La formula trinitaria del battesimo negli apostoli

Scutum-Fidei-Arma-Trinitatis1I nostri fratelli “unitari” fanno presente che gli apostoli non hanno mai battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28:19) perché non credevano nella trinità.

Di fatto, bisogna ammettere che la formula trinitaria, a prima vista e nella forma, sia stata disattesa dagli apostoli, ma non nel contenuto e nell’insegnamento.

Non credo che Gesù abbia lasciato una “formula” o una frase rituale. L’espressione trinitaria battesimale deve essere colta nel suo significato e non tanto nella forma. Ciò è ben evidenziato dal significato esistenziale della parola «ònoma » nome, che precede i rispettivi attributi: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Nella mentalità ebraica dare un nome ad una persona o chiamarla per nome significava offrirle il diritto di esistere, di pensare e ti interagire nel mondo e con se medesimi; ciò implicava una conoscenza  affettiva, empirica della persona e non nominativa e/o formale, devozionale. Il terzo comandamento  «non nominare il nome di Dio invano» significa disattendere la persona di Dio nel quotidiano, più che bestemmiarlo che in sé rivela spesso mancanza di conoscenza e di riverenza formale. In questo senso gli apostoli non hanno disatteso l’insegnamento di Gesù nel suo significato e i catecumeni più che credere nella trinità, la sperimentavano. Ad esempio, gli Atti degli apostoli sono da attribuire allo Spirito Santo più che agli apostoli (cfr. Atti 2; 5:1-4; 8:29; 13:2; 15:28; 16:6) e le lettere di Paolo sono impregnate della presenza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, lo stesso per quelle di Pietro e di Giovanni. (cfr. Atti 2:33; 2:38-39; 5:31-32; Atti 10:36-38; 1Corinzi 12:4-6; 2Corinzi 13:13; Efesini 2:18; Tito 3:4-6; Ebrei 9:14; 1Pietro 1:1-2; 4:14; 1Giovanni 4:13-15).

Inoltre, è importante evidenziare che secondo l’apostolo Paolo, in Gesù «abita corporalmente tutta la pienezza della divinità» (Colossesi 2:9), pertanto battezzare nel «nome di Gesù» (Atti 2:38; 8:16) significa anche nel nome del Padre e dello Spirito Santo. Nell’esperienza di conversione di Cornelio, lo Spirito Santo aveva già operato potentemente, tale da indurre Pietro  ad esprimersi : «C’è forse qualcuno che possa negare l’acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» (Atti 10:47)

Comunque, volendo attenersi alla forma, nel Nuovo Testamento oltre a Matteo 28:19, troviamo anche la formula di benedizione in 2 Corinzi: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (13:14).

Indubbiamente, la formula «uno uguale a Tre» è un’equazione che non torna secondo la logica umana, è un concetto che sfugge alla nostra razionalità. Ma nella Bibbia questa formula, non solo è applicata alla divinità, ma è anche riferita alla realtà umana «i due saranno una sola carne» (Matteo 19:4-6). L’uomo e la donna nel matrimonio sono considerati come una singola unità ‘ehad, eppure fisicamente e psicologicamente rimangono due individui distinti.

Dio supera la nostra comprensione pertanto conoscere Dio dovrebbe essere il nostro primo interesse (Osea 6:3; Geremia 29:13; Matteo 6:33).

Quando battezziamo le persone nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, li stiamo battezzando nel nome di Gesù perché “in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità (Colossesi 2:9)”. Perciò battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo o nel nome di Gesù solo, va bene fin tanto che lo si fa con la comprensione di Colossesi 2:9. Questo è solo uno degli esempi in cui la Parola di Dio è sempre in accordo con se stessa. Solo che a volte non l’abbiamo studiata sufficientemente a fondo. Oggi, se hai delle domande riguardo a qualcosa che hai letto nella Parola di Dio che sembra essere una contraddizione, vai in profondità e studiala, la Parola si spiega sempre da sé.Quando battezziamo le persone nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, li stiamo battezzando nel nome di Gesù perché “in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità (Colossesi 2:9)”. Perciò battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo o nel nome di Gesù solo, va bene fin tanto che lo si fa con la comprensione di Colossesi 2:9. Questo è solo uno degli esempi in cui la Parola di Dio è sempre in accordo con se stessa. Solo che a volte non l’abbiamo studiata sufficientemente a fondo. Oggi, se hai delle domande riguardo a qualcosa che hai letto nella Parola di Dio che sembra essere una contraddizione, vai in profondità e studiala, la Parola si spiega sempre da sé.

Past. Francesco Zenzale

Testi difficili      Torna su
Share Button