato alcuni casi esemplari di modi di pensare fuorvianti, ecco alcune regole d’oro per pensare in modo razionale, allontanare le percezioni sbagliate della realtà ed evitare di cadere in depressione:

  1. 1. Una volta individuate le distorsioni cognitive, sostituitele con idee razionali e ripetetele molte volte al giorno fino a cambiarie.
  2. Cercate di avere cura del vostro corpo, imparando a mangiare in modo sano, facendo attività fisica, imparando tecniche di rilassamento, concedendovi spazi
    per riposare e stare a contatto con la natura.
  3. Imparate ad accettare le emozioni e i sentimenti, senza giudizi o sensi di colpa. Solo così potrete gestirle ed esprimerle nel modo migliore.
  4. Cercate di mantenere la mente aperta.
    Quando succede un fatto negativo, non giudicate subito in termini di fortuna, sfortuna, giusto o sbagliato, ma cercate di dare più interpretazioni del fatto. Verificate poi quale di queste è la più corretta.
  5. Non chiudetevi mai nell’egoismo, ma rimanete disponibili all’amicizia e alla gratificazione dei vostri cari, senza dare mai nulla per scontato.
  6. Considerate le cose positive della vita, apprezzate le vostre qualità e quelle altrui. Se vi succede qualcosa di negativo, provate a vedere il lato positivo di questo evento.
  7. Accettate i vostri errori, imparando a dire a voi stessi: «In questa situazione ho commesso un errore».
    Se gli altri vi dovessero colpevolizzare, rispondete pure: «Nessuno è perfetto».
  8. Imparate a considerare i fallimenti come nuove opportunità ed evoluzione dai vostri errori. Potete imparare ad essere migliori.
  9. Cercate di svincolarvi dal giudizio altrui, cercando di rimanere sempre fedeli a voi stessi. A lungo andare, se sarete coerenti, gli altri vi apprezzeranno.
  10. Evitate di ragionare per estremi, tipo: «Ho ragione e tu hai torto»; «È giusto o sbagliato»:
    più utile ragionare in termini percentuali «Ho ragione all’80 per cento … ».
  11. Evitate di confrontarvi con gli altri in modo globale, dicendo: «Il tale è migliore di me», ricordatevi invece di aggiungere « … in questo campo».
    Prendetelo poi come modello per migliorare voi stessi.

Furoi dal coro
Vivo!

  di Ennio Battista

La signora Augusta, ha avuto l’idea di rilassarsi passeggiando in bicicletta per la città. Finalmente si poteva godere un momento tutto per sé, senza essere pressata dagli impegni di lavoro o da altre scadenze improrogabili. Uno spazio e tempo liberi per godere delle strade e dei palazzi del suo quartiere osservandoli con occhi diversi, non quelli di tutti giorni, frettolosi e spesso rapiti dai pensieri del momento … Ma il clima di quel giorno non è stato suo dolce complice. Una perturbazione minacciava il buon esito della mattinata e, infatti, ben presto, la signora in bicicletta viene colta da un temporale, proprio mentre stava assaporando il fluido scorrere della sua pedalata …
«Che sfortuna, maledetta sfortuna», ha pensato Augusta mentre rincasava in tutta fretta, bagnata fradicia fin dentro le ossa.
«Ho così poco tempo da dedicare ai miei interessi personali e proprio oggi doveva piovere così di brutto?».
Questi pensieri l’hanno accompagnata sotto la doccia, dove ha cercato di scacciarli via insieme al senso di appicicaticcio prodotto da un misto di pioggia e sudore. Afflosciata sul divano e ormai smessi i panni dell’improwida cicilista, Augusta ha acceso la tv …
È stato in quel momento che davanti ai suoi occhi sono scorse le immagini di una perturbazione di ben altra portata, lo tsunami del sudest asiatico che aveva portato via con sé decine di migliaia di vittime, la maggior parte indigene, ma anche turisti di ogni parte del mondo e italiani che cercavano giorni di spensieratezza e relax. A quel punto Augusta si è sentita morire dentro, presa da un senso di vergogna. Altro che imprecare sulla mala sorte, altro che prendersela per un banale scroscio di pioggia …

Godere delle piccole cose che si hanno: questa sì è la più grande fortuna e risorsa che possiamo avere. Questo episodio, realmente accaduto, dall’apparenza così banale, ci insegna che spesso siamo noi stessi che determiniamo il gusto delle cose. Non si tratta di costruire uno sguardo sereno ai danni di chi è più sfortunato di noi, ma di ricordarsi ogni tanto che il solo fatto di vivere è il dono più grande, la gara più importante che abbiamo vinto.

Ringraziamo Vita & Salute per l’offerta di alcuni articoli tratti dal suo archivio.

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