Gesù: tutta una montatura?

Quando la fede si confronta con la ragione

Conferenze tratte da Regards 2000, tenute in Francia via satellite.

ILUSTRAÇÕE5SIntroduzione

Ormai da duemila anni ci raccontano la stessa storia!
Quella di un uomo straordinariamente misterioso. E più il tempo passa, più il mistero si fa profondo…
Eppure, non si è mai studiato così profondamente, scritto tanto, come di quest’uomo . E più lo si fa, più il mistero provoca le vertigini!
Quell’uomo ha parlato per tre anni. E’ stato ascoltato…. Poi, l’hanno ucciso: disturbava troppo ! In seguito si è sparsa la voce che: alcuni l’avevano visto risuscitato, come ad esempio queste donne che avete visto nel film introduttivo. Alla fine, si è scritto di lui per perpetuare la memoria di questa storia.
Sono trascorsi 2000 anni… Quello che è strano, è che le parole di quest’uomo misterioso continuano a risuonare, a riunire, a sollevare delle passioni, a trasformare delle vite, a far nascere delle vocazioni…
Nel suo nome ci si ama, ci si abbraccia, ci si riconcilia… Ma anche nel suo nome ci si odia, si uccide !
Da 2000 anni, Gesù non smette di interpellare.

D’altronde è stato condito “in tutte le salse”!
È divenuto l’emblema delle ideologie più disparate e contraddittorie: rivoluzionario, leader degli oppressi, guerrigliero, hippy, mistico, Maestro di saggezza, mago, femminista, profeta della fine del mondo…

Eccoci allora con un Gesù simile ad una scultura alla quale, nel corso dei secoli, sono stati aggiunti degli strati di gesso, di pittura, di vernice… E, all’improvviso, guardando l’opera si esclama: “Non è possibile… Ci sono troppi strati… L’originale non era così! Ha dei colori troppo vivi! Non ha più personalità. Tanti strati sono stati aggiunti e mescolati.”

In altre parole ci si trova dinanzi a diverse attitudini possibili:

 ♦ Rompere l’opera che non è più degna di interesse. Oggi disponiamo di “guru” e tanti personaggi più reali, più colorati…
♦ Oppure si ripulisce, si grattano gli strati sovrapposti per scoprire l’originale… Lo si può fare con forza, senza sapere esattamente quando fermarsi. Alla fine, forse non resterà nulla… Soltanto un mito, una leggenda… Un bluff… Una montatura!

La nascita di Gesù? Un’invenzione! Gesù operatore di miracoli? Un illusionista! La sua risurrezione? Un’allucinazione di povera gente che ha perso la bussola! La fede e la speranza cristiane? Dei miseri “placebo”. Oh… la fede!

Per avere fede in Gesù bisogna essere ingenui o sciocchi?
Potete leggere nella Bibbia questo testo tratto da una lettera indirizzata agli Ebrei: “Ora la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11:1).
Ebbene, bravo! Pensano alcuni… “La fede è certezza…” Ma oggi è possibile avere delle certezze? Inoltre il testo precisa: “certezza di cose che si sperano”. Via, dunque! Nella stessa frase ecco due parole che si scontrano: CERTEZZA e SPERANZA!
Immaginate che il vostro chirurgo, poco prima dell’operazione vi dica: “Spero… spero con tutto il cuore di non tagliarle l’aorta!” Questo vi metterebbe a disagio, non è vero?
Poi il testo prosegue con dei paradossi: “una dimostrazione di realtà che non si vedono…” Ma insomma! È piuttosto difficile vedere l’invisibile, non è vero? Avete già cercato di vedere quello che non si vede?

Vecchia storiella di monaci ortodossi…
Sapete qual è la differenza tra un filosofo ed un teologo? Il filosofo è un uomo che cerca, in una grotta buia, un gatto nero, che in realtà non esiste… E naturalmente non lo trova! Il teologo è un uomo che cerca in una grotta buia, un gatto nero che non esiste… Ma a volte lo trova!!!
Ritornare alla fede… scoprire la persona di Gesù… Fare in modo che viva in noi… Non è forse una ricerca impossibile, addirittura insensata?

