Il Ritorno di Cristo

ritorno3“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io”. Giovanni 14:1-3

I credenti della prima generazione non avevano alcun dubbio che Gesù sarebbe tornato e che la storia era in marcia verso il suo punto cruciale. Nella tradizione della chiesa primitiva era anche chiarissimo che non ci si può chiamare credenti senza credere che Gesù verrà ancora. L’evangelo stesso sarebbe incompleto se fosse privo sia della prima che della seconda venuta di Cristo.

La credenza che Cristo sarebbe venuto di nuovo modellò le vite, i valori, le scelte dei primi credenti e così dovrebbe essere per noi. L’apostolo scrisse: «(Tale realtà) ci insegna a rinunziare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e salvatore, Cristo Gesù» (Tito 2:11-13).

Nel messaggio ispirato da Dio e nell’antica tradizione cristiana, il problema non è se Gesù tornerà, ma piuttosto come prepararsi e come vivere con un sentimento limpido di certezza, di urgenza e di premura.

Il simbolismo del «ladro nella notte» usato per descrivere la seconda venuta del nostro Signore (1 Tessalonicesi 5:2-4; 2 Pietro 3:10; Matteo 24:42-44) ci dice che, associati con l’Avvento, ci saranno degli elementi di sorpresa per tutti, in qualunque tempo esso avverrà. Nella parabola delle dieci vergini che attendono l’arrivo dello sposo (Matteo 25), Gesù insegnò qualcosa sia in relazione alla subitaneità della sua venuta che dello stato d’animo che deve caratterizzare coloro che vivono nell’attesa di quell’evento.. Ci viene detto di stare svegli. Di stare all’erta . E di vivere delle vite equilibrate e sobrie (1 Pietro 4:7; 5:8; 2 Pietro 3:17).

Noi non sappiamo quando Gesù ritorna, ma possiamo vivere come se dovesse tornare domani:

  • ricordando la sua vita, morte e resurrezione mediante i sacri simboli del pane e del vino – 1 Corinzi 11:23-25
  • dando priorità all’annuncio evangelico – Atti 1:8
  • cercando di avvicinarci al modello che Cristo aveva in mente per la sua chiesa: una comunità «senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile» (Efesini 5:27).

Dobbiamo anche confessare che non viviamo in «santità di condotta e pietà» (2 Pietro 3:11) come Cristo si aspetta da dei credenti che vivono nell’attesa della sua venuta. Molti di coloro «che professano di avere l’olio della grazia nelle loro lampade non sono divenuti come luci ardenti e scintillanti in mezzo al mondo» (Maràn-àta, p.55).

Noi non sappiamo quando Gesù ritornerà, ma tornerà. Ma perché Gesù non è ancora tornato?

Primo. Pietro ci ricorda che «Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento» (2 Pietro 3:9). Il suo intento è di salvarne il maggior numero possibile e, sotto questo aspetto, la sua opera non è ancora finita. Il messaggio di Gesù dice che la fine non verrà finche la buona notizia della salvezza non sia recata in testimonianza a tutte le genti (Matteo 24:14).

Secondo. Per la nostra salvezza (2 Pietro 3: 15). Per quale motivo Israele non entrò nella terra promessa? Perché i “Cananei” non erano pronti per essere giudicati? No. Perché Israele non era pronto!

In Apocalisse 14:14–19 si evidenzia che il mondo è pronto per essere vendemmiato, ma noi forse non siamo pronti per essere raccolti.

Credere nel ritorno di Cristo implica un atto di fede o uno stile di vita?

“È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo”. Tito 2:11-13

Past. Francesco Zenzale

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