I Legami dell’Amore

manitese“Dice il Signore, “Quando Israele era fanciullo io l’amai e, fin dall’Egitto, chiamai il mio figliolo. Egli è stato chiamato, ma s’è allontanato da chi lo chiamava; hanno sacrificato ai Baali, hanno offerto profumi a immagini scolpite! Son io che insegnai ad Efraim a camminare, sorreggendolo per le braccia; ma essi non hanno riconosciuto ch’io cercavo di guarirli. Io li attiravo con corde umane, con legami d’amore; ero per loro come chi sollevasse il giogo d’in su le loro mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare” (Osea 11:1-4).

Che dolorosa illustrazione del nostro Genitore celeste! Che illustrazione d’amore, di misericordia, di tenerezza e grazia! “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per esser soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:16). Che versetto per genitori che hanno dei figli prodighi! “Affinché otteniamo misericordia” (per le nostre mancanze) e “grazia per essere soccorsi al momento opportuno” riguardo ai nostri figli adulti! Non ti commuove?

William Herschel, il grande astronomo, visse nella costante paura che venisse scoperta la sua diserzione dal corpo di guardia del re, quando aveva diciassette anni. Se fosse stato catturato, avrebbe subito la pena di morte. Dopo alcuni anni, durante i quali era riuscito a nascondersi molto bene ed a schivare le guardie, William fu convocato per presentarsi personalmente al Castello di Windsor davanti al re George III.

“Oh, no! Sono stato scoperto! Ora sicuramente sarò denunciato e gettato in prigione in attesa della mia condanna!”. Egli pensò. Con il cuore che batteva a mille e le ginocchia tremanti, egli si prostrò dinanzi al trono.

Mentre si avvicinava, re George gli sorrise. “Prima che discutiamo di astronomia, – il re disse – c’è una piccola faccenda che dobbiamo risolvere insieme”. Dicendo ciò il re gli passò un documento che conteneva il sigillo e la firma reali.

Intimorito, William aprì il documento. Era l’assoluzione per la sua diserzione! Ora non era più necessario nascondersi. Non doveva più affrontare la morte per il suo reato, perché il re gli aveva offerto la grazia. (Jacob Gartenhaus “Famous Hebrew Christians”, pp. 95-97).

A. Che cos’è la grazia?

La grazia è un favore non meritato; è un dono di misericordia al posto della punizione.
La grazia è la buona notizia della salvezza, adempiuta anticipatamente per noi e per i nostri figli. Il Nuovo Testamento afferma che Iddio ci ha già salvati con tutti i nostri figli sebbene disubbidienti. Tutto ciò che ognuno di noi deve fare è accettare questo dono senza prezzo. Il nostro comportamento non può guadagnarcelo. Mentre noi eravamo disperati, ingrati, peccatori e nemici di Dio, Egli venne a morire per noi e per i nostri figli (Romani 5:6,10). Dio giustifica l’empio (Romani 4:5). Non c’è nessuna necessità d’intervenire o intercedere presso Dio per la nostra salvezza o per quella dei nostri figli; ciò è stato già realizzato in Cristo. Tale salvezza ora può solamente essere accettata o rifiutata da noi come anche dai nostri figli. La nostra preghiera per i nostri figli dovrà essere costituita dal nostro atteggiamento verso loro, un atteggiamento che rifletta la grazia che è stata mostrata a noi e a loro in Cristo.

Un giorno una donna si avvicinò all’Imperatore Napoleone con una richiesta: “Vi prego, perdonate mio figlio”.
“No! – rispose Napoleone – Questo è il secondo reato di vostro figlio. La giustizia richiede la sua morte”.
“Non chiedo giustizia – la madre supplicò – Chiedo misericordia”.
“Per il reato che ha commesso, non si merita misericordia”. Rispose Napoleone.
“Se infatti se la meritasse non sarebbe più misericordia! – ella disse – Misericordia è tutto ciò che chiedo”.

Commosso dalla semplice supplica della madre, l’imperatore dichiarò: “Beh… concedo la grazia. Vostro figlio è perdonato” (H.M.S. Richards, “The Promises of God” – p. 264).

La grazia è la concessione del perdono da parte del re. E’ un padre che corre ad incontrare il figliuol prodigo. E’ un bacio di una mamma quando il figlio ha fatto il monello. E’ presentare un dono ad un figlio ingrato e immeritevole. La grazia è un favore non meritato ed inatteso, di cui non si è degni, donato inaspettatamente ad una persona poco promettente e indegna. E’ il copioso dono che Dio ci elargisce a mano a mano che ci avviciniamo al Suo trono con il cuore pieno di colpe. E’ il meraviglioso messaggio che Egli è per noi e non contro di noi!

