Lo Spirito Santo

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1. Lo Spirito Santo

baptism_main1      Che ne è dello Spirito Santo? È anch’essa una persona distinta dal Padre e dal Figlio? Senza dubbio il termine Spirito non suggerisce in modo così diretto la nozione di personalità come lo fanno le espressioni «Figlio di Dio» o «Dio Padre». Oltre a ciò, contrariamente al Figlio di Dio, lo Spirito Santo non è venuto in mezzo a noi come un essere umano. Si può capire perché nel corso della storia, alcuni cristiani abbiano negato la personalità dello Spirito. Tuttavia non possiamo non rimanere colpiti dall’insegnamento continuo del Nuovo Testamento sulla personalità dello Spirito. Spesso si è detto che questi brani non erano che semplici personificazioni dello Spirito e che di conseguenza non implicassero la nozione di personalità. Ma questo genere di spiegazione difficilmente si armonizza con le affermazioni bibliche. Si noti, per esempio, che lo Spirito Santo parla di se stesso in prima persona. Dice a Pietro, parlando dei servitori di Cornelio, «io li ho inviati» (Atti 10:20), e, alla chiesa di Antiochia, a proposito di Paolo e di Barnaba, «io li ho chiamati» (Atti 13:2). Chi, se non una persona, può dire «io»?

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2. L’opera dello Spirito Santo

package018Quando una persona si reca da un concessionario per comprare un’auto, il responsabile del salone cerca in tutti i modi di convincere il potenziale cliente della necessità di avere l’aria condizionata o altri optional. Certamente non si è mai sognato di dire all’acquirente se vuole il motore nell’auto. Il motore non è un optional: è essenziale. Molti credenti credono che lo Spirito Santo sia un optional, pertanto ritengono di considerarsi cristiani indipendentemente dallo Spirito Santo. La conoscenza che essi hanno dello Spirito di Dio è approssimativa, non vivono con la consapevolezza della Sua presenza. Sinceramente, come possiamo pensare di essere salvati, ritenendo lo Spirito Santo un accessorio? Può un individuo accettare e vivere Cristo come suo personale Salvatore, senza la potenza dello Spirito Santo? Come può un’automobile muoversi senza il motore?

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3. I doni dello Spirito Santo

package019Dalle Scritture apprendiamo che è lo Spirito Santo a parlare ai nostri padri per bocca dei profeti (Atti 28:25), che rende testimonianza della verità che è in Cristo (Giovanni 15:26), che fortifica la fede (1 Corinzi 6:19), che convince il mondo del giudizio divino (Giovanni 16:8-11), che rigenera o dà nuova vita (Giovanni 3:8), che santifica (2 Tessalonicesi 2:13; 1 Pietro 1:2) e accorda alla chiesa i doni legati al ministero (1 Corinzi 12:4-11). La chiesa non sarebbe in grado di compiere la propria missione nel mondo, se non potesse contare sui doni spirituali che si manifestano nel suo seno. Salendo al cielo, Cristo la ricolmò dei suoi doni celesti. Lo Spirito Santo, suo rappresentante, agisce con potenza distribuendo i suoi doni secondo le possibilità dei singoli membri e per l’edificazione di tutti: « Ora a ciascuno è la manifestazione dello Spirito per il bene comune » (1 Corinzi 12:7). I membri della chiesa sono responsabili dell’uso dei doni affidati loro dallo Spirito Santo: essi sono dunque degli economi, degli amministratori di beni dati loro in custodia.

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4. Il dono delle lingue

dillo_al_mondo2Il termine «glossolalia» significa parlare in lingua o in lingue «dal greco glossa o glossais lalein» e si riferisce ad un’esperienza presente nella prima comunità cristiana (Marco 16:17; Atti 2:1-11; 10:46; 11:15; 19:-6; 1 Corinzi 14). Nel giorno della Pentecoste (gr. Pentecoste; sott. Heméra = cinquantesimo giorno), festa della mietitura, detta anche festa delle settimane (Esodo 34:22; Deuteronomio 6:10), avvenne secondo gli Atti apostolici, l’effusione dello Spirito Santo sopra i discepoli riuniti a Gerusalemme, dove dal giorno dell’ascensione di Gesù aspettavano in preghiera l’adempimento della sua promessa (Atti 1: 4,5). L’apostolo Pietro comprende tale manifestazione come l’adempimento della profezia di Gioele 2:28 che egli cita (Atti 2:17-21), col suo annuncio di fenomeni cosmici che preludono alla venuta del Regno e che conferisce allo Spirito un significato escatologico imminente. Nella pentecoste, il dono delle lingue che permette ad uomini provenienti da diversi paesi, di comprendere l’evangelo è il segno annunciatore del Regno, del giorno in cui tutte le barriere che separavano gli uomini saranno eliminate, e l’umanità ritroverà la sua unità perduta.

