La profezia lo aveva predetto

Apocalisse 13

Eccoci a considerare un messaggio che non ho il piacere di dare. In questo studio prenderemo in considerazione un brano dell’apocalisse (il capitolo 13) in cui agiscono due figure animalesche. Due figure contrastanti nell’aspetto esteriore – l’una è una strana fiera composita, l’altra ha l’apparenza di un mite agnello – ma paradossalmente somiglianti nell’agire – l’una e l’altra compiono azioni prepotenti e brutali.

Configurazione delle Bestie

La prima bestia emerge dal mare e presenta un aspetto multiforme: ha il corpo di un leopardo, zampe di orso e fauci leonine; dal corpo si dipartono sette teste e dalle teste dieci corna (Apocalisse 13,1-2). Lo strano animale riceve autorità da un grande drago rosso che è comparso nella scena apocalittica nel capitolo precedente (12). Poi una delle teste della bestia viene ferita mortalmente, ma la ferita guarisce tra lo stupore ammirato del mondo. La bestia che emerge dal mare «parla con arroganza e agisce» con perversità, perseguitando i «santi» e ricevendo l’omaggio riverente degli abitanti della terra «i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello» (Apocalisse 13, 2-8).

La seconda figura animalesca ha l’aspetto di un agnello e procede dalla terra (Apocalisse 13,11). La cosa strana è che malgrado l’aspetto mansueto, questo simbolico animale esercita la stessa autorità simbolica della bestia che lo ha preceduto e usa il medesimo linguaggio del selvaggio drago rosso (Apocalisse 13,12). Il falso agnello seduce gli abitanti del mondo con i prodigi che gli è dato di compiere e propone e realizza una riproduzione e animazione della prima bestia, e conferisce a questa immagine animata della prima bestia il potere di imporsi al mondo come oggetto di culto e di comminare pesanti sanzioni agli inadempienti (Apocalisse 13, 13-17).

Quali potenze terrene sono raffigurate in queste sinistre figure animalesche e quali oscuri eventi presagiscono le loro diaboliche attività?

Descrizione della bestia che sorge dal mare

apocalisse13aConsideriamo i vari elementi allegorici associati alla prima delle due figure simboliche.

1. Il mare è l’elemento da cui nasce, per poi dominare, la «bestia» con sette e dieci corna. Evidentemente anche questo elemento – il mare – ha un valore simbolico. Nella stessa Apocalisse (17,15) le «acque» sulle quali galleggia la bestia che porta la «prostituta»» sono interpretate come «moltitudini umane». Dunque la figura del mare dal quale emerge la prima bestia del cap. 13 dell’Apocalisse orienta verso la regione del mondo densamente popolata come luogo di origine del potere politico che questa bestia rappresenta.

2. Questa figura animalesca è descritta come una sintesi delle quattro fiere simboliche della prima visione di Daniele, anch’esse emergenti dal mare (Daniele 7,3-5). La circostanza non certo casuale della menzione in ordine inverso rispetto a Daniele delle fiere delle cui parti anatomiche si compone la bestia apocalittica, fa pensare che in questa visione di Giovanni il futuro è contemplato con un occhio volto sul passato. La stessa idea è suggerita dalle sette teste e dieci corna della bestia apocalittica. Tali collegamenti col passato indicano che l’entità politica che si cela nella bestia emergente dal mare doveva in qualche modo ripristinare ed esercitare quel dominio universale e quella opposizione contro il popolo di Dio che nei secoli trascorsi avevano esercitato gli imperi babilonesi, persiano e macedone e che nel presente ancora esercitava l’impero romano.

“…fondendo le quattro belve in una, egli sembra voler sottolineare che non vi è differenza nei vari imperi che si susseguono nella storia umana; la loro natura è una e malvagia, come malvagio e satanico è il potere che li sorregge. Non soltanto il numero delle teste e delle corna propone una specie di identificazione mistica fra la bestia e Satana, ma questi stesso è detto dare alla bestia la sua potenza e il suo trono e un potere grande” (Apoc 17: 3). (Edmondo Lupieri, L’apocalisse di Giovanni, ed. Mondadori, 1999 – Fondazione Lorenzo Valla, pag. 203)

3. La bestia della quale ci stiamo occupando, nella visione di Giovanni riceve l’autorità dal drago rosso (Apocalisse 13,2). Ciò significa che il potere che esercita le viene delegato da Satana. “La bestia che spunta dal mare è l’emissario del drago. E’ lo pseudo-Cristo, una scimmiottatura di Cristo” (A. Lapple, op. cit. pag. 155).

