Salute in Fumo 2

smettere-di-fumare-difficile-anteprima-550x367-933354La nicotina non causa tumori, li nutre

“La nicotina favorisce il tumore. Non lo provoca (come altre sostanze contenute nel fumo di sigaretta), ma agevola la formazione dei vasi sanguigni che gli permettono di crescere. Come dire che la nicotina stimola quella vascolarizzazione del tumore che un recente filone di ricerca tenta di impedire. La capacità angiogenica della nicotina è dimostrata da un lavoro sui topi condotto all’università di Stanford in California e presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia, in corso ad Amsterdam. Una prima conseguenza della scoperta è che gli ammalati di tumore non devono fumare.

Il tumore, per passare da piccolo e innocuo aggregato di cellule mutate a massa maligna, capace di diffondersi in altri organi, ha bisogno di alimentarsi. Per questo attiva proteine naturalmente presenti nell’organismo che promuovono la formazione di capillari, cioè di vasi sottili, come dice il nome, più di un capello, che si innestano sui più grandi vasi presenti nelle vicinanze traendone linfa vitale.” [la Repubblica – 30 agosto 2000]

I danni causati dal fumo

Tumori: sono 4.000 le sostanze nel fumo che favoriscono la comparsa dei tumori. La nicotina aiuta i tumori a svilupparsi: stimola la formazione dei vasi sanguigni indispensabili ai tumori per sopravvivere.

Cervello: aumenta il rischio di ictus cerebrale, fino a 20 volte superiore per le donne fumatrici che usano contraccettivi orali.

Cuore: aumentano la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Il cuore lavora di più e ha bisogno di maggiore ossigeno. Ciò porta ad aritmie; cresce il rischio di infarto.

Arterie: nicotina e monossido di carbonio permettono il deposito di grassi sulle pareti delle arterie, che diventano sclerotiche.

Mani e piedi: riduzione della temperatura causata dal restringimento dei vasi che portano il sangue agli arti periferici.

Polmoni: rischio di tumore collegato al numero delle sigarette al giorno e al contenuto di catrame e nicotina. Viene inibita l’azione dei piccoli peli (ciglia) che ripuliscono i polmoni.

Utero: il rischio di tumore alla cervice uterina è dell’80% superiore nelle donne fumatrici.

Gravidanza

Studi britannici e olandesi evidenziano correlazioni tra alcuni disturbi dei bambini nella prima infanzia e il consumo di tabacco durante la gestazione

Nuove ricerche confermano, se ce ne fosse bisogno, la nocività delle sigarette in gravidanza. Il nascituro subisce danni non soltanto se la madre fuma, ma anche dall’esposizione al fumo passivo. I bambini nati da fumatrici presentano un più alto rischio di soffrire di respiro affannoso e di asma vera e propria.

Lo dice uno studio condotto da Andrew Lux, della Bath Unit for Research in Paediatrics presso lo Royal United Children’s Hospital di Bath, in Inghilterra. Nell’ambito dell’ALSPAC (Avon Longitudinal Study of Parents and Children), più di 8500 donne gravide sono state tenute sotto osservazione anche per quanto riguarda l’abitudine al fumo. Si è poi visto che nei bambini tra i 18 e i 30 mesi, uno su cinque soffriva di respiro affannoso, e il rischio era più alto nei figli di quante avevano fumato in gravidanza (il periodo considerato è importante, perché successivamente questo problema respiratorio può essere causato da infezioni). Forse inaspettatamente, nella stessa ricerca si è visto che anche l’esposizione al fumo passivo provoca effetti analoghi. Le sigarette sono colpevoli di circa l’1,5 di problemi di affanno nei piccoli, ci sono poi ovviamente altri fattori di rischio, come una storia familiare di asma, l’essere maschi, le condizioni abitative eccetera. Di questi fattori, comunque, il fumo sarebbe il più facile da eliminare.