Io dichiaro ad alta voce che credo in Gesù.
Egli è la mia ragione d’essere, la mia vita ed il mio unico orizzonte! In questo mondo in cui gli esseri si dividono, si separano, in cui la società si divide sempre più… che respinge quelli che non corrispondono al suo ideale, è l’unico ponte che permette il vero incontro fra gli esseri umani. In che modo? Perché egli era un uomo di relazione che metteva in moto le persone che incontrava in una dinamica d’incontro. Ancora oggi questo esempio mi mette in moto. In questo senso egli è questo ponte che porta alla Vita.

Sì… ho la fede! Ho scelto la scommessa incredibile di credere nell’invisibile. E, come ogni sfida, è un’avventura che appassiona. Desidero parlarvi di questa cosa che appassiona.
Forse alcuni penseranno: “Beato te che hai la fede… io non ce l’ho!” Come se la fede ci piovesse addosso come la tempesta, o come se noi ereditassimo la fede come il colore dei capelli, degli occhi o della pelle! Altri forse dicono: “Non ho fortuna!!! Ho perso la fede…” Come se la fede si perdesse come si perdono il portafoglio o gli occhiali!

Una piccola storia…
Un ateo incontrò un rabbino e gli disse: “Rabbino, sono un incredulo… Che prove potrebbe darmi dell’esistenza di Dio?” Il rabbino gli chiese: “Hai letto la Torah?” Seccato l’ateo rispose: “Non ha capito… Sono un incredulo. Dunque non ho letto la Torah”. Il rabbino proseguì: “Hai letto il Talmud, nel quale si trovano gli insegnamenti dei nostri grandi rabbini?” Sempre più sorpreso, l’ateo rispose: “Devo ripeterle che sono ateo? No! Non ho letto tutte queste cose!” Allora il rabbino con una grande compostezza gli disse: “Signore, posso rassicurarla. Lei non è un ateo ma un ignorante!”.

La fede: una ricerca.
L’apostolo Paolo, uno dei primi grandi “avventurieri” della fede scrisse: “La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Romani 10:17).
La fede è dunque un percorso di ricerca. Non per nulla Gesù disse un giorno alla folla: “Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di belle perle”. Un cercatore…
Io non voglio essere un ignorante. La fede viene dalla scoperta e la scoperta viene dalla ricerca… e dall’ascolto.

1. I testi dei vangeli sono autentici?

Impegniamoci nella ricerca di una fede ragionevole!
Dobbiamo riconoscere che oggi abbiamo nelle mani, degli strumenti di ricerca straordinari. Esaminiamo i fatti. In seguito, ognuno di voi, potrà scegliere quale attitudine assumere nei riguardi della fede in Gesù Cristo. Per scegliere, dobbiamo avere in mano gli elementi che ci permettono di prendere una posizione.
Siete pronti per l’avventura?
Primo: la storia di Gesù, la trovo soprattutto nei testi dei vangeli. Da 2000 anni questi testi sono ricopiati, trasmessi… e noi oggi li abbiamo stampati nella nostra Bibbia.

Conoscete il gioco del telefono senza fili?
È semplice: ci si mette a sedere in cerchio. Più si è numerosi, più la cosa è divertente! Qualcuno bisbiglia una frase nell’orecchio del vicino. Questi a sua volta trasmette la frase al suo vicino… e così via… Sicuramente alla fine del cerchio la frase sarà completamente trasformata!
E se la trasmissione di questa storia misteriosa, fosse stata deformata nel corso dei secoli come il gioco del telefono senza fili? E se non ci restasse nient’altro che un insieme di elucubrazioni deformate nel corso dei secoli alle quali ognuno ha aggiunto i suoi sogni e le sue fantasie?

