Raab: speranza adottata

Come risponderai quando la speranza bussa alla tua porta?

Geoffrey G. Mbwana*

rahab 4«Può qualcosa di buono venire da qui?»

Gerico era una città cananea votata all’idolatria e al peccato. Gli abitanti «si erano abbandonati alle cose più folli e degradanti… [Vivevano] solo per maledire il cielo e degradare la terra» (Patriarchi e profeti, p. 492). «Questo era l’ordine che Dio aveva dato a Mosè: «Ma nelle città di questi popoli che ilSignore, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri, ma voterai a completo sterminio gli Ittiti, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei» (Dt 20:16,17). Gerico era il primo obiettivo di conquista di Israele entrando nella terra promessa. Gerico e tutta la sua popolazione vennero distrutti totalmente.

Incontro della speranza

All’interno della città viveva Raab, una prostituta la cui casa era addossata alle mura di Gerico. Probabilmente aveva una locanda e riceveva ospiti. Fabbricava anche stoffe di lino per cui sul tetto di casa metteva forse ad asciugare delle steli di lino. Essendo stata una prostituta è lecito supporre che fosse mal vista, rifiutata e respinta della comunità in cui viveva. Forse la sua era una vita disperata. I segni lasciati dai suoi trascorsi l’avevano accompagnata e seguita sino al momento della nostra storia, in quanto viene ancora ricordata come Raab, la prostituta. Come tutti gli altri, aveva sentito parlare di quel Dio di Israele che aveva guidato il suo popolo garantendogli la vittoria su tutte le nazioni in cui si era imbattuto dopo aver lasciato l’Egitto. Aveva sentito parlare di quello che era successo al mar Rosso quarant’anni prima e delle terribili piaghe cadute sugli egiziani subito prima dell’esodo. La storia del loro viaggio e degli atti miracolosi compiuti da Dio erano conosciuti in tutta Gerico (Gs 2:10) e gli abitanti della città temevano per la loro vita ora che gli israeliti erano solo a poche miglia di distanza.

Quello che sapevano del Dio d’Israele li aveva messi sulla difensiva e si rifiutarono di sottomettersi. Il timore di Raab sembra essere di tipo diverso. I racconti presentavano un’immagine di Dio con la quale la donna voleva identificarsi. Il suo timore era che Dio non l’accettasse ma le storie udite avevano innestato in lei il seme della speranza e più conosceva questo Dio più aumentava la sete di lui.

Nel momento in cui le spie entrano nella città si manifesta più chiaramente la sua crescente voglia di appartenere al Dio d’Israele. Questi indesiderati stranieri erano una minaccia per gli abitanti di Gerico, ma Raab li accoglie nella sua casa a rischio della rabbia, dello sdegno e dell’odio dei suoi concittadini. La scelta della sua casa da parte delle spie, fu vista come un’occasione straordinaria di saziare la sete della sua anima: un bisogno di appartenenza e di salvezza da parte del Dio d’Israele. Così quando i temibili soldati di Gerico entrano in casa sua in cerca delle spie, lei mente. «Sì, gli uomini sono venuti, ma non sapevo chi fossero. Al tramonto… gli uomini sono andati via e non so quale strada abbiano preso». Aveva deciso di nascondere le spie, anche se il suo comportamento poteva essere considerato un atto di tradimento verso il suo paese.
La speranza aveva bussato alla sua porta e colei che era senza speranza aveva risposto.
Avrebbe potuto rifiutare agli uomini l’ingresso in casa sua. O avrebbe potuto sfruttare l’occasione per guadagnarsi il favore di quelli che la disprezzavano consegnandoli nelle mani dei soldati. Ma erano entrati come spie e lei volontariamente si era prestata come informatrice. Le donne e gli uomini di Gerico temevano la morte, erano scoraggiati. Mentre al contrario, la speranza aveva dato coraggio e forza a Raab. La speranza l’aveva spinta a fare quello che gli altri abitanti di Gerico ritenevano impossibile. La speranza l’aveva liberata dalla paura.

La fede è come un albero

Raab afferrò la possibilità che le si era presentata e con orgoglio dichiarò il suo credo:«Io so che il Signore vi ha dato il paese» (Gs 2:9). Il seme della speranza era diventato un albero: l’albero della fede nel dio d’Israele.
La speranza aveva bussato alla sua porta e colei che era senza speranza aveva aperto.
Ecco come Raab dimostrò di aver fede e speranza:
– Chiese alle spie di giurare nel nome del Dio d’Israele e non nel nome degli dei che aveva servito fino ad allora. Come Giacobbe non li lasciò partire senza che prima la benedicessero. La speranza la spinse a reclamare un’impossibile promessa: «Io ho salvato la vostra vita, voi salvate la mia». Impossibile perché le spie avevano ricevuto da Dio l’ordine di non risparmiare nessun abitante di Gerico. La speranza le dette la forza di insistere.
– Rivelò la fiducia che aveva nel Signore d’Israele chiedendo di essere salvata lei e la sua famiglia. Era sicura che Dio potesse offrire la salvezza a coloro che lo desideravano e questa speranza le dette il coraggio di chiedere lo stesso favore anche per gli altri.
La sua insistenza nell’«avere un segno sicuro» dimostra che lei aveva fiducia nelle promesse di Dio.

I frutti della speranza

La speranza aveva reso l’ubbidienza di Raab volontaria e spontanea; l’attesa fu solo pura gioia. Prima di andare via, le spie ricompensarono Raab rispondendo positivamente alle sue richieste. «La nostra vita per le vostre vite!» (v. 14). La fede di Raab viene ricompensata; le spie promettono di assumersi la responsabilità della vita di ogni membro della sua famiglia ma contemporaneamente la spingono a mantenere fede all’accordo, ubbidendo.

È con questa speranza nel cuore che Raab cala le spie con una corda lungo le mura posteriori della sua casa, le spinge sulla via della salvezza, lega una cordicella rossa alla finestra, invita gli altri membri della sua famiglia e aspetta pazientemente e con tranquillità le promesse di Dio. Sono certo che ogni volta che guardava il nastro rosso alla finestra, la sua speranza aumentava.
La speranza aveva bussato alla sua porta e lei che era senza speranza l’aveva accolta, afferrata e ne aveva fatto una ragione di vita.

Il settimo giorno Israele circonda la città per l’ultima volta. Mentre le mura cadono, le due spie eseguono l’ordine di Giosuè e salvano la vita di Raab e della sua famiglia. Mentre a Gerico tutti morivano, Raab e la sua famiglia trovano favore agli occhi di Dio. La loro speranza fu ricompensata e la loro vita risparmiata. «Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie» (Eb 11:31).

Oltre a questa benedizione, Raab ne ricevette un’altra: fu completamente inserita nella famiglia di Israele ed ebbe il diritto di sposare un israelita. Fu così che entrò nella linea genealogica non solo del re Davide ma anche di Gesù: il messia di Raab. Raab è una delle tre donne ricordate nella genealogia di Gesù (Mt 1:5,6).

Quale stupendo viaggio! La speranza Guidò Raab da Gerico a Canaan, da prostituta ad antenata del Messia, da nemica del regno a vera figlia del regno. Per questa prostituta senza speranza, il viaggio iniziò dalla speranza. Il seme della speranza era stato innestato nel suo cuore, era cresciuto ed era diventato il grande albero della fede e la speranza che aveva abbracciato era stata largamente ricompensata.

Siete anche voi fermi in questa speranza?

*Geoffrey G. Mbwana è stato pastore, insegnante e tesoriere. Attualmente ricopre la carica di presidente della Divisione Africana centro-orientale.

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