Il Cristianesimo

0507028Nicolàs Herman, carmelita francese del sec. XVII, conosciuto con il nome di ‘fratello Lorenzo’, aiutò molte persone scrivendo lettere. In una di queste, indirizzata ad un amico, dice:

“Ora, non dimenticarti di quanto sto per raccomandarti. Solo nel pensare a Dio in ogni minuto del giorno e della notte che il tuo lavoro riuscirà. Dio è sempre accanto a te, non lasciarlo solo. Sarebbe un grosso errore lasciare solo un amico che ti fa visita; perché spesso lasciamo solo Dio? Non lo vedi, ma c’è. Pensa a Lui frequentemente, adoralo continuamente, vivi e muori in Lui; in questo sta la gloria di Dio e il vivere pienamente da cristiani. In una sola parola questa è la nostra professione di fede. Se non lo conosciamo dobbiamo imparare a conoscerlo” (The Practce of the Presence of God, pag. 55, 56).

Che cos’è il cristianesimo?

Una confessione religiosa? Comporta una confessione o comunità religiosa (Giovanni 10:16), ma non è una confessione religiosa. Se fosse una comunità religiosa, la chiesa assumerebbe un significato salvifico, al punto che non ci sarebbe salvezza al di fuori di essa.

Una dottrina? Comporta una dottrina, ma non è una dottrina. Se fosse una dottrina saremmo tutti dei Farisei, i quali credevano di essere salvati per mezzo dell’osservanza della legge.

Una morale? Un qualcosa da fare o da non fare? Comporta una morale, uno stile di vita, ma non è una morale. Se lo fosse, trasformeremmo la Bibbia in un manuale di casistica. Saremmo capaci, come, purtroppo, alcuni fanno, di trovare versetti per qualsiasi tipo di comportamento, senza tenere conto del contesto e dei principi, se non delle proprie vedute: «Io ho ragione e te lo dimostro con la Bibbia».

Il Cristianesimo è una persona: Gesù Cristo. Matteo 17:8

La religione cristiana s’incarna in una persona: quella di Gesù Cristo. Essa si realizza in atto redentivo. Si esprime teoricamente tramite la dottrina e praticamente per mezzo della morale e si conclude in un atto di culto o di adorazione.

scriveva: «L’evangelo è essenzialmente una persona: la persona di Gesù Cristo» (Giovanni 14:6).

Fréd. De Rougemont, rilevava: «La vita del vero cristiano, è Cristo stesso e non il cristianesimo».

Edm de Pressensé, diceva: «Il Cristianesimo non è una dottrina, né un libro, E’ un fatto, o piuttosto una persona» (Fil. 1:21; 1 Cor. 1:10-31).

“Non dovete quindi riguardare a voi stessi, ma a Cristo e confidare nel suo amore, contemplando la perfezione sublime del suo carattere. Cristo nella sua rinunzia, Cristo nella sua umiliazione, Cristo nella sua purezza, Cristo nel suo amore impareggiabile: questo deve essere l’oggetto della meditazione dell’anima vostra. Solo amando Cristo, imitandolo, dipendendo interamente da Lui, perverrete ad una trasformazione che vi riporterà alla sua somiglianza” (Guida a Gesù, p. 35)

A. Il Cristianesimo è una persona: Gesù Cristo. Esso si realizza in un atto redentivo

La Bibbia non è un codice, né un manuale, né un libro di dottrine, né un catechismo. Essa è la storia dell’amore di Dio in favore dell’umanità. Un documento in cui si parla dell’atto salvifico di Dio per la salvezza del mondo (Romani 5:10-11).

Dal primo racconto della genesi fino alle ultime visioni dell’Apocalisse, la Bibbia ci parla della croce del calvario, ci presenta la storia della salvezza. Tutte le altre storie che possiamo trovare in essa non hanno ragion d’esistere senza la storia della salvezza. Esse sono la per raccontarci come la salvezza si attualizza nella vita di una persona: Gesù Cristo (Giovanni 5:39).

B. Il Cristianesimo è una persona: Gesù Cristo. Esso comporta una dottrina.

La dottrina ha per centro la persona di Gesù. Tutte le verità sono state date da Lui e conducono a Lui. Esse possono essere accettate e vissute solo in Gesù. Solo in Cristo possiamo cogliere la sana dottrina (Giovanni 8:30-32; Tito 2:1; 1 Tim. 6:3).

La sana dottrina, vissuta in Cristo, ci libera dalle false dottrine e dalle tradizioni e ci rende discepoli di Gesù – Giovanni 8:30-32 – Essa ci conduce a Cristo. Non è vita, non ci giustifica, ma ci conduce alla vita, a Cristo (Galati 2:21-24).

«Noi siamo salvati non per quel che siamo, abbiamo o possiamo fare, ma per quel Che Dio ha fatto per l’uomo nella persona di Cristo e dello Spirito Santo».

C. Il Cristianesimo è una persona: Gesù Cristo. Esso comporta una morale (Michea 6:8; Giac. 1:27).

La morale non è separata dalla dottrina e la dottrina non è separata da Cristo (Giovanni 14:15). Non c’è Cristo Gesù senza una dottrina e una morale senza una dottrina. La morale è la traduzione fedele nella vita di tutti i giorni della dottrina. Essa è legata ai fatti della vita e deve essere vissuta nel nome di Gesù Cristo. La morale cristiana non può essere vissuta senza Cristo perché «senza di lui non possiamo fare nulla».

La morale del cristianesimo si riassume nei due grandi comandamenti dati a Mosè e confermati da Gesù (Deut. 6:5; Lev. 19:18; Matteo 22:34-40). Noi amiamo il prossimo in Cristo, perché Cristo ci ha amati per primo. Tutti gli aspetti della vita dovrebbero essere vissuti alla dolce presenza di Gesù nei nostri cuori.

Che cosa farebbe Gesù al mio posto? Come si comporterebbe? Che cosa penserebbe? Come si vestirebbe, ecc. (Colos. 3:1-12).

D. Il Cristianesimo è una persona: Gesù Cristo. Esso comporta un atto di adorazione o di culto (Rom. 12:1; 15:15-16).

L’ultimo atto della vita di una persona, non è un fatto intelligente, né un estasi mistica, ma un atto di adorazione, sentimento unico e profondo capace di cogliere il Dio unico e onnipotente (Salmo 94:6).

“La comunione costante con lui fatta di minuti, di ore, di giorni e l’assoluta dipendenza da lui, sono le cose che ci permettono di crescere nella grazia… Cristo deve essere presente ogni istante nella nostra vita, non solo all’inizio o alla fine del suo corso, ma in qualsiasi momento e a qualsiasi passo facciamo verso la meta” (Passi verso Gesù, p. 68) – Salmo 16:8.

Past. Francesco Zenzale

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