72 – Il perdono ci riconcilia con il nostro passato

perdono«Insegnaci dunque a contar bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio» (Sal 90:12).

Nel cammino d’integrazione del peccato, il perdono rappresenta una fase centrale dopo quella del riconoscimento del male stesso: è la scoperta d’un amore che va oltre il nostro merito e perdonandoci ci crea, ci redime, ci riconcilia.

Non sempre nella nostra  vita spirituale gli riconosciamo questo posto centrale, infatti intorno a noi abbondano gli insoddisfatti, gli eterni scontenti di sé, coloro che hanno sempre da rimpiangere o rimproverarsi qualcosa, quasi nemici irriducibili di se stessi, e conseguentemente poco amici degli altri e di Dio.

In altre parole, siamo riconciliati con noi stessi, con la nostra storia e con Dio?

Riconciliati con noi stessi, con la nostra storia è la prima e fondamentale tappa. Gesù aveva ben evidenziato l’importanza di questa prima tappa invitando gli uomini ad «amare il prossimo come se stessi». Con parole diverse ritengo che è impossibile promuovere una relazione riconciliante caratterizzata dal perdono e da un percorso di vita incentivante con l’altro senza prima stabilire una relazione d’amore, di perdono e di riconciliazione con se stessi.

Questa riconciliazione con noi stessi, con il nostro passato, stando all’esperienza del figlio prodigo, precede quella con Dio. Perché la vera riconciliazione con il Padre passa attraverso quella del proprio io, fragile e dolente.

Come il povero pubblicano, senza mistificare la propria friabilità o elaborarla rimproverando l’ingrato passato, che non osa alzare gli occhi al cielo, grida: «… O Dio, abbi pietà di me, peccatore!» (Lc 18:13). La festa del perdono non sopporta rimpianti per ciò che non è stato o che non doveva essere, musi lunghi e cuori affranti. Ciò che è stato è perdonato!

Il Perdono di Dio ci offre la gioia di essere riconciliati con noi stessi. Noi non siamo perfetti, ma se realmente lo vogliamo diventare dobbiamo cominciare a lasciare ogni illusione di perfezione e permettere allo Spirito Santo che ci convince «quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio» (Gv 16:8).

Chi si pente è perdonato perché il Cristo è «l’Agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo». Dio afferma: «… Anche se i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve: anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana» (Is 1:18).

Perdonare significa imparare a vivere secondo Dio. Ricevere il suo perdono significa accogliere nel proprio cuore un atto d’amore. Il perdono è un segno di riconciliazione, non solo con Dio e con il prossimo, ma soprattutto con sé stessi, un inizio di vita nuova.

Buon Sabato!

Pastore Francesco Zenzale F.zenzale@avventisti.it cell. 366.5337995
Contatto skype: francesco.zenzale
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