Ha indurito i loro cuori

Giovanni 12:40

4894621-cuore-di-pietra-su-pietra-609x343Gesù in Giovanni 12:40, cita il profeta Isaia: 6: 10. Il contesto immediato in cui si situa l’enunciato di Isaia, è quello relativo alla vocazione del profeta preceduta da una serie di dichiarazioni relative allo stato spirituale d’Israele e il suo castigo (capitoli 1-5; 6:1-9).

Da una parte abbiamo Israele che si è allontano da Dio, la sua condizione spirituale è tale che l’esilio è inevitabile; dall’altra, Dio che cerca di salvare il salvabile, inviando il profeta Isaia, il quale è chiamato a svolgere un’opera il cui risultato sarebbe stato deludente a causa dell’ostinazione del popolo. Il Signore in qualche modo avverte il profeta che la sua predicazione non avrebbe avuto il risultato sperato e che pertanto non deve cadere della trappola dell’illusione.

Nell’undicesimo versetto il profeta pone una domanda al Signore. «Fino a quando Signore», sottinteso la situazione spirituale rimarrà cosi. La risposta che il Signore da, una parte conferma l’irreversibilità dell’esilio babilonese, dall’altra, che tutto ha un tempo limitato, pari alla durata del castigo.

In breve e con semplicità, i versetti 9 e 10, esprimono una presa d’atto da parte di Dio dello stato spirituale del popolo e la necessità di essere purificato mediante castigo; e nel contempo rivelano un Dio che tiene sotto controllo la situazione, ma senza violare la libertà di scelta dell’uomo.

In Giovanni 12: 30-40, la situazione è analoga. Il popolo vive nelle tenebre, la luce arriva, ma la rifiutano, e pertanto Gesù ne prende atto e cerca di salvare il salvabile sapendo che il castigo sarebbe arrivato: Gerusalemme, ancora una volta sarebbe stata distrutta, e soprattutto Israele non sarebbe più stato il popolo eletto: un nuovo popolo sarebbe sorto dalle ceneri di un popolo che avrebbe rifiutato il Messia.

L’espressione “E l’Eterno indurì il cuor…” va compresa tenendo conto della cultura del tempo, del monoteismo e della preconoscenza di Dio. Quando si tiene conto di questi aspetti si evince che tale espressione è semplicemente una presa d’atto da parte di Dio nei confronti dell’uomo che è in rivolta conto Dio e che forse ha peccato contro lo Spirito Santo e che pertanto non c’è più nulla da fare per la conversione. Ad esempio: «E l’Eterno indurì il cuor di Faraone» equivale: Dio ha preso atto che nonostante i ripetuti inviti alla conversione, per il Faraone non c’era più nulla da fare, perché il Faraone aveva indurito il suo cuore.

Past. Francesco Zenzale

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