Secondo un altro studio olandese (condotto dalla Sijmen Reijneveld Institution, a Leida) i figli di forti fumatrici (15-50 sigarette al giorno) soffrono di coliche il doppio dei figli di non fumatrici. Lo si è appurato intervistando un campione rappresentativo di genitori di più di 3000 bambini di età superiore ai sei mesi. Le coliche venivano identificate da specifici comportamenti di pianto che duravano più di tre ore al giorno per più di tre giorni alla settimana. Anna Mannucci

Concludendo

  • Un tabagista su 15 mente al medico di fiducia e dichiara di aver smesso di fumare.
  • Il 20% dichiara di non aver mai fumato pur essendo affetto da malattie causate dal fumo.
    Il 70-75% dei fumatori dichiara invece di voler smettere.
  • Il 30% asserisce di aver provato a smettere almeno 3 volte ma con successi solo temporanei.
  • 14 la media giornaliera di sigarette fumate in Italia.
  • 6.500.000 gli italiani ex fumatori.
  • 25-39 anni la fascia di età in cui è più alta la percentuale di fumatori.
  • Secondo le analisi elaborate dall’Istat lo scorso anno in Italia il tabacco ha causato circa 90.000 decessi. Il fumo è responsabile del 15-20% di tutte le morti nel nostro Paese (una su sei).
  • Nel 2025 secondo le stime, il tabagismo provocherà più morti di quelli causati da Aids, tubercolosi, suicidi, omicidi e incidenti stradali messi insieme. Le stime dell’OMS indicano una crescita della mortalità del 50% nei Paesi industrializzati e del 700% in quelli del Terzo mondo.
  • 15 anni il tempo necessario a un ex fumatore per recuperare uno stato di salute equiparabile a quello di chi non ha mai fumato.
  • 1 settimana il tempo sufficiente al corpo per recuperare i sensi.”

Prepararsi a smettere

  • modificare le abitudini: per esempio non fumare alle ore consuete
  • cambiare il modo di tenere la sigaretta: fumare con l’altra mano o tenere la sigaretta tra due dita diverse
  • cercare di aspirare meno frequentemente la sigaretta
  • cambiare le situazioni in cui si fuma: non fumare in luoghi “gradevoli” come la poltrona preferita o altri luoghi abitualmente congeniali
  • rendere sempre meno piacevole il modo di fumare: non fumare guardando fuori dalla finestra ma verso una parete o un angolo della casa.
  • depurare l’organismo bevendo molta acqua o succhi di frutta

Smettere

Esistono due modalità principali adottate dai fumatori e ognuno deve cercare la strada che gli è più congeniale:

  • smettere in modo graduale, diluendo il numero di sigarette fumate nel tempo, aiutandosi anche con prodotti alla nicotina (cerotti, inalatori, gomme da masticare e aiuto medico, o contattando gruppi di terapia).
  • smettere immediatamente, bruscamente da un giorno all’altro.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha appena dichiarato, a conclusione del vertice di Ginevra, che nel XXI secolo un miliardo di persone morirà di tabagismo. Per il momento ne muoiono 4 milioni l’anno. C’è chi promette un milione di premio ai medici che aiutano una persona a smettere di fumare. Il disegno di legge antifumo cerca di proteggere i non fumatori. Sembra efficace la pillola antifumo. E vi sono altre iniziative che hanno lo stesso scopo. Una delle prime, la prima in assoluto in Italia, è il Piano dei 5 giorni per smettere di fumare, ideato e gestito dalla Chiesa avventista. Abbiamo chiesto al dott. Ennio Battista, direttore del Dipartimento della Salute dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno di parlarci di questo metodo:

“Il Piano dei 5 giorni per smettere di fumare è stata la prima seria proposta in aiuto dei fumatori desiderosi di abbandonare la sigaretta. Ideato negli Stati Uniti, è stato riproposto in oltre 150 paesi nel mondo per un totale di 15 milioni di partecipanti. In Italia è stato organizzato per la prima volta dall’associazione di volontariato Lega Vita e Salute nel 1973, di fronte a più di un migliaio di persone. È un programma che si basa sulla dinamica di gruppo, agendo globalmente sulla sfera fisica e psicologica, e può essere offerto sia a piccoli che a grandi gruppi di persone. Dopo 5 sedute consecutive segue una serie di richiami, in genere 8, a sette giorni di distanza, concludendo così il percorso di disassuefazione dal fumo. A distanza di un anno dalla fine del corso, la percentuale di non fumatori oscilla tra il 30 e il 40 per cento. Questi risultati collocano il Piano dei 5 giorni (negli ultimi anni ribattezzato Programma respira libero) al vertice della graduatoria di efficacia dei metodi per smettere di fumare e ne fanno un vero rimedio per raggiungere l’obiettivo di una radicale riduzione del numero di fumatori nel nostro Paese”.

stop-al-fumo-okHo deciso di smettere
di fumare

Past. Francesco Zenzale

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