B. La Grazia per genitori

Nel suo libro “Prayer Treasurers” (“I tesori della preghiera”), Dorothy Eaton Watts ci racconta un’esperienza vissuta nel ricevere il meraviglioso dono della grazia di Dio riservata ai genitori. Ella scrive: “Spesso in preghiera ho trovato il tesoro della grazia di Dio. Mentre mi accostavo al Suo trono, sentendomi ridicola e colpevole, Egli mi ha sorriso con una benevolenza, una tenera gentilezza che non meritavo”.

“Una mattina mi svegliai alle quattro senza riuscire più a dormire. Tutti i miei sbagli, le imperfezioni del mio carattere, e tutte le volte in cui avevo deluso Dio (particolarmente da genitore) si ripresentavano continuamente alla mia mente fino a quando mi sentii completamente scoraggiata. Infine mi alzai e incominciai a leggere il libro “Ministry of Healing” (“Sulle Orme del Gran Medico” di Ellen G. White), dal punto che avevo lasciato il giorno precedente. Uno dei versetti citati era quello di Michea 7:18-19. Dopo averlo letto in varie versioni, scrissi la mia personale parafrasi: “Chi è Dio come te che rimette i miei peccati e perdona tutti i miei sbagli! Non sei arrabbiato con me, ma mi ami teneramente. Tu non vieni per farmi vedere i miei peccati e le mie mancanze, perché li hai gettati tutti lontano da te, nel fondo del mare dove non potranno mai più essere trovati!”.

“Signore, Ti ringrazio! Aiutami a fare altrettanto! Satana cerca di rivangarli per farmeli ricordare. Aiutami ad accettare il Tuo amore e il Tuo perdono. Signore, ti prego, Tu hai cancellato i miei peccati dal Tuo registro, ma essi rivivono nel computer della mia mente. Ti prego di cancellarli anche da lì!”.

Spesso, semplicemente come farebbe una bambina piccola, lascio che il Padre mi prenda fra le Sue braccia e mi canti la Sua melodia d’amore (Isaia 43:4). Quella mattina Egli mi tranquillizzò con il Suo amore e la Sua grazia (Sofonia 3:17) (“Prayer Tresurers”, Dorothy Eaton Watts).

C. Il trono di Grazia

Quando ci accostiamo al trono della grazia in preghiera, per noi stessi o per i nostri figli, non siamo soli. Gesù cammina con noi fino davanti al trono. Ci presenta a Dio come Suoi figli e figlie, membri della famiglia reale, figli del Re celeste! Egli parla per conto nostro, presentando le nostre richieste come se fossero le Sue.

Quando ci inginocchiamo davanti a Dio, Gesù si inginocchia con noi e ci viene detto che, in queste circostanze, Iddio Padre “elargisce tutti i tesori della Sua grazia” a noi. Lasciamo la Sua presenza consapevoli che Egli ha ascoltato la nostra preghiera e con i nostri cuori ripieni della “ricchezza della sua grazia” (Testimonies, Vol. 6 – p. 364).

Richard C. Foster esprime la stessa idea nel suo libro “Prayer” (“Preghiera”). “La verità di tutta la questione è che noi tutti ci accingiamo a pregare con un mucchio di motivi ingarbugliati: altruistici ed egoistici, di misericordia e di odio, d’amore e di amarezza. Francamente, nella nostra permanenza su questa terra non riusciremo mai a sbrogliare il bene dal male, ciò che è puro dall’impuro. Però, la cosa di cui mi sono reso conto è che Dio è abbastanza grande da riceverci con tutti i nostri miscugli. Non è necessario essere intelligenti, o puri, o ripieni di fede, o chissà che cosa. Questo è quel che vuol dire grazia, e non solo siamo salvati per grazia, noi anche viviamo per essa, e preghiamo per essa” (p. 8).

Non è questo un privilegio? Anche quando preghiamo, quando intercediamo per i nostri figli, la grazia di Dio è operante concedendoci favori speciali per mezzo dei meriti di Cristo Gesù!

