I conflitti

conflittoConflitto costruttivo e conflitto distruttivo

Affrontare il conflitto è una necessità; come affrontarlo è una sfida per gli individui e per la coppia. Se la famiglia è un sistema chiuso, gestirà i problemi del conflitto e del modo di affrontarlo tentando di mantenere lo «status quo» e quindi negando o distorcendo il conflitto stesso per una scelta di ripiegamento su se stessa. Se invece è un sistema aperto o si sforza di diventarlo, diventa luogo di condivisione, di crescita e di testimonianza.

La famiglia si definisce non in base a dei comportamenti comuni, ma per il modo in cui l’interesse della persona trascende quello comportamentale. La vita familiare è di per sé ambivalente: un ambiente d’apprendimento che può favorire l’intenalizzazione dei valori oppure una trappola dove i singoli membri si dileguano.

L’esistenza dei conflitti è inevitabile. La Parola di Dio, sin dalle origini del peccato, ci presenta l’uomo coinvolto in un conflitto di natura spirituale: Uomo – Dio; centripeta: Uomo – Io; relazionale: Uomo – Tu (Genesi 3). A questa triplice configurazione del conflitto la risposta di Dio è altrettanto tripla: ama Dio; ama te stesso; ama il prossimo. (Matteo 22:34-40)

Nelle nostre famiglie, non sono i conflitti e le tensioni a fare il problema, ma il modo di affrontarli. Bisogna riconoscere che alcuni conflitti accompagnano sempre la convivenza. Ad esempio:

Conflitti generazionali: il giovane e il vecchio non si troveranno mai in sintonia spontanea o istintiva. E guai se lo fossero: avrebbero rinnegato la loro storia;

Conflitti etnci – culturali.

Conflitti circa il potere: «chi è il più grande fra noi? – Marco 10:43». É una domanda che serpeggia in ogni gruppo, perciò gelosie, rivalità e maldicenze sono tappe presenti;

Conflitti fra i sessi: maschio e femmina sono complementari, ma anche diversi nella sensibilità, nel modo di ragionare e di affrontare i problemi;

Conflitti circa l’unità: le contrapposizioni del tipo «noi» e «loro», «oggi è così ma nel passato…», sono tentazioni di tutti.

Conflitti d’interessi: ogni persona, per quanto sia legata partner o alla comunità, tenderà sempre a gestire in modo individuale la propria vita e secondo «un ordine del giorno» personale. Non c’è nessuno che davanti al televisore non preferisca istintivamente il proprio programma a quello impostogli dall’altro e se deve adattarsi è sempre con un certo disappunto;

Conflitti circa l’unione e la differenziazione: essere insieme vuol dire fare le stesse cose? Pensare tutti alla stessa maniera? Pensare in modo diverso, vuol dire individualismo? Come Conciliare il progetto comune con le esigenze personali? Come sentirci uguali, ma anche rispettosi delle differenze? Come essere insieme, ma lasciare che il vento della libertà continui a soffiare fra la coppia?

“Amare qualcuno non implica il possesso di questa persona. É offrirgli il pieno diritto di essere una persona unica. Colui che non ama veramente incatena l’altro e lo rende schiavo. L’amore dovrebbe essere il suolo nel quale l’essere umano cresce. Lo arricchisce senza limitarlo o restringerlo. L’amore è un dono mentre noi spesso lo consideriamo come un imprigionamento” (Howard Whitman, Science Discovers Real Love, The Reader’s Digest, sett. 1950, p. 115–116).

“Né, il marito, né, la moglie dovrebbero annullare la propria personalità in quella dell’altro coniuge. Ognuno ha una personale relazione con Dio. A lui ognuno deve domandare: «Che cosa è giusto? Che cosa è sbagliato? Come posso adempiere meglio il fine della vita?» (Sulle Orme del Gran Medico, pag. 152).

Non preoccupiamoci quindi se in seno alla famiglia ci sono delle tensioni: è segno che la famiglia è viva. Interessiamo invece sul tipo di conflitto e del modo in cui si affronta.

Modalità risolutive

1. L’evitamento

  • Positivo: dire sempre tutto non è salutare per la relazione. Dirsi tutto, sempre, in qualsiasi momento, è una modalità utopica di relazione e sottilmente violenta. Inoltre, c’è un tempo opportuno e un tempo inopportuno per affrontare argomenti caldi della relazione.
  • Negativo: affrontare la divergenza minimizzando o cambiando argomento. È una fuga o una chiusura. Si sta zitti, non si parla, si diventa freddi e distanti.

2. L’attacco

Modalità aggressiva, caratterizzata da espressioni verbali mirate a ferire l’altro. Urlare, minacciare, ecc.

In entrambi le modalità, il conflitto si ripresenta, perché i bisogni di entrambi non sono stati risolti.

