La decima nel Nuovo Testamento

decimaIl pastore Leslie Parrot, della Chiesa del Nazzareno, racconta:

“Stavo facendo visita ad un giovane che si era assentato dalla Chiesa per due culti consecutivi; egli, infatti, era stato costretto a casa da una malattia, ma ora era in convalescenza. Ad un certo momento egli si diresse verso uno scafale, tirò fuori una Bibbia e l’aprì nel punto in cui erano conservati alcuni biglietti da diecimila, uno da cinquantamila ed altri di taglio inferiore, Mentre raccoglieva le banconote disse: «Questa è la mia banca delle decime. Appena riscuoto lo stipendio in fabbrica, per prima cosa detraggo la decima e la metto da parte per il servizio sacro, custodendola nella nostra grande Bibbia di famiglia, finché non vado in Chiesa. Ora, poiché sono ancora malato, desidero che lei porti la decima in chiesa invece mia» (Tratto da “Perché tanti Cristiani pagano la decima?”, Casa Editrice Nazarena, Napoli).

Secondo l’Antico Testamento, la decima è un atto di fede e non uno sterile formalismo religioso: «”Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo”, dice il SIGNORE degli eserciti; “vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla”» (Malachia 3:10).

Inoltre, è chiaramente evidenziato che la decima appartiene all’Eterno, pertanto è una cosa sacra: «Ogni decima della terra, sia delle raccolte del suolo sia dei frutti degli alberi, appartiene all’Eterno; è cosa consacrata all’Eterno» (Levitico 27:30).

Il Signore considera l’omissione della restituzione della decima da parte del suo popolo come un furto: «L’uomo dev’egli derubare Iddio? Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: “In che t’abbiamo noi derubato?” Nelle decime e nelle offerte» (Malachia 3:8). La restituzione della decima arreca benedizioni anche d’ordine materiale, secondo la promessa dell’Eterno (Malachia 3:10).

La decima nel Nuovo Testamento

Molti credenti restituiscono la decima con vera convinzione e con entusiasmo. Sono perfettamente consapevoli del posto che la decima occupa nella Parola di Dio e nella vita della Chiesa del Signore. Altri, invece, sostengono che questo principio è superato e che Gesù e gli apostoli lo hanno annullato e che pertanto ciò che è giusto dare sono le offerte. Essi ritengono di essere esonerati dalla restituzione della decima perché Gesù non ha formulato esplicite indicazioni a tale riguardo.

Ciò naturalmente non corrisponde a verità, perché, con le sue parole serene ed autorevoli, Gesù, è andato oltre la semplice riaffermazione degli insegnamenti dell’Antico Testamento: Gesù ha fuso le rigide prescrizioni dell’Antico Patto con il rinnovato impulso d’amore del Nuovo.

Il discorso sulla montagna n’è una dimostrazione. Nel considerare, ad esempio, i dieci comandamenti, Egli vide che i suoi seguaci erano perplessi ed insicuri quando le basi della vita religiosa venivano spostate da un’osservanza di norme intese con divieti ad un positivo adempimento di tali norme, adempimento caratterizzato da sentimenti di gioia e di amore.

Gesù disse: «Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io sono venuto non per abolire ma per compire: poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto. Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli» (Matteo 5:17-20).

Gesù invita il credente a superare la giustizia degli scribi e dei farisei, ovvero il modo in cui questi osservavano e concepivano la legge di Dio e di viverla nell’esperienza della gioia della salvezza e dell’amore.

Gesù, poi, utilizzò degli esempi tratti dall’Antico Testamento per rendere chiaro ciò che intendeva dire con l’espressione «compiere la legge di Dio». Tra i tanti, il primo riguarda il sesto comandamento: «Non uccidere».

«Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere, e Chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale; ma io vi dico: Chiunque s’adira contro al suo fratello, sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto al suo fratello “raca”, sarà sottoposto al Sinedrio; e chi gli avrà detto “pazzo”, sarà condannato alla geenna del fuoco» (Matteo 5:21-22).

Il secondo esempio riguarda l’adulterio: «Voi avete udito che fu detto: Non commettere adulterio. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per appetirla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Matteo 5: 27-28).

I comandamenti non sono veri perché si trovano nella Bibbia, ma sono nella Bibbia perché sono veri, perché esprimono il carattere di Dio (Romani 7:12). Dio non ha inteso raccogliere arbitrariamente alcune leggi per farne suoi comandamenti, al contrario, Egli ha messo nel codice di Mosè l’impronta del suo carattere che è fondamentalmente utile per l’umanità.

Molto prima che la legge levitica fosse messa per iscritto su pergamena e vi fosse inclusa la disposizione riguardante la decima, Abramo (Ebrei 7:1-9), Giacobbe ed altri già l’osservavano, perché quella era la cosa giusta da fare per onorare Dio e favorire la Sua benedizione nella propria vita.

