Tempi rischiosi

Come vivere in pace circondati dalla violenza

guerraDi Israel Bamidele Olaore

Sei anni fa, io e mia moglie Augusta fummo vittime di una rapina a mano armata sull’autostrada. Ci tolsero tutto, ma il Signore ci risparmiò la vita; recentemente, uomini armati di pistole hanno invaso il nostro campus presso la Babcock University della Nigeria, con l’intento di rapinare una banca. Abbiamo avvertito fortemente la presenza di Dio quando hanno cercato di sparare a una delle guardie di sicurezza dell’università, con un fucile d’assalto AK-47. Il rapinatore ha premuto il grilletto, ma l’arma non ha sparato; eppure, quando è stata scagliata in aria ha fatto partire una raffica di pallottole. I ladri sono fuggiti con un po’ di denaro, ma non ci sono stati feriti. Sotto l’influsso delle forze del male, la violenza aumenterà in prossimità del ritorno di Cristo e si moltiplicheranno gli atti disumani. Come dobbiamo affrontare i periodi difficili che di tanto in tanto incontriamo lungo il cammino? Dove rifugiarsi quando rischiamo di essere perseguiti fisicamente o psicologicamente? Gesù come gestì i momenti di tribolazione della sua esistenza?

Un giorno, egli si trovava su una barca insieme ai suoi discepoli (Mc 4:35-41). Il Maestro stava dormendo profondamente quando scoppiò la situazione critica, materializzatasi con una tremenda tempesta che si abbatté sul lago. I discepoli, indaffarati a liberare l’imbarcazione dall’acqua per evitare che affondasse, si chiedevano dove fosse il Maestro. «Un lampo improvviso permise loro di scorgere Gesù che, nonostante l’uragano, dormiva placidamente. Stupiti e disperati, gridarono: “Maestro, non ti curi tu che noi periamo?” (Mc 4:38). Gesù come poteva dormire tranquillo mentre essi si trovavano in pericolo di morte?» ( DA , p. 334 [247]).

Talvolta anche noi abbiamo la percezione di essere stati abbandonati dal Maestro e di essere soli ad affrontare la nostra personale «tempesta».

Gesù come faceva a dormire nel cuore di un nubifragio? La risposta si trova nella fiducia da egli riposta nel potere della sua Parola. «In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: “Passiamo all’altra riva”» (Mc 4:35). Quelle parole furono sufficienti per dormirci su. Ogni volta che il Creatore parla, gli eventi si manifestano esattamente come annunciato: «I cieli furono fatti dalla parola del Signore , e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca. Poich’egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve» (Sal 33:6,9). «Dio non è un uomo, da dover mentire, né un figlio d’uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?» (Num 23:19).

In ogni società civile la violenza si manifesta in forme diverse. I conflitti tribali che causano morte e distruzione, come le guerre religiose o settarie stanno aumentando progressivamente. Nei territori di nazioni dove si estrae il petrolio, i terroristi attaccano spesso cittadini innocenti, i militanti rapiscono i figli o altri cari chiedendo in riscatto ingenti somme di denaro. Ellen G. White ha descritto la nostra epoca con estrema precisione: «Il mondo è tormentato. I segni dei tempi sono visibili. Eventi tremendi si annunciano. Lo Spirito di Dio si sta ritirando dalla terra e le tragedie si succedono sul mare e sulla terra. Tempeste, terremoti, incendi, inondazioni, uccisioni a ogni livello accadono ovunque. Chi può conoscere il futuro? Dove si può trovare la sicurezza? Non vi è nessuna sicurezza in ciò che è umano o terreno» ( DA , p. 636 [486]).

Il potere della Parola

Il primo luogo dove rivolgersi per ricevere la forza necessaria per affrontare i tempi difficili si trova nella potenza della Parola di Dio. Dio che cosa ha detto nella Bibbia sulla materia in questione? In che modo la Parola ha soccorso gli altri che a lei si sono affidati? Io ripongo la mia fiducia nella Parola di Dio e dal momento che si è rivelata efficace per Gesù e gli altri discepoli, sarà altrettanto anche per me. «Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia» (Is 41:10).

Ogni difficoltà nella quale ci imbattiamo oggi, merita l’intervento e la risoluzione divina; dovremmo però applicare il messaggio di Isaia a quelle situazioni plausibili nel futuro, soprattutto nel momento in cui ci sarà una escalation di violenza in tutto il mondo e allora esso ci rassicura: «Non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia». Satana venne per tentare Gesù affinché spiccasse il volo dalla vetta del tempio, dicendogli che gli angeli del Signore lo avrebbero salvato da una morte violenta. Ma Gesù ricordò a Satana quello che era scritto nella Parola di Dio a tal proposito: «È stato detto: ” Non tentare il Signore Dio tuo “» (Lc 4:12). La fede nella Parola di Dio è una virtù, ma la presunzione è un peccato.

Qualche tempo dopo Gesù si recò presso la sinagoga a Nazaret in giorno di sabato, per adorare. Preso il rotolo del profeta Isaia (61:1,2), lesse il brano relativo al suo ruolo messianico. Davanti all’interpretazione della Scrittura resa dal Maestro, la folla si adirò e decise di ucciderlo gettandolo da una roccia che si trovava ai margini della città. Ma gli angeli intervennero, Gesù passò in mezzo a quella folla e proseguì il proprio cammino verso la missione seguente. La parola proveniente da Dio, che gli dette fiducia in quell’occasione, era la stessa citata da Satana quando lo aveva condotto sulla vetta del tempio: «Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti. Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra» (Sal 91:11,12). La Parola di Dio opera al momento opportuno in ogni circostanza; anche quando l’intervento divino pare tardare, dobbiamo attenderlo fiduciosi. «Se tarda, aspettala; poiché certamente verrà; e non tarderà» (Ab 2:3).

Vivi attualmente in una zona teatro di guerra? Il Signore in persona ha promesso di essere un rifugio per te e per tutti i membri della tua famiglia: «Chi abita al riparo dell’Altissimo riposa all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore : «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!» (Sal 91:1,2). Che fare se sei vittima di rapinatori a mano armata, come è capitato a me personalmente varie volte? «Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie» (v. 11). Tutto il Salmo 91 è da considerare un dono che il Signore ha voluto fare a noi, suoi figli, che siamo vittime della violenza e delle difficoltà qui su questa terra.

Hai a che fare con un marito irritato, con una moglie che ti maltratta, un genitore che ti percuote o un capo che ti minaccia di continuo? Ecco allora la promessa che il Signore ti ha riservato: «Ma ora così parla il Signore , il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà» (Is 43:1,2).

Anche se le circostanze non dovessero cambiare, il Signore promette la sua presenza in mezzo al fuoco come in mezzo all’acqua. Basterebbe interrogare Sadrac, Mesac e Abed-Nego, i quali tennero fede a queste parole, mostrandosi leali a Dio e sfidando l’ordine emanato dal re Nabucodonosor di adorare l’immagine d’oro.
Ripongo la mia assoluta fiducia nella potenza e nella presenza dell’Onnipotente. Egli è Jehovah Shammah , il Signore che è presente (Ez 48:35). Quando ricordo le grandi cose che ha fatto per me in passato, scelgo di credere che la sua guida nel futuro sarà compatibile con il mio bene e la sua gloria.

Israel Bamidele Olaore è pastore e responsabile della Divisione vita spirituale presso la Babcock University della Nigeria, in Africa occidentale.

Tratto da “Il Messaggero Avventista”, Lettura per la settimana di preghiera, 2008, “Il viaggio della speranza”

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