Noi possediamo oggi dei testi redatti all’epoca di Gesù.
Per esempio quello di uno storico ebreo, chiamato Flavio Giuseppe, nato nel 37 (d.C.) a Gerusalemme. Prigioniero a Roma, scrisse la storia del suo popolo. Eccone un esempio, in una versione che non dovrebbe avere subito a posteriori delle modifiche:
“In quel tempo, ci fu un uomo saggio, chiamato Gesù, di buona condotta; le sue virtù furono riconosciute. E molti ebrei e cittadini di altre nazioni divennero suoi discepoli. E Pilato lo condannò a essere crocifisso e a morire. Ma quelli che erano diventati suoi discepoli predicarono la sua dottrina. Raccontarono che apparve loro 3 giorni dopo la sua resurrezione e che era vivo. Forse era il messia del quale i profeti avevano raccontato le meraviglie”.
Questa è la testimonianza di un contemporaneo dell’avventura cristiana! Di un uomo che non è mai diventato cristiano! E anche se alcuni contestano l’autenticità di una parte di questo documento, esso è tuttavia credibile. Ad ogni modo, anche se fosse stato modificato, conferma senza dubbio la storicità di Gesù!

Un altro testo antico della tradizione ebraica (Talmud di Babilonia che data il 35 d.C. parla del supplizio di Gesù con termini poco simpatici:
“La vigilia della Pasqua hanno impiccato Gesù. Nei 40 giorni precedenti l’esecuzione, un araldo camminava davanti a lui dicendo: «Sarà lapidato perché ha praticato la stregoneria e sedotto e sviato Israele. Chiunque possa dire qualcosa in suo favore, si faccia avanti e lo difenda». Ma siccome nessuno si presentò a sua difesa, fu impiccato alla vigilia della Pasqua”.

Noi abbiamo anche le testimonianze dei Romani.
Mi fermo qui! Tutti questi testi provano che, nell’antichità, nessun avversario del cristianesimo, per quanto fosse accanito, ebbe l’idea di mettere in dubbio la storicità di Gesù. Gesù è veramente esistito ed è stato crocifisso dai Romani!
Quando si gratta la statua… non troviamo solo del vento, come alcuni vogliono far credere.

Veniamo ai testi dei Vangeli
Ecco 4 vangeli (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) che fanno parte del Nuovo Testamento. Nobile vecchio di quasi 2000 anni! Allora cosa pensare del gioco del telefono senza fili di cui vi ho citato prima?

Oggi si legge Platone.
Eppure il manoscritto più antico che possediamo di questo filosofo, risale a 1300 anni dopo la sua morte! Per Sofocle, abbiamo un buco di 1400 anni. Per Euripide, dobbiamo contare 1500 anni. Per Demostene, 1200 anni. Per i vangeli, le copie complete sono soltanto più vecchie degli originali di 300 anni!!! È un record assoluto!

Inoltre sono stati ritrovati dei frammenti di vangeli praticamente contemporanei agli scritti originali. Per esempio, in Egitto è stato scoperto un piccolo papiro… un frammento del vangelo di Giovanni. Con certezza risale al 125 (d.C.). Ora si diceva che questo vangelo era opera di un falsario dopo il 200! È falso! Questo frammento ha soltanto un divario di una trentina d’anni dall’originale. È straordinario, non è vero? Nessun testo dell’antichità si presenta a noi con simili garanzie di autenticità.
Mi seguite sempre?

Fino ad ora ho cercato di mostrarvi:
♦ Che la fede non esclude la ragione, ma è, invece, il frutto di una ricerca.
♦ Che la storia non può onestamente ignorare la realtà di Gesù. Ha vissuto ed è stato ucciso.
♦ Che il testo che ci è stato tramandato dai discepoli è straordinariamente affidabile. Un documento unico nel suo genere!

Il testo dei vangeli è veramente autentico e corrispondente all’epoca.
D’altronde, tutti i dettagli riferiti dai vangeli possono essere precisamente e scientificamente verificati.
Per esempio: si è negata la storicità del governatore Ponzio Pilato che ha giudicato Gesù. Ma nel 1961, è stata trovata una pietra dell’epoca col suo nome e il titolo di governatore.
Il vangelo parla di sua moglie al suo fianco. “Impossibile!” esclamavano gli storici… “I rappresentanti di Roma non potevano portare con loro i familiari!” Si è scoperto un documento che rivela che a quell’epoca, Roma aveva fatto un’eccezione!
Ultimo esempio: ancora oggi degli storici affermano che all’epoca di Gesù, Nazaret non esisteva ancora… Un po’ imbarazzante, non è vero?! Ma nel 1962 si è scoperta una pietra scolpita che risaliva al III° sec. a.C. Su di essa c’era scritto Nazaret! Questa pietra si trova nel museo di Gerusalemme.
Credo allora che il testo che ho nelle mie mani è autentico!