D. Noi possiamo offrire la grazia ai nostri figli

Pensate a cosa vuol dire la grazia per noi come genitori. Pensate come il nostro Padre celeste ci tratta, Suoi ostinati figli. Noi possiamo fare lo stesso con i nostri figli. A loro occorre altrettanta grazia da noi quanta a noi ne occorre da Dio. Essi hanno bisogno di sperimentare questa grazia da parte dei loro genitori terreni, affinché possano avere la speranza di riceverla dal nostro Genitore celeste. Forse, la grazia è il dono più grande che possiamo concedere ai nostri figli adulti. Il seguente acrostico può servire a rammentarcelo:

G come Gentleness = Gentilezza, Tenerezza
La Tua grazia è dolce, Signore. Che cuore tenero hai Tu! Sei sempre gentile con le mie emozioni, così fragili, sempre attento a non spezzare uno spirito già ferito. Richiami la mia attenzione con tanta tenerezza verso la via che Tu vuoi che io segua. La Tua grazia è gentile.

Signore, ti prego, concedi anche a me la stessa tenerezza con i miei figli ostinati. Aiutami ad essere dolce con le loro emozioni così fragili, che possa stare attenta a non ferire il loro spirito angosciato. Rendimi gentile, Signore.

R come Refreshing = Refrigerio
La Tua grazia è un refrigerio, Padre. Come la rugiada del mattino o la dolce pioggia estiva, essa mi dà nuova vita e speranza. Essa vivifica e rinnova. La Tua grazia mi rinfresca!

Padre, ti prego, dammi tale forza per vivificare la fede vacillante dei miei figli e rinnovare le loro speranze deluse. Aiutali a credere che può esserci una nuova vita per loro con Te, grazie alla nuova relazione che stiamo per instaurare fra noi, per la Tua potenza. Rendimi come la rugiada del mattino per i miei figli, Signore.

A come Acceptance = Accettazione
La Tua è una grazia che accetta, Signore. Non importa come io abbia sbagliato nei Tuoi confronti, Tu non mi metti da parte. Mi sento pienamente accettato/a in Tua presenza, così come sono con tutto ciò che c’è in me: le mie forze e le mie debolezze, le mie possibilità e i miei fallimenti. La Tua grazia mi accetta.

Signore, ti prego, rendimi accogliente nello stesso modo nei confronti dei miei figli adulti. Non importa quanto essi abbiano sbagliato e mi abbiano deluso, aiutami a non buttar via il nostro rapporto. Aiutali a sentirsi totalmente accettati in mia presenza, così come sono: con le loro forze e le loro debolezze, le loro possibilità e i loro fallimenti. Aiutami ad accettarli, Signore.

C come Comfort = Conforto
La Tua grazia mi conforta, Padre. In tutte le delusioni della vita, anche in quelle che mi sono causata da me stessa, Tu mi conforti. La Tua presenza è un unguento che placa il mio spirito ferito, guarisce, e mi benedice. La Tua grazia mi conforta.

Padre, aiutami ad essere un conforto per i miei figli. In tutte le loro delusioni della vita, anche quelle che si sono procurate da soli, aiutami a confortarli. Possa la mia presenza essere nella loro vita un unguento che plachi il loro spirito abbattuto, che possa guarire e benedire. Padre, possa la mia grazia confortare i miei figli.

E come Encouraging = Incoraggiante
Quanto mi sento incoraggiata dal Tuo amore e dal Tuo favore, che non merito! Quale gioia e speranza io possiedo grazie a Te, e al Dono del Tuo Figliolo Gesù Cristo. Se Egli è morto per me, Egli sicuramente mi salverà, e mi condurrà attraverso tutte le prove della vita! La Tua grazia mi incoraggia, Signore.
Signore, ti prego, aiutami ad incoraggiare i miei figli tramite il mio amore e il mio sostegno anche quando non lo meritano. Aiutali a trovare gioia e speranza in mia presenza. Credo che Tuo Figlio Gesù Cristo non morì solo per me, ma anche per i miei figli. Di certo, Tu li salverai e li condurrai attraverso tutte le prove della vita! Ho fiducia in te, So che farai ciò che non posso fare. Signore, ti prego, fa che il mio amore possa essere un incoraggiamento per i miei figli affinché possano sperimentare il Tuo amore!

Signore ti rendo lode per la tua GRAZIA (GRACE). Una grazia che è:

Gentle
Refreshing
Accepting
Confortable
Encouraging

Padre, ho bisogno del Tuo aiuto affinché possa allo stesso modo offrire Gentilezza, Refrigerio, Accettazione, Conforto e Incoraggiamento ai miei figli. Con le mie forze ciò non è possibile, ma con Te, “Io posso ogni cosa”. (Adattamento da un capitolo del libro di Dorothy Watts, “Prayer Treasure”).

