Quelli che vivono cent’anni

anziana-280512104835380a cura di Enni Battista

Tra i sardi e i giapponesi, ma ancora più curiosamente tra gli avventisti del settimo giorno, è record di anziani in forma. Il segreto?
Più che la genetica. lo stile di vita. E una scelta religiosa profonda.

Alcuni grippi cristiani presentano i maggiori livelli di salute

Che cosa accomuna i sardi, gli abitanti di una cittadina giapponese e gli avventisti del settimo giorno di una località nordamericana? Apparentemente niente. Tranne il fatto che in ogni loro realtà troviamo un alto numero di centenari e una minore incidenza di malattie.
Una particolarità eclatante che ha incuriosito gli scienziati e prodotto studi e articoli, come il recente apparso sul Nationa! Geograpbic del novembre 2005 che dedica un ampio servizio sui segreti della longevità.

Il caso non c’entra

Il punto di arrivo di questa inchiesta è che una vita lunga e sana non dipende dal caso. Comincia con un buon patrimonio genetico, ma dipende anche dalle buone abitudini.
Se adottate lo stile di vita giusto, sostengono gli esperti, avete buone probabilità di conquistarvi un altro decennio di vita.
Un’affermazione che per i nostri lettori non risulterà nuova, vista la nostra insistenza a curare gli stili di vita per modificare i fattori ambientali a nostro vantaggio e compensare così gli eventuali «difetti» genetici che ci possono portare ad essere più o meno predisposti a contrarre le malattie.
«I fattori genetici incidono infatti sulla longevità per il 30 per cento, tutto il resto dipende dallo stile di vita», conferma] effrey Gates, già ricercatore di Loma Linda University, la località dove è emersa una particolare longevità tra gli avventisti.

Credenti anche nel benessere

L’elemento nuovo è che l’importanza dello stile di vita viene riconfermato ed esaltato proprio dai confronti fatti con queste tre tipologie di popolazione.
Se infatti per i sardi e i giapponesi si può parlare oltre che di abitudini salutari anche di un bagaglio genetico relativamente omogeneo che evidentemente ha avvantaggiato loro nel raggiungere un’ età di vita così importante, nel caso degli avventisti nordamericani risultano decisive soprattutto le scelte di vita adottate quotidianamente. Alcune di queste trovano di fatto corrispondenze anche con le altre due categorie di popolazione. Tutti condividono i seguenti elementi: non fumano, mangiano frutta, verdura, cereali integrali, mettono la famiglia al primo posto, sono attivi ogni giorno e curano la vita sociale.

«Gli avventisti del settimo giorno hanno una religione che rafforza lo stile di vita sano e positivo», afferma Dan Buettner, autore del servizio del Nationa! Geograpbic. Seguono una dieta vegetariana, non fumano e non bevono alcolici; osservano la festa settimanale del sabato, giorno in cui si riuniscono con altri membri della chiesa e si godono un riposo che li aiuta a smaltire lo stress. Ancora oggi la maggior parte di loro si attiene allo stile di vita prescritto, il che può costituire una prova che abbinare salute e religione è una formula vincente».

Ne è un esempio lampante Marge Jetton, 101 anni, che sfreccia alla guida della sua Cadillac. Con la testa che a malapena arriva all’altezza del volante, tiene gli occhi coperti dalle lenti scure salde sugli occhiali fissi sul parabrezza. Marge si reca spesso al centro di assistenza per anziani di Loma Linda, come racconta all’inviato del Nationa! Geograpbic. Ai «vecchietti», come lei li chiama – e la cosa fa un po’ impressione – porta interi pacchi di riviste perché «a loro piace leggerle e ritagliare le illustrazioni».