Ma alcuni contestano: “E allora? Questo non mi obbliga a “bere” la storia di un Gesù figlio di Dio morto e resuscitato! Il testo potrà essere autentico, ma assurdo!!!”

2. E se si trattasse di un’autentica menzogna?

Occorre sapere che se il Cristo dei vangeli sconvolge la nostra logica, sconvolgerebbe anche la logica di quell’epoca! Se i discepoli di Gesù si fossero inventati questa storia, certamente l’avrebbero inventata molto diversamente!

Per esempio: ci vengono presentati dei discepoli che sono stati tutti dei vigliacchi quando hanno fu arrestato Gesù! La logica vuole che se i discepoli avessero inventato questa storia, avrebbero solidarizzato col loro Maestro. Era il momento in cui aveva maggiormente bisogno di loro! Invece sono scappati!!!
Poi, in occasione del suo processo Gesù non ha parlato. Se tutto fosse stato inventato, sarebbe stata l’occasione di mettere nella bocca di Gesù una difesa brillante! Nulla.. Un silenzio imbarazzante! Come se fosse incapace di difendersi, un vile, un debole…

Dopo la sua resurrezione Gesù si è presentato a delle donne.
Sono le prime ad avere visto Gesù vivo ed hanno creduto. Sono loro che a fatica hanno cercato di convincere gli uomini della realtà della resurrezione. Gli uomini sono increduli. E per una ragione: in quell’epoca e per quella cultura, la testimonianza di una donna non aveva nessun valore! Fare annunziare la risurrezione di Gesù a delle donne era il miglior modo per non essere creduti!!!

Altro argomento: fra i 4 vangeli ci sono delle differenze nella descrizione dei fatti. A volte addirittura delle contraddizioni!
La polizia sa molto bene che quando i testimoni di un incidente forniscono delle versioni assolutamente identiche, la cosa suscita il sospetto. C’è il rischio della concertazione!
Nei vangeli, non c’è un piano concertato da un gruppo che ha messo a punto un romanzo. Dunque, se il testo non è stato concordato in seguito manifesta il desiderio dei primi cristiani di non tradire nulla! Anche se i testi sono imbarazzanti e screditanti per quell’epoca, non sono stati manomessi!

Il testo fa riferimento a dei testimoni oculari…
E di non poco conto! Dei membri del Sinedrio, delle personalità politiche…
Vi sono tanti dettagli sui luoghi e sui testimoni. Perché i discepoli avrebbero corso il rischio di introdurre delle inesattezze? Il minimo errore sarebbe stato rivelato dai numerosi avversari. Noi non abbiamo nessuna testimonianza di questo genere…

Gesù era il candidato Messia più scadente:
Sappiamo che in quell’epoca vi erano numerosi pretesi Messia che corrispondevano molto meglio di Gesù alle attese del popolo d’Israele. Ma sono soltanto passati.
La debolezza di Gesù, che non rivendicava alcun potere, che non reagiva contro l’oppressore romano e che si fa mettere a morte, quasi volontariamente, lo discreditano ampiamente. Una visione messianica di questo genere non poteva passare per la mente di un ebreo dell’epoca!

Divinizzare un uomo sarebbe stato il peggiore sacrilegio.
Un’idea simile non poteva germogliare nel cervello di un ebreo. Dinanzi a questa pretesa da parte di Gesù, il sommo sacerdote si strappò le vesti. L’invenzione di una storia simile era impossibile e impensabile!