Nell’Antico come nel Nuovo Testamento riecheggiano le seguenti parole: «Restituite prima la decima, e poi date generosamente le vostre offerte; ciò attesterà al vostro Padre celeste che il denaro non vi domina rendendovi schiavi dell’egoismo. Date al Padre vostro che è nei cieli l’occasione di benedirvi giacché date la decima e le offerte con amore, nella gioia della salvezza, regolarmente, nella comunità cui siete membro».

Gesù ha chiarimento confermato l’insegnamento della decima quando ha detto:

«Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudizio, e la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre» (Matteo 23:23; cfr. Luca 11:42; 18:42).

Riguardo alla missione, che gli apostoli dovevano compiere, in favore dell’umanità, Gesù diede delle specifiche indicazioni. Fra le tante ce n’é una che riguarda il loro sostentamento.

  1. Luca 9:3 – “E disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né danaro, e non abbiate tunica di ricambio”.
  2. Luca 10:3-7 – “Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Non portate né borsa, né sacca, né calzari, e non salutate alcuno per via. In qualunque casa sarete entrati, dite prima: Pace a questa casa! E se v’è quivi alcun figliuolo di pace, la vostra pace riposerà su lui; se no, ella tornerà a voi. Or dimorate in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede (salario)”.
  3. Matteo 10:7-10 – “E andando, predicate e dite: Il regno de’ cieli è vicino. Sanate gl’infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non fate provvisione né d’oro, né d’argento, né di rame nelle vostre cinture, né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché l’operaio è degno del suo nutrimento”.

L’apostolo Paolo ripropone questo insegnamento con le seguenti parole:

  1. I Timoteo 5:17-18 – “Gli anziani che tengono bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che faticano nella predicazione e nell’insegnamento; poiché la scrittura dice: Non metter la museruola al bue che trebbia; e l’operaio è degno della sua mercede”.

Nella lettera ai Corinzi egli parla chiaramente, dell’importanza della decima, anche se la parola non viene menzionata.

  1. I Corinzi 9: 4-13 – “Non abbiamo noi il diritto di mangiare e di bere? Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno con noi una moglie, sorella in fede, siccome fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? Chi è mai che fa il soldato a sue proprie spese? Chi è che pianta una vigna e non ne mangia del frutto? O chi è che pasce un gregge e non si ciba del latte del gregge? Dico io queste cose secondo l’uomo? Non le dice anche la legge? Difatti, nella legge di Mosè è scritto: Non metter la musoliera al bue che trebbia il grano. Forse che Dio si dà pensiero dei buoi? O non dice Egli così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza; e chi trebbia il grano deve trebbiarlo colla speranza d’averne la sua parte. Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, e egli gran che se mietiamo i vostri beni materiali? Se altri hanno questo diritto su voi, non l’abbiamo noi molto più? Ma noi non abbiamo fatto uso di questo diritto; anzi sopportiamo ogni cosa, per non creare alcun ostacolo all’Evangelo di Cristo. Non sapete voi che quelli i quali fanno il servigio sacro mangiano di quel che è offerto nel tempio? e che coloro i quali attendono all’altare, hanno parte all’altare? Così ancora, il Signore ha ordinato che coloro i quali annunziano l’Evangelo vivano dell’Evangelo. Io però non ho fatto uso d’alcuno di questi diritti, e non ho scritto questo perché si faccia così a mio riguardo; poiché preferirei morire, anziché veder qualcuno render vano il mio vanto”.

E ancora:

  1. II Corinzi 11: 8-9 -“Ho spogliato altre chiese, prendendo da loro uno stipendio, per poter servir voi; e quando, durante il mio soggiorno fra voi, mi trovai nel bisogno, non fui d’aggravio a nessuno, perché i fratelli, venuti dalla Macedonia, supplirono al mio bisogno; e in ogni cosa mi sono astenuto e m’asterrò ancora dall’esservi d’aggravio”.

Conclusione

Non basta leggere o sentir parlare dell’importanza di restituire la decima. Viene sempre il momento della verifica, il momento in cui bisogna far qualcosa. Giacomo evidenzia: «Ma siate facitori della Parola e non soltanto uditori, illudendo voi stessi» (Giacomo 1:22).

Se già da tempo servi Iddio restituendoGLi la decima di ciò che hai, allora continua ad essere impegnato in tal senso e vivi tutto ciò nella gioia della salvezza. Se, invece, non restituisci la decima e hai paura di farlo, allora sei in dovere verso te stesso di cogliere l’occasione e di provare.

Inizia a restituire ciò che appartiene a Dio, cercando di gustare quanto l’Eterno è buono. Bisogna .ricordarsi delle parole di Gesù, il quale disse Egli stesso: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti 20: 35).

Past. Francesco Zenzale

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