E. La grazia offre un nuovo inizio

Margaret andò su tutte le furie. Era andata a trovare suo figlio Greg, e si era arrabbiata a causa di ciò che aveva visto. Aveva ventinove anni e il suo guadagno (quando lavorava) era ancora sotto il limite delle spese. Sembrava che Greg non avesse ancora capito come comportarsi nel mondo di oggi.

Margaret si amareggiò quando si rese conto che egli viveva “un’esistenza vuota”. Il più delle volte Greg non sapeva neanche dove sarebbe andato a dormire la notte, tanto meno che cosa mangiare. I suoi amici gli permettevano di dormire nelle loro sedie a sdraio o, a volte, sul pavimento, quando non lavorava. Qualche volta dormiva in macchina e si lavava in spiaggia.

“Gli ho fatto una bella strigliata, – disse Margaret alla sua amica Karen – Non sono più riuscita a trattenermi, ma questa volta ho esagerato, lo so… lo sento. Temo d’aver perso completamente il controllo. Ho fatto ciò che avevo giurato di non fare mai. L’ho paragonato a suo padre. Gli ho detto che se non avesse avuto più riguardo della sua vita, sarebbe finito proprio come suo padre, completamente esaurito, squattrinato e solo. Non è stato bello, lo so. Suo padre ci lasciò quando Greg aveva appena otto anni, e per questo lui si porta dentro ancora un grande dolore. Non volevo essere così crudele nei suoi confronti. Volevo solo che facesse più attenzione, che si rendesse conto che potrebbe succedere anche a lui; ma non è andata come speravo”.

“Come reagì Greg?” Chiese Karen.

“Si è messo ad urlare con me come se odiasse tutto ciò che gli avevo detto. Mi ha detto di tacere e di smetterla d’interferire nella sua vita. Il suo atteggiamento era spaventoso. Sento ancora il suo disprezzo nei miei confronti. Mi sono sentita come se fossimo degli estranei. Non sapevo come parlargli; sembrava così ostinato e così determinato a fare le cose a modo suo!”

Greg voleva il conforto di sua madre, ma lei ne aveva poco da dare. Non ne aveva neanche per se stessa, si sentiva come se avesse una ferita aperta. Greg aveva bisogno che lei lo ascoltasse, però il suo timore e la sua rabbia erano così intensi da renderla incapace di ascoltare. Greg voleva che la mamma gli stesse accanto, ma lei non riusciva a sostenere nemmeno se stessa.

“Puoi ricominciare tutto da capo, – suggerì Karen – Cerca di riconoscere i tuoi sbagli e comincia di nuovo”.
“Cominciare di nuovo? – chiese Margaret – Ma come? Greg ha ventinove anni e non potrà essere mai più il mio piccolo Greg”.

“Mi ricordo di aver sentito un sermone tempo fa – disse Karen alla sua amica – sulla seconda possibilità che Dio concede, anche sulla terza o quarta, se necessario. Egli non ci gira le spalle. Sono convinta che ti concederà un’altra possibilità. Farà in modo che accada, per te e per Greg”.

Dopo che Margaret uscì, Karen rimase a riflettere per un bel po’ sul Dio della seconda possibilità. Karen O’ Conner scrive: “Mentre mi recavo a casa quella mattina, ero sopraffatta dall’idea della seconda possibilità, e di che cosa avrebbe potuto significare per altri genitori come me e Margaret – mamme e papà che speravano vivamente di avere l’opportunità di ristabilire un rapporto rovinato o infranto con i propri figli adulti”.

“Fui ripiena della realtà dell’amore di Dio per me e per Margaret e per tutti i genitori. Un amore così potente da mandare il suo unigenito Figlio a morire per i nostri peccati. Egli non ci ha destituiti per legge. Egli non ci ha giudicati o manipolati. Egli ci ha amati e ci ha dato una seconda possibilità per mezzo di Gesù Cristo. Quale maestoso dono! Di certo, ho pensato, lo stesso Dio desidera redimere il nostro essere genitori!” (Karen O’Connor – o.c. – pp. 3-9).

La grazia, la grazia, la grazia di Dio: la grazia che è più grande di tutti i nostri peccati. I legami dell’amore sono formati dai fili della grazia.

Tratto da “Preghiera e Amore Salvano” di Dorothy Eaton Watts

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