Cibi puri e impuri

Romani 14

salumi-mistiUno crede di poter mangiare di tutto, mentre l’altro che è debole, mangia legumi. Colui che mangia di tutto non disprezzi colui che non mangia di tutto; e colui che non mangia di tutto non giudichi colui che mangia di tutto, perché Dio lo ha accolto … Io so e sono persuaso nel Signore Gesù che nulla è impuro in sé stesso; però se uno pensa che una cosa è impura, per lui è impura» (Romani 14:2,3,14).

Se noi applichiamo la formula: «nulla è impuro in sé stesso» nel senso rigorosamente letterale, mettiamo l’apostolo Paolo in contraddizione con se stesso. Difatti, più avanti, l’apostolo, riconosce che certe cose sono realmente impure quando egli cita Isaia 52:11: «Perciò, uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’impuro; e io vi accoglierò» (2 Corinzi 6:17).

La pratica religiosa dall’astensione della carne sacrificata agli idoli era largamente diffusa nel mondo antico, soprattutto nel mondo giudeo – cristiano. Infatti, i credenti di Roma erano turbati proprio come la comunità di Corinto, perché ritenevano che mangiare della carne che era stata offerta agli idoli, significasse in qualche modo contaminarsi e commettere idolatria.

Nella lettera ai Corinzi l’apostolo Paolo scrive: «Quanto dunque al mangiar carni sacrificate agli idoli, sappiamo che l’idolo non è nulla nel mondo, e che non c’è che un Dio solo. Poiché, sebbene vi siano cosiddetti dèi sia in cielo sia in terra, come infatti ci sono molti dèi e signori, tuttavia per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo. Ma non in tutti è la conoscenza» (1 Corinzi 8:4-7).

Notiamo bene il modo in cui Paolo affronta il problema: «… alcuni, abituati finora all’idolo, mangiano di quella carne come se fosse una cosa sacrificata ad un idolo; e la loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata. Ora non è un cibo che ci farà graditi a Dio; se non mangiamo, non abbiamo nulla di meno; e se mangiamo non abbiamo nulla di più. Ma badate che questo vostro diritto non diventi un inciampo per i deboli. Perché se qualcuno vede te, che hai conoscenza, seduto a tavola in un tempio dedicato agli idoli, la sua coscienza, se egli è debole, non sarà tentata di mangiar carni sacrificate agli idoli? Così, per la tua conoscenza, è danneggiato il debole, il fratello per il quale Cristo è morto» (1Corinzi 8:7-11).

Secondo l’apostolo Paolo, l’uomo forte o maturo, nel senso spirituale, è colui che mangia della carne che era stata prima sacrificata alla divinità, senza alcun timore, perché è consapevole della non esistenza degli idoli. Per lui anche se un alimento è stato offerto ad un idolo pagano, non cambia nulla, perché egli non ci crede.

L’uomo debole è invece chi «mangia solo legumi». Ovvero, una persona, forse, da poco convertita che non ha ancora superato completamente il suo timore verso le sue antiche divinità. Pertanto riteneva che mangiare della carne che era stata prima sacrificata agli idoli, significasse partecipare ad culto idolatra.

Gli alimenti in sé erano puri, ma per lui, a causa della sua conoscenza debole, erano Koinos, ovvero impuri, immangiabili.

In Romani 14:14, Paolo dice che non c’è nulla di impuro in sé sesso, e che ciò che si ritiene impuro è dovuto al fatto che i neofiti, in qualche modo sono ancorati alle divinità pagane: una specie di superstizione.

Concludendo, ambedue i gruppi: i deboli e i forti, restano nell’ambito della fede, ma i vegetariani sono deboli nella fede, ossia non hanno ancora la forza di affrontare la libertà che il cristiano possiede in Cristo come fanno invece gli altri che Paolo chiama «forti»; i primi sono «deboli» perché sono ancora ancorati a reminiscenze pagane, che condizionano la loro libertà acquisita in Cristo. La differenza non sta nella natura della carne, ma piuttosto nello spirito e nella comprensione dell’insegnamento evangelico. È una semplice questione di maturità spirituale.

Past. Francesco Zenzale

Testi difficili      Torna su
Share Button