Il dono dello Spirito

discesa ssScrive l’apostolo Paolo: «… a ciascun di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono largito da Cristo… Ed è lui che ha dato gli uni, come apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti; gli altri, come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero, per l’edificazione del corpo di Cristo» (Efesini 4:7,11,12).

La chiesa non sarebbe in grado di compiere la propria missione nel mondo, se non potesse contare sui doni spirituali che si manifestano nel suo seno. Salendo al cielo, Cristo la ricolmò dei suoi doni celesti. Lo Spirito Santo, suo rappresentante, agisce con potenza distribuendo i suoi doni secondo le possibilità dei singoli membri e per l’edificazione di tutti: «Ora a ciascuno è la manifestazione dello Spirito per il bene comune» (1Corinzi 12:7).

I membri della chiesa sono responsabili dell’uso dei doni affidati loro dallo Spirito Santo: essi sono dunque degli economi, degli amministratori di beni dati loro in custodia. L’enumerazione dei doni si trova nella prima lettera ai Corinzi. «Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, carismi di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l’interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole» (1 Corinzi 12:8-11) (G. Marrazzo).

I «doni dello Spirito» non sono talenti o attitudini naturali, ma veri e propri regali offerti dal Signore al credente convertito, in vista del servizio cristiano. È la chiesa che deve riconoscere i doni dei suoi membri, permettendo il loro sviluppo in un’atmosfera democratica in cui l’autorità è esercitata sulla base delle capacità spirituali e, appunto, dei doni divini.

In sintesi

Dio concede a tutti i membri della sua chiesa, indipendentemente dall’epoca in cui vivono, i doni spirituali che ognuno deve utilizzare in un servizio motivato dall’amore, per il bene comune della chiesa e dell’umanità. Donati dallo Spirito Santo, che li distribuisce «a ciascuno in particolare come egli vuole», i doni assicurano quelle capacità e quella vocazione necessarie alla chiesa per l’esercizio delle funzioni stabilite da Dio.

Secondo le Scritture, questi doni sono: la fede, la guarigione, la profezia, la predicazione, l’insegnamento, l’amministrazione, la comprensione, la riconciliazione, il servizio altruistico e la bontà per aiutare e incoraggiare le persone. Alcuni membri sono chiamati da Dio e ricevono i doni dello Spirito per esercitare le funzioni riconosciute dalla chiesa nel ministero pastorale, evangelistico, apostolico e nell’insegnamento.

Queste funzioni sono particolarmente importanti per preparare i membri al servizio, per aiutare la chiesa a crescere verso il raggiungimento della maturità spirituale, per promuovere l’unità della fede e la conoscenza di Dio. Quando i membri usano questi doni spirituali «come buoni amministratori della svariata grazia di Dio», la chiesa è protetta dagli influssi distruttivi delle false dottrine, si sviluppa grazie all’intervento di Dio e si rafforza nella fede e nell’amore.

Confrontare:

Romani 12:4-8; 1 Corinzi 12:9-11,27,28; Efesini 4:8,11-16; Atti 6:1-7; 1 Timoteo 2:1-3; 1 Pietro 4:10,11.

Past. Francesco Zenzale

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