Il volontariato l’aiuta a evitare la solitudine, un fattore che abbrevia la vita delle persone, e dà uno scopo alla sua esistenza. Ma Marge cura anche l’attività fisica visto che ogni giorno cammina per un chilometro e mezzo e fa sollevamento pesi. E ovviamente l’alimentazione: «Non tocco carne da 50 anni e non tocco niente fuori pasto». Sì, perché il mangiare sobrio in genere è un altro elisir di lunga vita. «Le persone che vivono più di cent’anni sono accomunate anche dall’ abitudine di non mangiare molto soprattutto la sera, preferendo consumare solo frutta», sottolinea Gates. «In più, chi ha vissuto molto non si è mai posto troppo il problema di contare le calorie, ma semplicemente si è detto: quando mi alzo da tavola, devo quasi avvertire ancora un po’ di appetito. Inoltre danno molta importanza al bere acqua. Bisogna ricordare che gli anziani perdono il meccanismo della sete per cui un buon espediente è prendere l’abitudine di tenere una bottiglia a portata di mano e di bere di tanto in tanto fino a un litro e mezzo, due litri al giorno».

Nella ricerca sui grandi vecchi troviamo persone di oltre cento anni capaci ancora di fare attività fisica

Dopo anni di ricerche

Secondo quanto è emerso dalle ricerche sugli awentisti, essi vivono in media dai quattro ai dieci anni in più rispetto agli altri californiani e sono l’unica cultura che non sta perdendo il suo margine di longevità, un perfetto esempio del perché questa religione cresce ancora e va avanti. E non stiamo parlando di ricerche basate su piccoli gruppi e per breve tempo. Una di queste fu portata avanti tra il 1976 e il 1988 dal National Insitutes of Health (Istituto nazionale per la salute) su 34 mila awentisti californiani per capire se le loro scelte salutistiche avessero ripercussioni sull’aspettativa di vita e sul rischio di malattie cardiache e cancro. Lo studio provò che la loro abitudine di consumare legumi, latte di soia, pomodori e altri frutti abbassava il rischio di contrarre certe forme di cancro; e suggeriva che mangiare pane integrale, bere cinque bicchieri di acqua al giorno e consumare quattro porzioni la settimana di semi oleosi, riduceva il rischio di ammalarsi di cuore. Lo studio scoprì che non mangiare carne rossa contribuiva a evitare sia il cancro sia le malattie cardiache.

Ma si può parlare anche della spiritualità come fattore antinvecchiamento, senza cadere nello scetticismo? «La dimensione spirituale è effettivamente un’altra caratteristica comune dei longevi», afferma ancora Gates, «tra i credenti è più frequente incontrare persone che vivono al di là della media della popolazione». E fede religiosa significa anche preghiera, che influisce in modo profondo sulla salute perché agisce sui livelli ormonali legati allo stress, aiutando a gestirlo meglio e ad avere ricadute positive sul resto dell’organismo. Un argomento in più in favore di una ricerca autentica e profonda dell’ esperienza spirituale.

Spirito e salute

Identikit di un movimento religioso ali’insegna del salutismo

La chiesa cristiana avventista del settimo giorno ha in comune con le altre denominazioni cristiane (cattolici, protestanti, ortodossi) alcuni fondamenti di fede, come la credenza nella Bibbia e in Gesù come Dio venuto in forma umana per salvare l’uomo caduto nel peccato. La parola «avventista» indica l’idea dell’attesa dell’avvento di Cristo, come più volte preannunciato nei testi biblici a cui seguirà secondo questa fede la fine delle sofferenze umane e l’inizio di un nuovo mondo. L’accento messo al termine «settirno giorno» sottolinea l’osservanza del riposo settimanale sabatico, come indicato sempre nella Bibbia.

Fin dalle sue origini la chiesa avventista è stata particolarmente sensibile e attenta all’idea di salute come equilibrio tra benessere mentale e fisico, anticipando di più di un secolo gli attuali orientamenti olistici di una parte della ricerca medica. Verso la metà del 1800, in nordamerica, questo movimento religioso si inseriva nel dibattito che si sviluppava intorno all’idea di una «riforma sanitaria», dibattito che coinvolgeva anche ambienti medici. In quegli anni venne svolta una grande opera di sensibilizzazione che mirava a sottolineare l’importanza della salute e la necessità di abbandonare abitudini malsane seguendo metodi di cura naturali e semplici. È l’epoca d’oro della lotta contro l’alcol, il tabacco e tutte quelle droghe che venivano regolarmente proposte dagli stessi medici con l’intenzione di guarire le malattie più comuni. Si riscoprirono i benefici dell’uso regolare dell’acqua, del sole, dell’aria e di un’alimentazione semplice e leggera, possibilmente vegetariana, per apprezzare la bellezza di una vitalità spontanea e stabile dell’organismo.