Veniamo alla morte mediante la crocifissione.
Qui ci troviamo al colmo dell’impossibile. Per un ebreo, la morte mediante la crocifissione era il segno della maledizione di Dio. Un maledetto da Dio non può essere un Messia. Questa morte, per un ebreo, escludeva ogni preteso messianismo, e per un pagano, era conferma del ridicolo del personaggio. Non era una morte nobile.

3. Cosa dire dell’enormità della risurrezione?

Eccoci nel cuore del vangelo. D’altronde, l’apostolo Paolo scriveva quanto segue: ”e se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede.” (1Corinzi 15:14)
Se non credo alla risurrezione di Gesù, allora tutta la mia fede e la mia speranza non hanno più alcun senso!

Qualcuno ha suggerito che fosse in uno stato comatoso.
Gesù sarebbe svenuto sulla croce. Il fresco della tomba lo avrebbe rianimato. Ed ecco fatto! Ma gli aguzzini romani sapevano fare bene il loro mestiere. Difatti per coscienza professionale, un soldato gli trapassò il costato. Poi, Gesù venne deposto in una tomba dinanzi alla quale fu rotolata una enorme pietra. Per muoverla occorrevano una ventina di soldati. E per completare il tutto, dinanzi alla tomba vi era una guardia romana.
Anche se si fosse risvegliato nella tomba, sarebbe rimasto lì dentro! Immaginate: la terribile flagellazione, la crocifissione, il costato ferito.. E sarebbe sopravvissuto in un sepolcro, senza calore, senza cure, senza viveri né bevande. Il terzo giorno avrebbe rotolato la pietra, senza attrarre l’attenzione delle guardie. Poi avrebbe percorso 15 km per apparire ai discepoli, per dare loro l’impressione che aveva vinto la morte? Difficile da credere, vero?

E se si fosse trattato di un’allucinazione collettiva dei discepoli?
Sappiamo che per avere delle visioni, bisogna che l’individuo si trovi in condizioni particolari. Quando si è persuasi di una cosa, si può finire coll’immaginarsela e crederci. Ma giustamente, come abbiamo visto, sarebbe inimmaginabile e nessuno ci crederebbe!

E se avessero derubato il corpo?
Allora avrebbero dovuto ricercare il corpo. Ma né i sacerdoti né i romani credettero a questa iniziativa. Se i romani avessero nascosto il corpo, sarebbe stato sufficiente far vedere il cadavere per eliminare ogni polemica sulla risurrezione. Non lo fecero! Se fossero stati i discepoli, come avrebbero potuto eludere la guardia romana? E anche se l’avessero fatto, avrebbero tutti accettato il martirio e la tortura in silenzio? Presto o tardi, la verità sarebbe stata svelata. Le maschere sarebbero cadute e numerosi denigratori avrebbero profittato dell’affare!

Ultimo argomento: quello che mi interessa di più…
Immaginate un gruppo di uomini impauriti, che sono asserragliati… Sono gli apostoli. Hanno paura, infatti il loro Maestro è stato crocifisso. Temono di subire la stessa sorte. Uno di questi, Pietro, ha rinnegato Gesù per scampare al pericolo. Ed ecco la festa della Pentecoste. Una numerosa folla si muove a Gerusalemme. E questi discepoli scendono per la strada, come per gettarsi nelle fauci del lupo, proclamando un Cristo vivente. Sono pazzi!! La maggior parte di essi subirà atroci martiri. Compaiono davanti ai tribunali. Li minacciano di tortura fino a procurare la morte, e là, ripetono con calma: “Noi non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite. Quel Gesù che avete smembrato sul legno, è tornato in vita, noi siamo testimoni!” Escono dal tribunale, dopo essere stati frustati a sangue, “felici di essere stati giudicati degni di soffrire per il nome del Signore”.
Pensate sinceramente che si possa rischiare la vita per una bugia che è stata inventata di sana pianta? Sareste pronti a morire della peggiore morte per un’idea che sapete che è stata inventata? Simili cambiamenti di comportamento hanno la loro spiegazione soltanto se Gesù è vivo!!

