Salute e Temperanza

 drink & smoke“Credo che il mio corpo sia il tempio dello Spirito santo e voglio onorare Dio avendone cura, evitando l’uso di tutto ciò che è nocivo, astenendomi da tutti i cibi impuri, dall’uso, produzione o vendita di bevande alcoliche, dall’uso, produzione o vendita di tabacco in qualsiasi forma per il consumo umano e dall’uso non terapeutico o dallo spaccio di narcotici e altre droghe” (Manuale di Chiesa, pag. 14,15).

“Il cristiano riconoscerà il proprio corpo come tempio dello Spirito Santo. Perciò egli onorerà Dio avendo cura del proprio corpo in modo intelligente, usando moderatamente ciò che è buono e astenendosi dall’uso di ciò che è nocivo, come cibi impuri, uso, fabbricazione o vendita di bevande alcoliche, uso, fabbricazione o vendita di tabacco di ogni tipo, come pure dall’uso non terapeutico o dallo spaccio di narcotici o altre droghe” (Manuale di Chiesa, pag. 200).

Il corpo è il tempio dello Spirito Santo (cfr. 1 Cor 6:9). «Siccome la mente e l’anima si esprimono mediante il corpo, il vigore mentale e spirituale dipendono molto dalla forza e dall’attività fisiche. Tutto ciò che contribuisce alla salute fisica, contribuisce anche allo sviluppo di una mente forte e di un carattere equilibrato» (Principi di educazione cristiana, p. 161). Ecco perché gli avventisti hanno cura di vivere saggiamente applicando i principi della salute con l’esercizio fisico, la respirazione, il sole, l’aria pura, l’uso dell’acqua, il riposo e il sonno. Per loro convinzione hanno scelto di mangiare in modo sano, seguendo liberamente le regole della salute, della temperanza e di una dieta sana. Essi perciò si astengono da qualsiasi bevanda alcolica, dal tabacco e da qualsiasi droga. Essi cercano di preservare il loro equilibrio psico-fisico evitando ogni eccesso.

La riforma sanitaria e l’insegnamento dei principi della salute e della temperanza sono parti inseparabili del messaggio avventista. Il Signore ci ha trasmesso tramite la Sua messaggera che «coloro che osservano i Suoi comandamenti devono stabilire con Lui relazioni sacre e tramite la temperanza nel mangiare e nel bere devono conservare il loro corpo e il loro spirito nelle condizioni più favorevoli per il servizio» (Counsels on Health, pp. 132,133). «Rientra nel piano del Signore che l’influsso benefico della riforma sanitaria faccia parte del grande impegno finale per la proclamazione del messaggio evangelico» (Medical Ministry, p. 259).

Noi apparteniamo a Dio: corpo, anima e spirito. È dunque un sacro dovere osservare le leggi della salute, non solo per il nostro benessere e la nostra felicità, ma anche per poter collaborare con maggiore efficienza con Dio e con il prossimo. L’appetito deve essere tenuto sotto controllo. La salute è assicurata osservando intelligentemente i principi di igiene relativi all’aria pura, all’abbigliamento razionale, alla pulizia, all’esercizio fisico e alla ricreazione adeguata, al sonno e al riposo sufficienti e a una dieta sana ed equilibrata. Dio ha dato all’uomo una varietà di alimenti utili per soddisfare le esigenze di una dieta corretta. La frutta, i cereali, le noci e le verdure, preparati in modo semplice, «costituiscono, con il latte o la panna, la dieta più sana» (Christian Temperance and Bible Hygiene, p. 47).

Riguardo all’alcol, se è vero che nella Parola di Dio non troviamo una proibizione assoluta, è altrettanto vero, che essa ne mostra il potenziale devastante attraverso esempi negativi (Noè, Lot, ecc.) e con dichiarazioni che devono essere tenute in debita considerazione (Proverbi 23:31-35). Inoltre, presenta un ideale di astinenza totale, determinando che perfino un suo uso moderato è incompatibile con certe vocazioni (Numeri 6; Giudici 13:14); ha per di più imposto a certe figure di non farne assolutamente uso durante l’esercizio di funzioni in cui era necessario il massimo delle prestazioni cerebrali (Levitico 10:9-0; Proverbi 31:4,5).

Essendo la chiesa – corpo di Cristo, luce del mondo e sale della terra – «una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato» e dovendo proclamare «le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla Sua luce meravigliosa» (1 Pietro 2:9; cfr. Apocalisse 1:6) e, indipendentemente dal fatto che l’uso dell’alcol è diventato un serio problema sociale, che in questi ultimi tempi coinvolge soprattutto gli adolescenti, riteniamo che l’astinenza totale dall’alcol sia conforme alla volontà di Dio.

Ellen G. White, motivando la posizione dei nostri pionieri sulle bevande alcoliche, ha scritto oltre un secolo fa:

«Satana aveva riunito gli angeli decaduti per cercare insieme a loro il modo di fare del male alla famiglia umana. Vennero esaminate varie proposte e infine fu Satana stesso a ideare un piano. Avrebbe preso il frutto della vigna, il frumento e altre cose che Dio aveva dato come alimento e li avrebbe trasformati in veleni, per rovinare il corpo e le forze morali degli uomini, impadronendosi così dei loro sensi e sottomettendoli completamente al suo volere. Sotto l’influsso dei liquori, gli uomini si sarebbero corrotti. Guidando gli uomini verso l’alcol, Satana li avrebbe fatti scendere sempre più in basso».(1) «Ben presto si vedranno le conseguenze di questa terribile piaga».(2) «Non combattiamo finte battaglie. La lotta in cui siamo impegnati ha ripercussioni eterne. Il nostro nemico è invisibile, gli angeli del male stanno lottando per dominare ogni essere umano».(3)

Concludendo, credo che la posizione di astinenza dall’alcol è conforme all’insegnamento della Parola di Dio. Di fatto, l’astinenza era già un’ideale biblico quando la bevanda alcolica era un piccolo problema. Il famoso teologo Brunner, scriveva: «Oggi, non sono – i cristiani – astinenti, a dovere giustificare questa posizione, ma quelli che la rifiutano a dover giustificare la loro».(4)

Note:
(1) E.G.White, Temperance, (Nampa, idaho, Pacifique Press, pub. Assn, 1949) p. 12.
(2) E.G.White, Sulle orme del gran Medico, Edizioni ADV, Falciani, 2000, p. 185 (346).
(3) Ibidem, p. 65 (128).
(4) Emil Brunner, citato da Servir, rivista pastorale della Divisione Euroafricana, n. gennaio ‘83, p.37.

Past. Francesco Zenzale

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