Impossibile non comunicare

“La Parola era la luce che, venendo nel mondo, illumina ogni uomo” Giovanni 1: 9

comunicare1Introduzione

Noi siamo degli esseri di linguaggio sia quando parliamo, sia quando invece tacciamo. Tutto è linguaggio. E’ vero le labbra parlano, ma anche gli occhi, i gesti, la pelle stessa… Noi respiriamo e trasmettiamo linguaggio! A volte non ne siamo neanche coscienti! Il problema, quindi, non è quello di comunicare, visto che lo facciamo nostro malgrado, ma è quello di acquisire un savoir-faire nella comunicazione, che ci permetta di comunicare al meglio e di avvicinarci il più possibile ad esprimere ciò che vogliamo far sapere all’altro.

Creare dei ponti

Capita a volte che qualcuno fraintenda le nostre parole (ciò che egli ha sentito non era la nostra voce!). Strana “alchimia” la comunicazione, non è vero?

Purtroppo dal momento in cui il messaggio si sposta da un interlocutore all’altro, è già avvenuta una serie di passaggi che lo hanno alterato: Le preoccupazioni personali, le emozioni, il vocabolario, l’interpretazione sono tutti filtri, che a volte, possono diventare delle vere e proprie barriere al dialogo. È quindi molto difficile essere compreso appieno come si vorrebbe! Sicuramente occorre molta più attenzione ed impegno di quanto si può immaginare.

Per un cristiano l’esempio più lampante di comunicazione, con la “C” maiuscola, è dato da Gesù. Egli sapeva comunicare con tutti, dal povero al ricco, dal forte al debole, dal grande al piccolo. Al suo seguito c’erano esattori delle tasse come Matteo, Simone lo Zelota, resistente agli occupanti e Giuda, detto “Iscariota” probabilmente per il pugnale usato dai resistenti più estremisti di cui sembra facesse parte…Gesù sapeva riunire persone completamente opposte tra loro e incapaci di coabitare. Comunicava con forza, convinzione, entusiasmo, originalità, pertinenza e spesso anche con impertinenza!”

Egli camminava ed essi lo seguivano, si fermava e si sedevano per ascoltarlo, dietro di lui c’era sempre un corteo di persone. Di paese in paese, ci si metteva in cammino assieme a lui, era un uomo cha amava stare a contatto con la gente, un assetato di comunicazione che trasmetteva la sua sete a chi sapeva ascoltarlo.
La religione per Gesù non ha ragione di esistere se non favorisce le relazioni tra gli esseri umani. Se i ponti della comunicazione sono distrutti non resta della religione che la menzogna e l’ipocrisia! Vivere con gli altri una buona relazione, è il cammino più breve per andare verso Dio. Gesù ha insistito, a più riprese, mostrando che gli altri erano, prima di tutto, gli esclusi ed i diversi. Infatti, è solo comunicando con gli altri che s’impara a conoscerli.

Giovanni scriveva nel suo vangelo che all’inizio dei tempi e dell’universo c’era la “Parola” (Giovanni 1:1-18). Essa è quindi, secondo lui, la fonte di tutto, anche delle nostre azioni, dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Dire che all’inizio c’è la Parola significa che non può esistere nulla senza di essa. L’apostolo termina il suo discorso affermando che essa è incarnata in Gesù. Attraverso questa sorprendente ed audace affermazione, vedendo in Gesù una “Parola di carne”, Giovanni presentava Gesù come Il comunicatore per eccellenza”.

“Egli sognava di un uomo nuovo, di un uomo nuovo in cammino, capace di creare la sua strada camminando, attirato dall’orizzonte d’intensa comunicazione, e comunione” (Jean Ominus).

Tratto dal libro di Thierry Lenoir «Paroles de chair». Les techniques de Jésus, maître en communication. Edition Vie et Santé, Dammarie-Lès Lys, 2001.

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