Lo Spirito Santo nel motore della tua vita

SantoSpirito1Quando una persona si reca da un concessionario per comprare un’auto, il responsabile del salone cerca in tutti i modi di convincere il potenziale cliente della necessità di avere l’aria condizionata o altri optional. Certamente non si è mai sognato di dire all’acquirente se vuole il motore nell’auto. Il motore non è un optional: è essenziale.

Molti credenti credono che lo Spirito Santo sia un optional, pertanto ritengono di considerarsi cristiani indipendentemente dallo Spirito Santo. La conoscenza che essi hanno dello Spirito di Dio è approssimativa, non vivono con la consapevolezza della Sua presenza.

Sinceramente, come possiamo pensare di essere salvati, ritenendo lo Spirito Santo un accessorio? Può un individuo accettare e vivere Cristo come suo personale Salvatore, senza la potenza dello Spirito Santo? Come può un’automobile muoversi senza il motore?

Com’è possibile cogliere la Bibbia come Parola di Dio, vivente ed efficace, che penetra nell’intimo come una spada ben affilata, a due tagli che giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore? – Ebrei 4:12

L’apostolo Paolo, nella lettera indirizzata a Tito afferma che “la grazia di Dio, salutare per tutti gli uomini, è apparsa e ci ammaestra a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù” – (Tito 2:11-13)

Come può la grazia salutare di Dio, mediante la parola di Dio, penetrare nell’intimo di una persona e promuovere la trasformazione del carattere e preparandola per il cielo?

Se lo Spirito di Dio non apre il cuore, non si riesce a comprendere rettamente la Bibbia. Ci potrà sembrare interessante o istruttiva e persino affascinante, ma quel­la lettura scuoterà il nostro cuore solo se interverrà lo Spirito Santo, il quale dà la certezza di trovarsi davanti ad una parola proveniente da Dio. La stessa cosa va detta a proposito dell’omelia che ascoltiamo il sabato. Anche senza lo Spirito Santo siamo capaci di apprezzare un buon sermone, ma non potremo percepire in esso la Parola di Dio. E d’altro lato per virtù dello Spirito Santo la Parola di Dio può raggiungerci per la strada o in casa, attraverso le persone più comuni.

“Tramite lo Spirito Santo la parola di Dio agisce come una luce e una potenza che trasforma la vita di chi la riceve. Imprimendo nei cuori i principi della Parola, lo Spirito Santo sviluppa negli uomini gli attributi divini. I suoi discepoli devono riflettere la luce della sua gloria, il suo carattere” (Parole di Vita, p. 287, 288).

Se lo Spirito Santo non apre il nostro cuore, rendendo possibile la salvezza, il Gologota rimane un evento storico, un esempio di alto eroismo.

“Lo spirito Santo era il più gran dono che potesse chiedere al Padre per il progresso del suo popolo. Lo Spirito era l’agente della rigenerazione, mediante il quale il sacrificio di Gesù diveniva valido. La potenza del male si era rafforzata durante i secoli e gli uomini si sottomettevano pienamente all’influsso satanico. Il peccato poteva essere affrontato e vinto solo tramite la terza persona della divinità nella pienezza della sua potenza. E’ lo Spirito che rende effettiva l’opera compiuta dal Redentore del mondo. Attraverso lo Spirito, il cuore diviene puro e per mezzo suo il credente partecipa alla natura divina” (La Speranza dell’uomo, p. 481).

Lo Spirito Santo è potenza creatrice, operatrice di meraviglie. Quando Iddio col suo Spirito penetra in una vita, opera sempre dei prodigi. Le lettere degli Apostoli traboccano d’opere mirabili compiute dallo Spirito di Dio. La prima e forse la più importante è questa: il cuore dell’uomo, prima inquieto, diviso, ribelle e nel frattempo scoraggiato, ritrova la calma. «Pace con Dio», «riconciliazione», la chiamano gli Apostoli. Per natura noi siamo in lotta con Dio e perciò anche in lotta gli uni con gli altri e con noi stessi. Non siamo in grado da noi stessi di ristabilire la pace con lui. E la meraviglia più grande che sia data all’uomo di gustare su questa terra consiste nel tornare ad essere in pace con Dio. Allora si verifica un secondo prodigio: l’uomo prova l’allegrezza ovvero, la gioia della salvezza.

“Rendimi la gioia della tua salvezza e fa’ che uno spirito volonteroso mi sostenga”. – Salmo 51:12

Molti affermano di credere in Dio, ma sono sempre di cattivo umore, come quelli che non hanno fede. Qui c’è un equivoco. Chi davvero ha conosciuto Dio e il suo amore e vivono la gioia della salvezza, non può più essere di cattivo umore; in lui è stato acceso il fuoco di una grande allegrezza che non si spe­gne più. La cenere può talvolta coprirlo, ma mai soffo­carlo. Zampillerà sempre di nuovo.