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5. Il dono di profezia

lantern_mainSe c’è una dottrina che può facilmente essere dimostrata biblicamente è proprio l’abitudine di Dio, nei tempi di crisi (quando cioè qualcosa deve nascere o rischia di morire), di comunicare con il suo popolo, tramite messaggi specifici di consolazione e di speranza, di incoraggiamento e di correzione, di rivelazioni particolari al tempo, al luogo e alle circostanze. La loquacità per amore è tipica del Dio di Gesù Cristo. Dio parla ad Adamo e a Caino, al mondo antidiluviano e ai figli di Noè, ad Abramo, Isacco e a Giacobbe … Ogni volta che qualcosa deve nascere o sta per morire, Dio parla (Ebrei 1:1-2). Quando Iddio scelse e chiamò Israele, gli diede Mosè… Poi, nei momenti di crisi, inviò i suoi profeti. Da Isaia a Malachia ognuno di loro fu il segno della povertà dei credenti e della preoccupazione di Dio e, paradossalmente, dell’elezione. L’Esodo, l’esilio, il rimpatrio, la ricostruzione, la preparazione messianica, ma anche il sorgere del Cristianesimo videro sempre in azione lo Spirito di Dio mediante i profeti, i cui messaggi sono stati – per volontà del Signore – a volte limitati nel tempo (profeti non scrittori o non canonici) o indelebili (profeti canonici), ma funzionali sempre all’edificazione del suo popolo, alla sua elezione, alla responsabilità.

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6. La vita di E.G.White

battle_creek_publishing_house1890Nata nel 1827 a Gorham, nel Maine (Usa), Ellen G. White ha vissuto, con i suoi contemporanei, l’evoluzione di un secolo ricco di promesse e di trasformazioni. Giovanissima (14 anni circa), particolarmente sensibile alle problematiche spirituali, milita in un grande movimento di risveglio, conosciuto negli Stati Uniti come «The Advent Movement» (Il movimento dell’avvento). Nell’arco di una decade William Miller, un ex capitano dell’esercito federale americano, aveva provocato negli Stati Uniti uno dei risvegli religiosi più significativi, vibranti e controversi del secolo: l’attesa del ritorno del Signore Gesù Cristo. Avendo studiato con attenzione il testo del profeta Daniele, egli era giunto alla conclusione che il secondo avvento, annunciato dagli angeli agli apostoli sul monte degli Ulivi, si sarebbe verificato fra il 1843 e il 1844. Come molti loro compatrioti, Ellen G. White e la sua famiglia accettarono il messaggio di Miller ed entrarono a far parte del gruppo di credenti che si era formato in seguito alla sua predicazione.

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7. Le visioni di E. G. White

james_white1865Nel caso di Ellen White, abbiamo una diciassettenne che afferma “Ho una visione da parte del Signore!”. “Bene”, può chiedersi qualcuno. “Come possiamo saperlo?”. Nei primi tempi del suo ministero profetico… sarebbe stato difficile applicare a lei i criteri delle testimonianze ispirate (Isaia 8:20). Il criterio dei frutti (Matteo 7:16-20) sarebbe stato egualmente difficilmente applicabile. Anche il criterio della realizzazione delle profezie (Geremia 28:9, Deuteronomio 18:22). Forse Dio aveva bisogno di qualcosa che attirasse l’attenzione, che spingesse le persone a fermarsi e che facesse notizia… Dio ha usato metodi simili già prima, alla Pentecoste… Forse Dio ha usato fenomeni fisici per accreditare il fatto che qualcosa di sovrannaturale era all’opera… (anche se)… I fenomeni fisici non devono mai essere un test di autenticità o di legittimazione di un profeta.

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8. Sviluppo storico della dottrina dello S. Santo

Praise2_mainLa rivelazione dello Spirito è presente in tutta la Scrittura. Nel Nuovo Testamento, in particolare nel simbolo del battesimo, lo Spirito Santo è presentato con il Padre e il Figlio (Mt 28:19). Questa particolarità ha promosso la riflessione nei padri della chiesa del mondo greco. A far maturare la dottrina sullo Spirito ha contributo indubbiamente anche la crisi ariana che tendeva a negare in sostanza la divinità del Figlio. Nella riflessione dovuta all’attacco eretico di Ario l’attenzione dei padri si concentrò anche sulla natura e l’azione dello Spirito Santo. In maniera particolare, la considerazione della salvezza proclamata dal cristianesimo, operata da Dio stesso attraverso il Figlio, veniva intesa come «ciò di cui non si può pensare niente di più grande».

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09. Vivere lo Spirito Santo

package002É possibile vivere lo Spirito Santo? Quali sono i segni che caratterizzano la Sua presenza nel cuore di un credente? La Bibbia riporta l’esperienza di un uomo di nome Simone, il quale «vedendo che per l’imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito Santo, offrì loro del denaro, dicendo: “Date anche a me questo potere, affinché colui al quale imporrò le mani riceva lo Spirito Santo”. Indubbiamente la richiesta di Simone è dettata dalla volontà di piacere, di potere e di esibizione, cosa comune ad ogni individuo. Infatti, tutti soffriamo del bisogno di imporci, di emergere, di sentirsi importante agli occhi di chi ruota nello spazio della nostra vita, ma quando questo bisogno diventa patologico è possibile commettere l’errore di Simone, ovvero cercare di acquisire la «potenza» mediante esercizi spirituali forzati o decisioni e voti religiosi inappropriati: un modo come un altro per comprare la potenza dello Spirito, dimenticando che è lo Spirito Santo che deve servirsi di noi e non viceversa.

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 10. Il peccato contro lo Spirito Santo

day_mainIntanto che persona, lo Spirito Santo, possiamo rattristarlo:«Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione» (Efesini 4:30). Possiamo contrastarlo o opporsi: «Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d’orecchi, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo» (Atti 7:51). Possiamo disprezzarlo «Di quale peggior castigo, a vostro parere, sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figlio di Dio e avrà considerato profano il sangue del patto con il quale è stato santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?» (Ebrei 10:29); spegnerlo, nel senso di allontanarlo: «Non spegnete lo Spirito» (1Tessalonicesi 5:19). Ma il peccato più grave che possiamo commettere contro di Lui è la bestemmia.

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La redazione

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