3. Il compromesso

Si tratta di capire il punto di vista dell’altro e negoziare per una soluzione che soddisfi i bisogni di entrambi.

Negoziare

In un conflitto,

  1. è rilevante, non perdere mai di vista i valori morali, spirituali, ecc… che sono la norma cui si deve fare riferimento.
  2. è importante ricordare che l’amore è un movimento ritmico che coinvolge tutti gli aspetti della vita di chi si ama, esso è accompagnato da eventi gradevoli e spiacevoli.
  3. è spirituale che “Il marito renda alla moglie quel che le è dovuto; e lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potestà sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potestà sul proprio corpo, ma la moglie. Non vi private l’un dell’altro, se non di comune consenso, per un tempo, affin di darvi alla preghiera; e poi ritornate assieme, onde Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza” (1 Corinzi 7: 3-5).
  4. è indispensabile che “Anche quando sorgono difficoltà, perplessità e scoraggiamento, né il marito né la moglie dovrebbero accarezzare il pensiero che la loro unione sia uno sbaglio o un delusione” (Sulle Orme del Gran Medico, p. 152).
  5. è logico che solo tracciando un itinerario particolareggiato e concordando piani precisi, la vita a due avrà sempre il dolce sapore della luna di miele.

Tenendo conto di queste semplici e indispensabili regole morali e relazionali, di comune accordo, è importante:

  1. capire che il problema appartiene alla relazione;
  2. identificare e definire il problema e i bisogni di ciascuno;
  3. proporre delle soluzioni (dare anche ai figli questa possibilità);
  4. valutare le soluzioni proposte:
    1. la loro attitudine nel soddisfare i bisogni di entrambi;
    2. la possibilità pratica dell’applicazione;
  5. prendere bilateralmente la decisione accettabile per ognuno;
  6. mettere in atto la decisione e prevedere le modalità di esecuzione (tempo, mezzi, strutture, chi e come);
  7. seguire da vicino l’applicazione e valutarla, analizzando i risultati ottenuti;

Condizioni per un buono studio del conflitto

  1. impegnarsi a non adoperare alcuni errori fondamentali prima evidenziati;
  2. scegliere il momento ed il luogo dove non si è disturbati;
  3. enunciare le soluzioni senza uno spirito critico o arrogante o di superiorità, ed annotarle tutte, senza discriminazione alcuna;
  4. ricordare sempre che la soluzione definitiva deve soddisfare i bisogni di entrambi e deve essere accettata da tutti;
  5. tenere conto che alla soluzione possono essere apportate delle varianti.

Puntualizzazioni

  • Discutere non significa litigare, ma è un confronto costruttivo; disponibilità a considerare anche il punto di vista altrui e ad esaminare le soluzioni proposte dagli altri scendendo, se è necessario ad un compromesso.
  • Discutere non vuol dire parlare per sottintesi e allusioni, con la pretesa che l’altro «ha capito bene quello che voglio dire!». Occorre esprimersi in modo chiaro, diretto e personale (messaggio io).
  • Discutere vuol dire rimanere in tema e non «fare di ogni erba un fascio»: approfittare del disaccordo per mettere all’ordine del giorno fatti passati, oppure prendere spunto dal conflitto attuale per scaricare il proprio malumore accumulatosi dentro per anni.
  • Discutere vuol dire sforzarsi di percepire i fatti nella loro globalità, anziché ostinarsi a difendere con le unghie e con i denti le proprie ragioni nel tentativo di dimostrare che l’altro ha torto ed io ragione.

Conclusione

Ricordatevi che come l’amore v’incorona, così vi crocifigge. L’amore è ugualmente pronto sia a farvi fiorire che a potarvi. Come covoni di grano vi accoglie a sé. Vi scuote per rendervi spogli. Vi setaccia per liberarvi dalle reste. Vi macina fino all’estrema bianchezza. Vi impasta finché‚ non siate cedevoli; ed infine ci assegna al suo sacro fuoco perché, diventiate pane sacro per la mensa di Dio.

L’amore non dona che se stesso e nulla prende se non da se stesso. L’amore non possiede né vorrebbe essere posseduto; Poiché‚ l’amore basta all’amore. Non dovreste dire, voi che vi amate, Dio è nel mio cuore, ma piuttosto, Io sono nel cuore di Dio, perché‚ Dio è amore.

L’amore rimane uno tra i misteri più grandi dell’universo, capirlo vorrebbe dire capire l’uomo nei suoi lati più nascosti. “Le più grandi acque non potrebbero spegnere l’amore, e dei fiumi non potrebbero sommergerlo… perché l’amore è forte come la morte” – Cantico dei Cantici

“La famiglia è il cuore della società. Il benessere della società, il successo della chiesa , la prosperità della nazione dipendono dall’influsso esercitato della famiglia” (Sulle Orme del Gran Medico, p. 147).

Past. Francesco Zenzale

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