“Tu hai mutato il mio duolo in danza; hai sciolto il mio cilicio a m’hai cinto d’allegrezza”. – Salmi 30:11

“I riscattati dall’Eterno torneranno, verranno a Sion con canti di gioia; un’allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore ed il gemito fuggiranno”. – Isaia 35:10

Lo Spirito di Dio è spirito di rinnovamento.Noi siamo soliti dire: «Che ci posso fare? Sono fatto così». Siamo convinti di aver ereditato un certo carattere dai nostri genitori e che ormai non c’è nulla da fare, «siamo fatti così». Diciamo spesso che come è impossibile cogliere mele da un pero, così è impossibile mutare il carattere di un uomo. Ma colui che ha creato il melo e il pero, cioè Dio, può farlo e realmente lo fa. La Bibbia è piena del messaggio del rinnovamento: «Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove». Questo anche è un miracolo dello Spirito Santo.

“Quelli che accolgono Gesù nel loro cuore conosceranno tutto il suo amore. Coloro che aspirano ad assomigliare a Dio nel carattere saranno appagati. Lo Spirito Santo non lascia mai senza aiuto colui che guarda a Gesù, e gli offre tutti i doni di Cristo. Se gli sguardi restano sempre fissi su di lui, l’opera dello Spirito continuerà fino alla piena riproduzione della sua immagine. (Idem, p. 210)

“Lo Spirito Santo scende nell’anima come un consolatore. Attraverso questo agente della grazia si riproduce l’immagine di Dio nel discepolo, in quale diventa una nuova creatura” (idem, p. 275).

Gesù disse a Nicodemo:

“Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito”. – Giovanni 3:5-8

“Per poter servire Dio rettamente, dobbiamo nascere di Spirito Santo. Così, il cuore purificato e la mente rinnovata, ci conferiscono una nuova capacità di conoscere Dio, di amarlo e di ubbidire spontaneamente alla sua volontà. In questo consiste la vera adorazione, frutto dell’azione dello Spirito Santo” (Idem . 124).

Lo Spirito Santo è spirito di comunione, è in modo particolare lo spirito della «Comunità» di Gesù, lo spirito della Chiesa. Lo Spirito Santo, infatti, trae fuori i singoli dal loro isola­mento e ne fa «un corpo».

“Poiché, siccome il corpo è uno ed ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un unico corpo, così ancora è di Cristo. Infatti, noi tutti abbiamo ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito”. – 1 Corinzi 12:12,13

Purtroppo quest’aspetto del suo operare si nota in genere pochissimo in seno alle nostre chiese, e ciò è segno che lo Spirito Santo vi è poco presente. Lo Spirito di Dio si riconosce dalla comunione come il fuoco dalla luce e dal calore che spande. E come il fuoco infiamma tutto ciò che raggiunge – e se non lo fa è un fuoco futile o un fuoco artificiale, formale – così anche la vita generata dallo Spirito Santo infiamma ciò con cui viene a contatto. Così si è propagata la Chiesa di Gesù Cristo nel mondo. Questo è il modo di operare dello Spirito Santo.

Gesù ha invitato la chiesa ad amarsi, ad esortarsi vicendevolmente, ha vivere in pace e nella comunione fraterna e nel reciproco rispetto (Romani 12) e ha sottomettere ogni impulso naturale, facoltà o sentimento sotto il controllo dello Spirito Santo.

“Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesú dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesú dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Cosí dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne; perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete; infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: ” Abbà! Padre!” Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. – Romani 8:11-16

Lo Spirito santo è spirito d’intercessione. “Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio”. – Romani 8:26-27

Noi non sappiamo pregare come si conviene, perché siamo deboli se pur fedeli al Signore. L’incapacità di pregare è legata al debilitamento generale dovuto al peccato, che ha allontanato l’uomo da Dio, ponendolo in condizione di bisogno in rapporto a quelle possono essere le sue vere esigenze.

Come un bambino, per analisi logica, per pensiero e maturità, è distante dai genitori, così l’uomo è distante da Dio. Infatti, sta scritto: “Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie, dice l’Eterno. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così son le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri”. – Isaia 55:8-9

Conclusione

Quando compriamo un’auto, non pensiamo minimamente al motore, perché, siamo inconsciamente convinti che c’è. Così è anche dello Spirito Santo. Egli, se pur nella nostra inconsapevolezza, è presente nella nostra vita sin dal primo anelito a Cristo. Quel “desiderio”, quello “stimolo” a leggere la Sua Parola, a pregare, a ricevere la Sua pace e il perdono, quel bisogno di Lui è opera dello Spirito Santo.

Nella bellezza della vita e nell’amore per Dio e per il prossimo si compie il mistero di Dio nell’uomo, che consiste nell’essere partecipe nella natura divina in carattere e in santità, mediante l’opera dello Spirito Santo.

Past. Francesco Zenzale

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