Metti il perdono nel motore della tua vita

86173La pace è un bene anelato da tutti i popoli, ma ha un prezzo, un costo molto alto, che in qualche modo nessuno vuole tenere conto: il perdono

♦ Isaia 53:5; Romani 5:1

“Il perdono di certo non serve – nella competizione – al successo e alla ricerca della vittoria, come richiede la società del tempo presente. Chi perdona è visto piuttosto con un sentimento che si pone tra la pena e la stranezza. Si è sostenuto che è persino un gesto contro l’evoluzione e contro quella «lotta per l’esistenza» posta da Charles Darwin tra i meccanismi della persistenza delle specie e dei singoli nel tempo.

Oggi, la cultura dominante è quella del nemico, pertanto il perdono non troverà mai dimora, anzi suona stonato.

Possiamo semmai convenire che il perdono si pone tra i comportamenti utili alla città del Cielo, per andare in Paradiso, un po’ meno forse per vivere con soddisfazione su questa terra. Cristo, che più ha esaltato il perdono, quaggiù in terra lo hanno crocefisso vicino a due ladroni. Ed è l’esempio più estremo dell’elogio del perdono, avendolo egli suggerito e applicato anche verso i nemici. Una vera «eresia» dentro il libro della natura umana” (V. Andreoli).

Il perdono: punto di vista psicologico

“Dal punto di vista psicologico, e cioè del singolo uomo, occorre ricordare che il perdonare può diventare un modo di comportarsi gratificante. È bellissimo rispondere con un sorriso a chi ti chiede scusa. È umanissimo dare un bacio ad un figlio che ti ha ferito, quando senza nemmeno dirlo, hai sofferto. È bellissimo vivere senza nemici e poter trasformare un potenziale nemico in uno che invece ti sopporta o che finisce per apprezzarti. È straordinario non sentire l’invidia che ti attanaglia e che rappresenta una delle fonti dell’inimicizia e dell’odio. E non si tratta di affermazioni estetiche o della strategia dei legami deboli: non unirsi mai troppo per non avere né amici né nemici, ma più semplicemente evidenziare il piacere del perdono, il senso di leggerezza nel vivere in una comunità in cui perdoni per essere perdonato.

Si tratta di un piacere tutto terreno – lo voglio sottolineare – dove non c’è nulla ancora di divino o di salvifico, ma semplicemente una strategia del vivere meglio. Un fondamento “economico” che vale anche per le energie della psiche: sorridere invece che impugnare una pistola di difesa. Mettere pace invece di dichiarare la guerra.

Che errore pensare che solo la punizione insegni a vivere e a rispettare! Nel perdonare non si sbaglia mai misura, nel punire quasi sempre. Bisogna vedere il perdono non come un vantaggio gratuito a chi si aspetta la punizione, ma un piacere, una gratificazione per chi perdona. Io ho una grande voglia di perdonare e lo sento adesso che mi accorgo di aver fatto del male e di non essermene nemmeno accorto. Perdono perché mi piace perdonare. Perché è difficile giudicare, perché «chi è senza peccato scagli la prima pietra». Un peccato agli occhi dell’uomo, prima che a quelli di Dio” (V. Andreoli).

Chi non perdona manca della sacralità di un Dio che rimette i peccati e perdona.

Secondo la Parola ispirata solo “presso Dio v’è perdono” (Salmo 130:4); Egli in Gesù Cristo “ha perdonato tutti i nostri peccati” (Colossesi 2:13). In Ebrei 10:17, Dio dice che “non si ricorderà più dei nostri peccati e delle nostre iniquità”.

Dio è amore e misericordioso, quindi “Egli tornerà ad aver pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Egli getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati” (Michea 7:19).

Egli cancella i nostri peccati per “amore di se stesso” (Isaia 43:25) e “allontana da noi, le nostre come dista l’oriente dall’occidente” (Salmo 103:12).

Questo amore così profondo promuove nei nostri cuori la pace interiore e relazionale, infatti sta scritto: “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati” (Marco 11:25); e ancora: “Perdonate e sarete perdonati” (Luca 6:37).

Il perdono è come l’olio nel motore di un’automobile. Che cosa succede al motore quando manca l’olio? Si fonde. Così è anche nella vita, dove non c’è l’olio del perdono i rapporti si frantumano, si modificano e peggiorano.

“Chi non perdona si priva del solo mezzo atto a beneficiare della misericordia di Dio Non pensiamo che, se chi ci ha fatto del torto non confessa il suo peccato, noi abbiamo il diritto di negargli il perdono. Certo, il suo dovere è di umiliarsi col pentimento e la confessione; ma noi dobbiamo mostrarci misericordiosi verso che ci ha offesi, anche se non riconosce il suo torto. Per quanto egli abbia potuto ferirci crudelmente, non dobbiamo serbare rancore né addolorarci a dismisura per il torto ricevuto; ma dobbiamo perdonare chi ci ha offeso, come speriamo di essere perdonati da Dio per le offese che Gli abbiamo recate” (Sul Monte delle Beatitudini, p. 132).

Perdonare non è un dovere, ma un piacere; un volersi bene. Perdonare significa imparare a vivere secondo Dio. Ricevere il perdono, significa accogliere nel proprio cuore un atto d’amore, un segno di riconciliazione, un inizio di vita nuova. Vuol dire dare ospitalità a Dio o colui che ti ama così come sei.

Accogliere il perdono significa smettere di vivere da solo e lasciarsi coinvolgere dall’altro.

Past. Francesco Zenzale

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