Io credo che Gesù è vivo.
Ho visto delle vite trasformate radicalmente dalla scoperta di un Gesù vivo e personale. So cosa ha fatto nella mia vita. Voi potete dubitare.. Io, ne sento gli effetti. Quando lo prego, so e sento che non parlo a me stesso… Ma questo non potrò mai dimostrarlo. Fa parte del settore della fede e dell’esperienza personale che non posso imporre ad altri! Questo mistero…perché, nonostante tutto quello che vi ho detto, questo fa parte di un mistero e di un atto di fede… questo mistero di Gesù che ha vinto la morte, mi procura il gusto della vita, al di là di ogni apparenza.. Si tratta della mia salvezza, perché senza di essa, credo che la vita non abbia alcun senso!
L’apostolo Paolo, una volta ancora, che attingeva in questa fede la forza di superare la persecuzione e la morte, scriveva: “Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.” E poi aggiunge: “Chiunque crede in lui, non sarà deluso…” (Romani 10:9,11)

Conclusione

Con questo io non vi ho dato delle prove… Vi ho fornito soltanto qualche indizio. Lo storico non potrà mai provare quello che è avvenuto nel passato. Posso soltanto dire che la mia confessione di fede non è incompatibile con i dati della storia… Ma … uno storico può provare che quello che unisce una giovane coppia, sia amore e non un’illusione?
Tutto quello che dobbiamo riconoscere è che qualcosa è accaduto. L’ origine del cristianesimo non è una nuova dottrina sulla persona di Dio, ma fa parte della storia del grande evento. E questo evento misterioso ha sconvolto il mondo, fino ai nostri giorni. Ha trasformato la mia vita.. Può illuminare anche la vostra vita.

Per fortuna la fede non può essere provata.
Ho letto questo bel pensiero di un autore sconosciuto: “Un poeta deve lasciare delle tracce del suo passaggio, non delle prove. Solo le tracce fanno sognare…”
È una questione di scelta… La fede è quello che è e non si trasforma in scienza sperimentale! Dio rispetta a tal punto la nostra libertà da autorizzare il dubbio ed anche il rifiuto!
Mentre era in vita Gesù ha deliberatamente lasciato aperto il fatto di sapere chi era.. Dinanzi alle domande, spesso rispondeva col silenzio o col mistero.. Il suo scopo era quello di aprirsi alla fede ed alla presa di posizione personale.
Il grande filosofo Blaise Pascal ha scritto: “Volendo apparire chiaramente a quelli che lo ricercano con tutto il loro cuore, e nascondendosi a quelli che lo rifuggono con tutto il loro cuore, Dio ha mitigato la sua conoscenza, in modo da dare dei segni visibili di sé a quelli che lo cercano ma non a quelli che non lo cercano. C’è abbastanza luce per quelli che non desiderano vederlo..”
Non, non credete che la fede ci piova addosso come un’eredità di cui non abbiamo nessuna responsabilità. È una scelta, una sfida, un’avventura … meravigliosa.

Quello che so è che la fede mi invita a vedere al di là delle apparenze.
Ma quando la visione della fede si impone, non posso avere altra visione che quella… Anche a voi, d’ ora in poi, vi basterà un semplice sguardo per vedere quello che era nascosto. Dopo non possiamo più vedere le cose come prima. Per voi è divenuta una realtà. Voi sapete…
La fede è un po’ questo. È questione di uno sguardo…

Una sera, i discepoli erano riuniti in una camera. Alcuni giorni dopo la morte di Gesù. Credevano alla sua resurrezione perché l’avevano visto. Gesù li aveva visitati, aveva parlato con loro. Solo Tommaso, uno dei discepoli non l’aveva visto. Era rimasto a casa sua, scoraggiato. Solo con la sua rivolta, i suoi dubbi, la sua disperazione.. Alcuni giorni dopo è tornato dagli altri apostoli. E Gesù apparve, solo per lui.. Tommaso toccò le cicatrici .. Riconobbe il suo Signore, il suo Dio! Allora Gesù gli disse: “Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” (Giovanni 20:29)

Io ho scelto di credere… E sono felice! E voi? Non volete “rischiare” questa felicità?

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