4. Questa bestia si offre al mondo come oggetto di culto (Apocalisse 13,8; 2Tessalonicesi 2: 4-8), chiara indicazione di una connotazione religiosa. In parole povere, ci si trova di fronte ad una potenza che riveste carattere politico e religioso nello stesso tempo.

5. La strana belva apocalittica, esercita con brutalità il potere che le è stato dato dal drago e lo volge con successo contro i «santi» (Apocalisse 13,7). Quindi, svolge un’attività persecutoria contro il popolo di Dio che non riconosce la sua autorità in contrapposizione agli adoratori della bestia «i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello» (Apocalisse 13,8).

Identificazione della bestia che sale dal mare

1. La bestia, che sale dagli abissi del mare con frasi blasfeme scritte sulle teste (Apocalisse 13,1), è l’antagonista di colui che è sceso dall’alto dei cieli e il cui nome è Verbo di Dio (Apocalisse 19,13). “L’anticristo si presenta come il Cristo redivivo. Il mistero della bestia affiorante dal mare è ricalcato sul mistero di Cristo crocifisso e risorto. Il Male (il Maligno) si fa avanti camuffato da Cristo” (A. Lapple, op. cit. pag. 153).

2. La misteriosa bestia apocalittica ha le stesse caratteristiche del piccolo corno di Daniele 7.

Un regno politico/religioso  Dan. 7:23  Apoc. 13:1,2
Bestemmia (Parole arroganti)  Dan. 7:25  Apoc. 13:1,6
Perseguita i santi  Dan. 7:25  Apoc. 13:5,7
Ha una influenza mondiale  Dan. 7:8  Apoc. 13:3,8
Riceve potenza dal «drago»  Dan. 7:24  Apoc. 13,2
Il dominio gli sarà tolto  Dan. 7:26  Apoc. 13:9,10
Attentato alla legge di Dio  Dan. 7:25  Apoc. 13,6

3. La bestia simboleggia la più grande organizzazione politico- religiosa presente a Roma, che ha ricevuto dall’impero Romano, strumento del «drago», il potere e le onorificenze degli imperatori e tutta la tradizione cultuale pagana, presentata sotto le vestigia del cristianesimo. (Il drago rosso in Apocalisse 12 si identifica con Roma imperiale, per mezzo della quale cerca di distruggere Gesù sin dalla nascita, si ricordi la strage degli innocenti, ecc…).

JJ. Ing. Von Dollinger, storico cattolico sostiene:

“Dalle rovine dell’Impero Romano, sorse gradualmente un nuove ordine di stati, di cui il punto centrale era la sede papale. Perciò tutto questo diede origine ad una posizione non solamente nuova, ma nettamente differente dalle precedenti” (JJ. Ing. Von Dollinger, storico cattolico, The Church and the Churches, pp, 42,43).

Il cattolico F. Mourret dichiara che, “quando Costantino trasferì la sede dell’Impero da Roma a Costantinopoli, nel 329: qualunque sia stata la sua intenzione personale, lascia il Papa occupare liberamente e più ostensibilmente il primo posto nella città di Roma… Il Pontefice (allora vescovo) è ormai incaricato dell’intrattenimento degli acquedotti, ponti e mura; egli è il protettore legale di ognuno contro le vessazioni dei giudici; il giorno del combattimento, egli deve essere il primo sulle rocche forti. “il Papa dice Ernest Lavisse, è fin da quel momento il vero padrone di Roma” (F. Mourret, La papauté, Paris 1929, p. 24, 26).

“Alla successione dei Cesari subentrò la successione dei Pontefici”.

Identificazione della bestia che sale dalla terra

apocalisse_13bPrendiamo in considerazione i vari elementi allegorici che vengono associati alla seconda «Bestia» del capitolo 13. Questa figura allegorica, per l’aspetto esteriore e per l’elemento dal quale trae origine, differisce sia dalle quattro fiere di Daniele che dalla prima bestia. Infatti:

1. E’ un animale giovane, laddove gli altri sono bestie adulte.

2. E’ un animale mansueto, mentre gli altri sono fiere selvagge.

3. E’ un animale che nasce dalla terra, contrariamente alla Bestia che lo ha preceduto e alle fiere di Daniele, le quali tutte sono sorte dal mare.