Ne sono un esempio i centri benessere di Battle Creek (antesignano dei centri Newstart europei e italiano, per info: 800/865167 ndr.) frequentati a quel tempo da industriali come Henry Ford, John Rockfeller e Thomas Edison. Fedele a questa sua antica tradizione la chiesa avventista ha sempre continuato a sottolineare l’importanza di questi principi inserendoli nel corpo più ampio delle verità bibliche fondamentali che rappresentano i punti di riferimento principali intorno ai quali si è sviluppata la fede avventista.
Per conoscere meglio la realtà della chiesa avventista del settimo giorno italiana, a cui è collegata anche il nostro mensile Vita & Salute, potete consultare i seguenti indirizzi e recapiti telefonici:
Sede nazionale: Unione italiana delle chiese cristiane awentiste del settimo giorno (Uicca), Lgt. Michelangelo 7 – 00192 Roma. Tel. 06/3609591, fax 06/36095952,
Internet: www.avventisti.it.

In pratica Rallentate il tempo

Ecco in sintesi alcuni utili suggerimenti ricavati dalle più recenti ricerche sulla longevità per tenere il nostro orologio interno orientato sulla giovinezza.

• Allenare sempre la mente e tenere sotto controllo i propri interessi.
• Controllare lo stress.
• Curare il proprio aspetto fisico, pelle, denti, capelli.
• Almeno una volta a settimana concedersi un po’ di tempo all’aria aperta, lontano dai centri urbani.
• Praticare quotidianamente la meditazione e la preghiera.
• No agli alcolici.
• No al fumo.
• Eliminare gli zuccheri raffinati e l’eccesso di zuccheri.
• Non trascurare l’assunzione di acqua: berne almeno 8 bicchieri al giorno.
• Rinnovare il menù: la varietà del ricettario assicura un buon mix di nutrienti.
• Non abusare del fritto o della friggitrice: aumenta la produzione di radicali liberi.
• Un deciso no a grassi idrogenati (occhio all’etichetta) e vegetali (nascondono i
tropicali come palma, cocco, sui quali pende l’imputazione di aprire la strada alla senescenza cellul re).
• Consumare prodotti biologici.
• Adottare uno stile alimentare che includa stabilmente a tavola olio extravergine d’oliva, frutta e verdura di stagione (almeno 5 porzioni al giorno), cereali integrali e legumi.
• Il vegetarianismo può essere un valido aiuto per mantenere le cellule giovani.
• Ridurre la quota di proteine animali, aprendo la strada a quelle vegetali (associazione di cereali, legumi, tofu, seitan, tempeh).
• Attuare corrette combinazioni alimentari (sono sempre più di attualità). Ricordiamo che sono accuratamente da evitare quelle tra pasta e carne (carboidrati e proteine), ma anche carne e formaggio. Combinazioni ad hoc sono quelle tra cereali e legumi (in genere
i carboidrati con le leguminose). Non diamole per scontate: interrogatevi su quante volte praticate le giuste associazioni alimentari durante la settimana. Se solo una o due volte non ci siamo.
• Praticare giornalmente una moderata attività fisica. È consigliato camminare, ogni giorno, almeno mezz’ora. Stare alla larga dagli sforzi eccessivi che determinano una maggiore produzione di radicali liberi.
• Mantenere il peso forma costante negli anni.
• Dormire almeno 7 ore a notte.
• Sottoporsi a controlli medici regolari.
• Controllare la pressione, i livelli di glicemia e il colesterolo: tre indici che incidono sensibilmente sulla giovinezza dei nostri organi interni.
• Coltivare il senso dell’umorismo.
• Piacere nel trascorrere il tempo libero.
• Ottimismo.
• Soddisfacente vita sessuale.
• Capacità di esprimere le emozioni.
• Capacità di reagire in modo creativo ai cambiamenti.

Ringraziamo Vita & Salute per l’offerta di alcuni articoli tratti dal suo archivio.

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