Tutto questo deve avere un significato. Vediamo di scoprirlo.

a. La nazione raffigurata da questo animale che ha l’apparenza di un agnello deve essere necessariamente una nazione ancora giovane nel tempo in cui declina il potere dei papi, vale a dire negli anni che precedono la Rivoluzione Francese. Si tenga presente che questa figura simbolica compare nella scena profetica dopo che è stata annunciata la cattività della prima bestia (Apocalisse 13,9).

b. La nazione che si nasconde nella figura dell’animale simile all’agnello (l’agnello nell’apocalisse è simbolo di Gesù Cristo), deve essere una nazione dichiaratamente cristiana, cristiana in senso evangelico, e quindi una nazione mite e pacifica, almeno nella fase storica della sua «infanzia».

c. La nazione di cui è simbolo la bestia che sembra un agnello deve sorgere in una regione del mondo scarsamente popolata. Infatti la terra è un elemento antitetico rispetto al mare (dal quale è emersa la prima bestia) che raffigura moltitudini umane, La terra è dunque una figura appropriata per rappresentare regioni del mondo scarsamente popolate.

d. L’ambigua fisionomia di questa seconda bestia fa pensare alla descrizione dei «falsi profeti» o del falso cristianesimo.

L’abate A. Crampon, commentava:

“La prima bestia usciva dal mare, cioè dall’agitazione e dal rovesciamento dei popoli; questa bestia, la bestia a due corna, sale dalla terra, elemento più calmo; Essa nasce in uno strato sociale tranquillo, nel seno della civiltà” (La Sainte Bible, vol. VII, L’Apocalyps, 1904).

Riunendo e coordinando tra loro questi elementi allegorici non è difficile indovinare che la bestia simile a un agnello che nasce dalla terra è una raffigurazione calzante degli Stati Uniti d’America.

La storia racconta che:

1. I coloni Inglesi, del Nuovo Mondo, si ribellarono alla madre patria nel 1774 e sotto la guida abile di Giorgio Washington intrapresero e portarono a termine con successo la guerra d’Indipendenza. Nel 1776, 22 anni prima della occupazione di Roma e la proclamazione della Repubblica Romana da parte delle truppe napoleoniche – tredici colonie americane si federarono e proclamarono l’indipendenza nazionale assumendo la denominazione di Stati Uniti d’America. Nel 1787 – undici anni prima della deposizione di Pio VI e la dichiarazione della fine del potere temporale dei papi – la nuova Nazione promulgò la sua Costituzione Federale.

2. Discendenti ed eredi spirituali di quei “padri pellegrini” che nel XVII secolo erano approdati nel Nuovo Mondo provenienti dall’Europa anglo-sassone, portando con sé una viva tradizione evangelica, gli ex coloni, improntarono ai principi di uguaglianza e di libertà del Vangelo la loro Costituzione nazionale, conferendo alla nuova nazione una fisionomia evangelica, democratica e liberale.

Un Agnello che parla come un drago

Dall’ultima parte del versetto 11 fino a tutto il versetto 17 del capitolo 13, Giovanni ci fa assistere ad una rapida e sconcertante metamorfosi della figura simile all’agnello che è sorta dalla terra. Mite nel suo apparire, questo simbolico animale nella maturità si trasforma in un essere brutale che «parla come un drago» (Apocalisse 13,12) e finisce col dispotismo e la prepotenza della prima bestia.

Ne esercita il potere in sua presenza, fa pressione sugli abitanti del mondo affinché le rendano omaggio, promuove l’iniziativa di riprodurre l’immagine (v.14), cioè di creare un sistema di governo simile a quello della potenza che era stata ferita a morte ma che oramai si è riavuta dal colpo ricevuto, sebbene non più in possesso dell’autorità di in tempo. Finalmente il falso agnello rende operante il sistema di governo creato sulla falsariga del governo tirannico della belva che lo ha preceduto.

Tutto questo non può significare che una sola cosa, e cioè che gli Stati Uniti d’America rinnegheranno la gloriosa tradizione evangelica, liberale e democratica che ne aveva segnato la storia sin dalla fondazione della Nazione, per tramutarsi in una potenza autoritaria e dispotica, in una sorta di stato teocratico, sul modello dei domini pontifici.

“Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” Giovanni 1:29

Past. Francesco Zenzale

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